Letta pellegrino da CL: legge elettorale e solidarietà

rimini cl 2013 (rai.it)

Il Meeting 2013 di Comunione e Liberazione (rai.it)

Rimini – Il meeting annuale di Comunione e Liberazione vede sempre ospiti di notevole spessore istituzionale e politico; così, anche quest’estate, il Presidente del Consiglio dei Ministri s’è recato all’incontro del movimento cattolico vicino al centro-destra, onorando la tradizione e la maggioranza delle larghe intese.

Enrico Letta è salito sul palco di Rimini poco dopo le 15, avendo già dichiarato in mattinata che il governo non avrebbe lasciato «soli i giovani: lavoreremo e faremo di tutto perché riescano ad avere opportunità».
Un buon viatico, nell’attesa di parole più definite nelle ore a venire.

Quello di Letta è stato più un percorso che un discorso di circostanza e così ha risalito il cammino attraverso la crisi, partendo dall’intervento riminese del 2011 di Napolitano: «in questi due anni c’è stato un percorso doloroso, ma lo spread è sceso», ha spiegato il capo del governo, prima di passare ai temi politici più spiccioli.

Così è sbarcata a Rimini la legge elettorale che, promette Letta, è prossima: «a ottobre la Camera deve approvare una nuova legge elettorale che consenta al cittadino di essere di nuovo arbitro». Le nuove regole elettorali, secondo Letta, sono una necessità, che si ricollega all’esito elettorale di febbraio: «Con le ultime elezioni c’è stato terremoto per tutte le forze politiche. Una richiesta al sistema politico di cambiare».

Letta, poi, si dilunga sulle “larghe intese”, perché «l’incontro vince sempre contro il conflitto – spiega il presidente del Consiglio dei ministri – e dobbiamo far vincere la forza fecondatrice dell’incontro». Parole che ricalcano il pensiero di Napolitano dal Quirinale, a lungo ribadito in questi 18 mesi di “strana maggioranza”. Infatti, conclude, «l’incontro fa paura solo a chi è incerto della propria identità e dei propri valori», riprendendo un motto ecumenico caro a Comunione e Liberazione. E, avverte, Letta, «gli italiani puniranno chi proverà a interrompere questo percorso di speranza».

Il presidente del Consiglio ha poi chiuso l’intervento sottolineando l’importanza della scuola, «fondamentale, bistrattata negli ultimi anni», e la solidarietà sociale, parlando di sussidiarietà che «stiamo rimettendo al centro delle nostre politiche». E un avvertimento alla finanza, quasi convincente: «per un nuovo inizio c’è bisogno che si rimetta la finanza al proprio posto, la crisi è nata perché la finanza è uscita dal proprio ruolo ed è diventata al centro di tutto», parole che hanno un buon suono ma che sono distorte dalla presenza nella maggioranza di partiti tipicamente liberisti e pro-finanza, come s’è visto dai provvedimenti di questi 18 mesi.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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