Libri al rogo – ‘Il giardino dell’Eden’ di Ernest Hemingway

hemingwayIl destino comune di molti grandi scrittori di successo morti prematuramente è quello di vedere la loro opera saccheggiata e pubblicata fino all’ultima riga. Bozze di romanzi allo stato primordiale spacciati per la più importante opera dell’autore ancora non pubblicata; chilometri di corrispondenza personale messa in pasto al grande pubblico con il proposito di soddisfare una morbosa curiosità riguardo alla vita privata dell’autore; biografie più o meno veritiere che promettono di svelare scenari inediti sulla vita dello stesso; e via dicendo. Un destino comune anche ai grandi musicisti, i cui archivi vengono saccheggiati senza pietà con il proposito di aggiungere qualche “perla” inedita a raccolte di successi che ben poco hanno da dire sulla reale importanza dell’opera nel suo complesso.

Ernest Hemingway è uno di quegli scrittori la cui bibliografia postuma vanta quasi la medesima lunghezza di quella in vita. Oggetto di un saccheggio forse senza precedenti nella storia della letteratura, gli appunti e le bozze dello scrittore americano sono state spremute fino ad ottenere alcuni veri e propri romanzi che sono stati messi sul mercato e spacciati per grandi opere perdute.

Tuttavia queste pubblicazioni hanno ben poco a che vedere con la grandezza della prosa di Hemingway e se in alcuni casi si riesce a intravedere leggermente il tocco dell’autore (il grezzo e abbozzato, ma non completamente da buttare Isole nella corrente), in altri si è sfiorato un vero e proprio “crimine” letterario. Il giardino dell’Eden è la prova di questa ridicola e insensata opera di “spremitura” degli archivi personali dello scrittore. Pubblicato per la prima volta nel 1986, le 250 pagine circa di questo noioso romanzo narrano la morbosa vicenda di David Bourne, un giovane scrittore di successo che sta lavorando ad un nuovo romanzo mentre si trova in vacanza in Costa Azzurra con la giovane moglie Catherine, da poco sposata. I due giovani coniugi sono uniti da una relazione particolare, dove ambigui giochi erotici e bizzarre conversazioni riguardanti sessualità e inversione dei ruoli tra i due rimangono al centro della narrazione, spoglia di azione e avvenimenti particolari almeno fino all’entrata in scena di Marita, una giovane ragazza di cui entrambi si innamorano. Presto scatta un menage a trois, innescato dalla stessa Catherine, il cui stato mentale palesemente instabile costituirà una preoccupazione crescente per David. Questo improbabile triangolo sessuale scivolerà lentamente in una relazione di coppia stabile tra David e Marita, con il conseguente deterioramento della salute mentale di Catherine e con l’abbandono del marito.

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Hemingway pronto a boxare: avrebbe preso a pugni i suoi editori dopo la pubblicazione de "Il giardino dell'Eden'?

Un romanzo senza capo ne coda, noioso e inconcludente, lontano dagli altissimi standard letterari caratteristici di Hemingway. Tuttavia, la colpa di questa prova decisamente poco riuscita non è attribuibile allo scrittore americano: le 300 pagine scarse de Il giardino dell’Eden sono state “ritagliate” da ben 1200 pagine di bozze ancora allo stato grezzo alle quali Hemingway stava lavorando negli ultimi anni della sua vita. Sconosciuti i criteri di scelta in base al quale sono state scelte le parti poi effettivamente pubblicate, così come è sconosciuto soprattutto il parere delle stesso autore, uno scrittore notoriamente molto meticoloso e preciso, abituato a riscrivere anche decine di volte la stessa pagina (si ricordino, ad esempio, i quasi 50 finali diversi di Addio alle armi, scritti da Hemingway prima di trovare quello definitivo).

Con Il giardino dell’Eden ci troviamo di fronte ad una semplice quanto fuorviante operazione commerciale: semplice perché da un manoscritto ancora incompleto e informe sono state assemblate alcune parti che hanno potuto così costituire una pseudo trama scadente e raffazzonata; fuorviante perché questa pubblicazione è quanto di più lontano dalla maestosa prosa dell’autore americano si possa trovare sul mercato. Sarebbe stato curioso assistere alle reazioni dell’irascibile scrittore di fronte alla pubblicazione a suo nome di un romanzo tanto scadente. Probabilmente avrebbe preso a pugni i suoi editori. Ma questo è qualcosa che purtroppo non si potrà mai sapere.

Ernest Hemingway, Il giardino dell’Eden, Mondadori, Collana Oscar Scrittori Moderni, 1999, pp. 288, € 9,50.

Alberto Staiz

@AlStaiz

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