Libia: l’Occidente è pronto per accogliere il nuovo governo libico

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Da sinistra: Jibril e Barroso a Bruxelles

Parigi – Diverse e solerti le reazioni del mondo occidentale alla notizia della presa di Tripoli da parte dei ribelli libici, in lotta contro il regime gheddaffiano.

Francia – il ministro degli Esteri francese, Alain Juppé, ha affermato dai microfoni di Europe 1 che ‹‹Il regime sta crollando, ma ci sono ancora sacche di resistenza››, dunque, la vittoria degli insorti e della Nato non può dirsi “completa”. ‹‹La Nato deve essere sempre in allerta per andare fino in fondo all’operazione››. E proprio per non allentare la presa sul Colonnello e decidere la prossime mosse – ha ricordato il ministro francese – che ieri si è tenuta una audioconferenza tra Parigi e gli altri alleati: americani, inglesi, tedeschi, turchi e alcuni paesi arabi.

Juppé ha precisato che il Cnt (Consiglio nazionale di transizione) controlla ormai “la quasi totalità del paese e una larga parte” della capitale libica. Tripoli, dunque, è quasi totalmente nelle mani dei ribelli e, d’altronde, ‹‹la popolazione – sostiene il ministro – non si è sollevata in massa per sostenere Gheddafi, contrariamente a quanto ci era stato detto››.

Italia - Gheddafi e i suoi figli ‹‹saranno certamente catturati, è questione di poco tempo. La mia opinione è che debbano certamente essere processati all’Aja››. Questo è il commento del nostro l ministro degli Esteri, Franco Frattini, a Radioanchio. ‹‹Mi auguro – ha spiegato Frattini – che il Cnt di Bengasi li consegni al tribunale dell’Aja›› anche perché, ha continuato il ministro ‹‹questo non esclude che per altri capi di imputazione nazionali vi siano processi nelle mani di tribunali libici››.

Nel frattempo, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha avuto ieri pomeriggio un colloquio telefonico con il Primo ministro del Consiglio Nazionale Transitorio libico, Mahmud Jibril. ‹‹Nel corso della telefonata – prosegue la nota rilasciata dalla presidenza del Consiglio – il presidente Berlusconi si è complimentato per l’avanzata delle forze del Cnt e ha riconfermato l’impegno dell’Italia a sostegno delle nuove Autorità per la costruzione di una Libia democratica e unita. Il Presidente del Consiglio ha, inoltre, manifestato apprezzamento per la determinazione del Cnt ad evitare qualsiasi vendetta e ha auspicato che la Libia possa presto avere un governo che rappresenti tutte le componenti del Paese››. ‹‹Il Primo Ministro Jibril – continua la nota – ha ringraziato calorosamente l’Italia per l’appoggio dato, sottolineando il particolare significato del sostegno assicurato dal nostro Paese, la cui vicinanza al popolo libico ha radici profonde. Il Presidente del Consiglio e il Primo Ministro del Cnt avranno modo di approfondire ulteriormente questi argomenti in un incontro che avrà luogo nei prossimi giorni in Italia››.

America - ‹‹Il regime di Gheddafi oramai volge al termine e il futuro della Libia è ora nelle mani del suo popolo››. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, non ha dubbi, dunque, su quale sarà la sorte del Colonnello divulgando le sue osservazioni in un intervento audio da Marthàs Vineyard, dove si trova per una breve vacanza.

Germania - ‹‹Oggi stiamo assistendo alla fine di Gheddafi, con il suo regime che sta collassando. In questi momenti è importante evitare ulteriori spargimenti di sangue››. Ecco quanto ha sostenuto il cancelliere tedesco, Angela Merkel, durante una conferenza stampa a Zagabria, dove si trova in visita ufficiale. ‹‹La Germania e altri Paesi lavoreranno nel prossimo periodo per aiutare la Libia a creare una società democratica e libera››, ha aggiunto Merkel. Perciò, dice il cancelliere ‹‹Dobbiamo creare rapidamente le strutture politiche per consentire la transizione verso una società pacifica, libera e democratica, poiché i libici hanno sofferto troppo››. Ed è, dunque, necessario l’impegno di tutti per sostenere il rafforzamento della democrazia in Libia e allacciare stretti legami con i “futuri dirigenti della Libia” .

Inghilterra - ‹‹Il colonnello Gheddafi deve fermare immediatamente i combattimenti››. Conciso il primo ministro David Cameron davanti a Downing Street. ‹‹Al momento non abbiamo informazioni su dove si trovi Gheddafi – ma – Possiamo confermare che due figli del colonnello Gheddafi sono stati presi prigionieri››. Secondo Cameron dunque, ‹‹il regime di Gheddafi sta crollando. Oggi la primavera araba è sempre più lontana dalla dittatura e un passo più vicina alla democrazia››. ‹‹Il nostro compito ora – ha proseguito Cameron – è di fare il possibile per sostenere il volere del popolo libico. Ovvero un’efficace transizione verso una Libia democratica››. ‹‹Questo – ha spiegato – sarà un processo guidato dai libici per i libici, con il sostegno della comunità internazionale guidata dall’ONU››. ‹‹Chiaramente – ha continuato il premier – la priorità è di mettere in sicurezza Tripoli. E stiamo lavorando a stretto contatto con il Cnt, sostenendo il loro piani, per far sì che questo avvenga. Ho parlato col presidente Jalil la settimana scorsa. E’ importante rispettare i diritti umani, evitare rappresaglie e far sì che tutti in Libia possano condividere il futuro del Paese››.

ONU – Anche il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon si è appellato alle “forze di Gheddafi” perché “smettano immediatamente di combattere” per “fare spazio alla transizione” in Libia.

Inoltre, il segretario ha fatto sapere che in settimana convocherà un summit per discutere sulla situazione in Libia. Durante l’incontro saranno invitati i rappresentanti dell’Unione africana e della Lega araba e si farà chiarezza sui meccanismi per la transizione politica nel Paese. Infine, Ban Ki-moon ha lanciato un messaggio di fiducia ‹‹Viviamo un momento di speranza, ma ci sono anche diversi rischi all’orizzonte››. Primo tra tutti, che la Libia del dopo Gheddafi finisca nelle mani del fondamentalismo islamico.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

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