Libia. I ribelli: «Nostro diritto uccidere Gheddafi»

Tripoli: fine del ramadan in clima di tensione (ansa.it)

TRIPOLI – A parlare sono stati alti rappresentanti del Comitato di transizione nazionale tra cui Omar Hariri, responsabile degli affari militari a Tripoli, e Ahmad Darrad, responsabile degli interni: «Gheddafi è, all’80%, ancora in Libia e se non si arrende abbiamo il diritto di ucciderlo».

Criminale e fuorilegge sono solo alcune delle definizioni che i leader del Cnt hanno usato per indicare il colonnello Gheddafi, che stando alle informazioni in loro possesso potrebbe trovarsi nascosto a Bani Walid, a sud est della capitale, o comunque nei dintorni. Sempre che non si sia rifugiato a Sirte, come hanno diffuso altre voci.

Tesa quindi la situzione in Libia e in particolare a Tripoli, nonostante un certo clima ‘festoso’ per la fine del ramadan, celebrato nella piazza principale – ribattezzata piazza dei Martiri - con la preghiera e la raccolta di migliaia di fedeli. La piazza è presidiata da ribelli armati perchè tra i timori vi sono anche quelli di attentati da parte dell’esercito fedele al Colonnello.

Il presidente del Consiglio nazionale transitorio, Mustafa Abdel Jalil, ha intanto lanciato in conferenza stampa un ‘appello’ ai sostentori del regime che ha tutto il sapore di un ultimatum:  «Abbiamo dato un termine fino a sabato a Sirte e alle altre città perché si arrendano».

Redazione

  

 

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