La lettera del marito di una vittima: ‘Terroristi, non avrete il mio odio”

Ha perso la moglie nell'attentato al Bataclan di Parigi, ma Antoine Leiris non cederà all'odio. La sua lettera, pubblicata su facebook, diventa un inno all'amore

parigi

Le iniziative in memoria delle vittime degli attentati di Parigi (foto: twitter.com/paolopoggio, linkoristano.it)

I terroristi gli hanno portato via la moglie, deceduta negli attentati di Parigi del 13 novembre scorso, ma Antoine Leiris, che da solo dovrà prendersi cura del figlio di 17 mesi, ha deciso di non cedere alla spirale dell’odio, di non sacrificare la sua libertà in cambio di una maggiore sicurezza. Ha scelto, in altre parole, di non prestarsi al gioco imposto dal terrore, di rivendicare, in una lettera pubblicata sul suo profilo facebook, il diritto a restare umano.

 «Venerdì sera avete rubato la vita di una persona eccezionale, l’amore della mia vita, la madre di mio figlio, eppure non avrete il mio odio. Non so chi siete e non voglio neanche saperlo. Voi siete anime morte. Se questo Dio per il quale ciecamente uccidete ci ha fatti a sua immagine, ogni pallottola nel corpo di mia moglie sarà stata una ferita nel suo cuore. Perciò non vi farò il regalo di odiarvi. Sarebbe cedere alla stessa ignoranza che ha fatto di voi quello che siete. Voi vorreste che io avessi paura, che guardassi i miei concittadini con diffidenza, che sacrificassi la mia libertà per la sicurezza. Ma la vostra è una battaglia persa.

L’ho vista stamattina. Finalmente, dopo notti e giorni d’attesa. Era bella come quando è uscita venerdì sera, bella come quando mi innamorai perdutamente di lei più di 12 anni fa. Ovviamente sono devastato dal dolore, vi concedo questa piccola vittoria, ma sarà di corta durata. So che lei accompagnerà i nostri giorni e che ci ritroveremo in quel paradiso di anime libere nel quale voi non entrerete mai. Siamo rimasti in due, mio figlio e io, ma siamo più forti di tutti gli eserciti del mondo. Non ho altro tempo da dedicarvi, devo andare da Melvil che si risveglia dal suo pisolino. Ha appena 17 mesi e farà merenda come ogni giorno e poi giocheremo insieme, come ogni giorno, e per tutta la sua vita questo petit garçon vi farà l’affronto di essere libero e felice. Perché no, voi non avrete mai nemmeno il suo odio».

Carlo Perigli

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