Libia: l’apporto militare italiano

Sebbene il governo italiano abbia adottato una linea “morbida” per quanto riguarda la questione libica, siamo comunque coinvolti a livello militare, essendo il nostro il Paese più vicino, non solo geograficamente, alla Libia.

Eurofighter 2000 Typhoon

Alcune basi militari italiane supportano la forza multinazionale e sono pronti a fronteggiare la situazione: Trapani Birgi (aeroporto militare aperto al traffico civile) e Sigonella in Sicilia, Gioia del Colle e Amendola in Puglia, Pantelleria e la sarda Decimomannu, pronta anche la base di Aviano in Friuli. Il cuore dell’operazione sarà la base della Marina americana in Europa di Capodichino, vicino Napoli.

Il ministro della difesa Ignazio La Russa ha dichiarato che l’Italia è pronta ad assumere un ruolo attivo nell’operazione, cosa che sembra confermata dalle forze che sono state allertate e dai mezzi messi a disposizione dal nostro Paese, ma non ancora impegnati sul campo.

I mezzi aerei messi a disposizione e pronti all’azione sono:

Eurofighter  2000 Typhoon: velivoli di quarta generazione multiruolo, monoposto, frutto della collaborazione di alcune nazioni europee riunitesi, nel 1983, nel consorzio Eurofighter GmbH, con lo scopo di realizzare un caccia avanzato. Gli Eurofighter montano un cannone Mauser BK-27 da 27 mm e sono dotati di missili aria aria, aria superficie e antinave. Il costo di un velivolo si aggira intorno ai 63 milioni di euro.

Tornado ECR e IDS: cacciabombardiere multiruolo biposto, nella versione ECR (Electronic Combat/Reconnaissance) per la guerra elettronica e la ricognizione, dotato di missili americani Agm 88 Harm in grado di riconoscere le emissioni radar e colpirne la fonte, e in quella IDS (InterDiction/Strike) per l’attacco al suolo e l’interdizione aerea.

AMX: chiamato anche Ghibli nell’Ami, è un monomotore per attacchi al suolo, in servizio dal 1989 e monta un cannone M61 Vulcan da 20 mm, armato con bombe e missili aria aria. Nel corso degli anni è stato spesso considerato un velivolo non molto affidabile, di contenuto prezzo unitario, ma con elevati costi di gestione e addestramento del personale.

F16: velivolo da combattimento multiruolo armato con lo stesso M61 Vulcan da 20 mm dell’AMX, nonché con un corredo di bombe, anche a grappolo, e missili aria superficie, aria aria e antinave. Il costo di produzione si aggira intorno ai 30 milioni di dollari.

RQ-1B Predator: si tratta di quello che è definito aeromobile a pilotaggio remoto (Apr), principalmente impiegato per la ricognizione, è comunque fornito di missili, oltre che di sensori elettrottici, scanner IR e radar ad apertura sintetica che permettono di osservare obiettivi attraverso perturbazioni atmosferiche e di produrre immagini ad alta risoluzione spaziale grazie ad una procedura di focalizzazione. Poco più di 10 milioni di dollari il costo.

AV-8B Harrier II Plus: monomotore a getto per attacchi al suolo, ad atterraggio e decollo verticale, ampiamente impiegato sulle portaerei della Marina militare italiana proprio per le sue caratteristiche in decollo e atterraggio. È armato con un cannone GAU-12 da 25 mm. Il costo di ciascun velivolo è di 30 milioni di dollari.

Nelle operazioni è coinvolta anche la Marina Militare Italiana, con diverse navi:

Portaerei Garibaldi: nave portaerei leggera idonea a far operare un consistente numero di elicotteri a lungo raggio e aerei a decollo e atterraggio verticale (Stovl) e ad assolvere funzioni di comando e controllo delle operazioni. Può ospitare fino a 825 membri dell’equipaggio, compresi gli addetti della componente aerea e raggiungere una velocità di 30 nodi (54 chilometri) per un’autonomia di 7 mila miglia (circa 13 mila chilometri).

Portaerei Garibaldi

Andrea Doria: cacciatorpediniere lanciamissili (Classe Orizzonte) varata nel 2005, consta di un equipaggio di 195 uomini, ha 7 mila miglia di autonomia a 29 nodi ed è armata con tre cannoni OtoBreda 76/62 SR, due mitragliere da OtoBreda da 25 mm, sistema missilistico PAAMS che permette di intercettare i missili che viaggiano a pelo d’acqua, due lanciarazzi SCLAR-H e due lanciasiluri Eurotorp MU-90.

Nave Euro: fregata (Classe Maestrale) impiegata soprattutto nei compiti Asw (Anti-submarine warfare) cioè nella guerra antisommergibile, ma abbastanza versatile anche per l’impiego Aaw (Anti aircraft warfare) sistema di difesa contraerea e Asuw (Antisurface warfare) la lotta antinave.

Nave Libra: pattugliatore OPV (PG) (Classe Cassiopea o Costellazioni) con operatività autonoma e in cooperazione con mezzi aerei o navali per il controllo delle attività marittime, dalla pesca allo sfruttamento dei fondali, a tutela degli interessi nazionali.

Nave Etna: nave logistica per il rifornimento in mare di forze navali principali. Trasporta 5.795 t. di gasolio, 1.585 t. di carburante avio, 2.100 m3 di materiali vari e munizioni. Fornisce supporto tecnico, meccanico e sanitario.

Sul ponte volo del Garibaldi otto caccia, di cui quattro ECR, pronti a entrare in azione e a bordo un contingente del reggimento San Marco, cioè le nostre truppe da sbarco, reparto speciale che potrebbe entrare in gioco col ruolo di force protection, nel caso in cui la nave dovesse attraccare in un porto libico.

Francesca Penza

Immagini e dati tecnici via: www.eurofighter.com, Marina Militare Italiana, Aeronautica Militare Italiana

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