Lettera a Balotelli: «Caro Mario, io lo so che non sei uno stronzo…»

Una lettera aperta a Mario Balotelli da parte di chi, dopo l'ennesima polemica che lo vede protagonista, crede ancora in lui

balotelli

Caro Mario,

ma come, proprio ora che mi avevi fatto credere di aver messo la testa a posto? Che finivi la stagione tranquillo, provando a portare il Milan in Europa e bello carico per i Mondiali senza più un filo di polemiche? No, Mario, la sparata in tv dopo Roma – Milan proprio non ci stava. Ma contro chi poi? Quel “povero” Giancarlo Marocchi che da tifoso juventino quale sono ricordo eterno panchinaro nella Juve di Lippi, sebbene discreto centrocampista? Uno che il pallone l’ha masticato, vabbè non sarà stato un fenomeno, ma altro che non ne capisce. Se avessi fatto la polemica contro Mario Sconcerti, ah bè, apriti cielo di sicuro, ma il tuo «secondo me non capisci niente di calcio» mi avrebbe fatto sorridere e ti avrei appoggiato, pur nello sconforto di una tua ennesima polemica. Ma con Marocchi…e poi, Mario, guarda che è difficile da juventino e nonostante questo, tuo difensore di lungo corso, continuare a spalleggiare per te e difenderti con gli amici di varia fede calcistica – anche milanisti sai – se te ne esci fuori ancora una volta così. Quante volte al bar o alle partite di pallone, dopo una tua prodezza – ed è successo molte volte – mi sono vantato dicendo che ero io quello ad avere ragione: «Avete visto ragazzi? questo è Balotelli, il fenomeno che la mette sotto il sette, che ci ha fatto sfiorare una vittoria agli Europei e che ci porterà avanti ai Mondiali, state a vedere, ha chiuso con le fesserie», e tu invece…

GENIO E SREGOLATEZZA? – Sì, va bene lo so, l’infanzia difficile, la ricerca dell’identità in un mondo che spesso non ci accetta ma hai 24 anni, non sono mica pochi per iniziare a capire la fortuna che ti è capitata col talento che ti ritrovi. E ancora con la storia del bambino adottato in una società cattiva? Guarda che mica sei il solo, Mario, sai quanta gente ha sofferto, ha dovuto lottare e lotta ancora? Non saresti che un esempio positivo per loro: puoi farti baluardo solo ed esclusivamente della tua rabbia? Posso arrivare persino a capire quanto ti piace provocare se, come dicono in molti che ti hanno conosciuto, sei un provocatore nato. La provocazione può essere geniale e sovversiva, se la pensi così ti seguo a ruota, te lo dice uno che ha appena sei anni più di te mica così tanti, ma forse quelli giusti in più per spiegarti che la provocazione fine a sé stessa stanca e poi non colpisce più nel segno. E allora che devo fare, sentirmi ogni volta in colpa per averti difeso, per aver creduto in te? Rifugiarmi nel pensiero dei tuoi gol, come quella sberla scagliata in rete agli Europei che in Germania ancora se la sognano, e tornare mesto dai miei amici e sentirmi dire: «Visto? Balotelli non cambierà mai, stronzo era e stronzo resta»?

balotelliIO LO SO CHE NON SEI UNO STRONZO – No, tu non sei uno stronzo, io lo so. E sai quanti ce ne sono che la pensano come me…ci vuoi mica deludere tutti? Tanti ti vogliono bene, capiscono che sei un ragazzo particolare ma sono sicuri che la pianterai un giorno di piantar grane, è la tua vita, certo, ma mica puoi far finta di niente con tutti noi…che vuoi fare, vuoi togliere lo scettro a Cassano delle sue cassanate e finire anche tu nel dizionario italiano, ora che Antonio ha messo la testa a posto? Parola nuova, balotellata: «Basta balotellate!» grideranno le future mamme ai propri figli? Le cassanate bastano e avanzano, anzi, prendi esempio dal tuo amico Antonio e dall’amore per i suoi figli che lo ha cambiato; di cassanate mica se ne vedono più. Genio e sregolatezza si dice, vero? Ma se il genio finisce allora non vale.

UNA VITTORIA – Eri migliorato sembrava, in fondo eri sulla strada giusta no? Un campione lo è davvero non soltanto se porta a casa la vittoria ma se trasmette dei valori col suo modo di comportarsi, non venirmi a dire che non lo sai che so che lo sai; e non tutte le vittorie valgono allo stesso modo. Non trasformare la tua vita piena di tante comodità in una farsa di cui credi di essere un divertente protagonista. Di questo passo nessun bambino su un campo di calcio sognerà più di essere Balotelli che segna nella finale della Coppa del Mondo ma verrai ricordato come uno che si è perso, sconfitto dalla propria rabbia. Ora, visto che io mica mi aspettavo un’altra uscita del genere da parte tua, va a finire che neanche posso prevedere se questa lettera la leggerai fino alla fine ed è anche difficile credere che farai caso ai miei consigli; ma se non per me e tutti quelli che credono nonostante tutto ancora in te, fallo per il tuo futuro, fallo per la tua piccolina che tra un po’ inizierà a crescere e capire che persona è il suo papà: un campione che fa emozionare e sognare tanti bambini come lei o un piantagrane che ha gettato al vento il suo talento? La rabbia che ti divora dentro da sempre, quella che di certo solo tu conosci, ti prego, buttala via. Provaci, io ci credo, e mica sono il solo. Sarà una grande vittoria.

Gian Piero, tifoso juventino

Gian Piero Bruno

@GianFou

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