Leonardo icona statunitense

 

Il francobollo col volto di Leonardo ideato da Peta

NEW YORK- “Vegetarian Icons”, questo il nome dell’edizione limitata di francobolli disponibile per un breve periodo presso gli uffici postali degli Stati Uniti. L’iniziativa, promossa da Peta (People for the Ethical Treatment of Animals), associazione a difesa degli animali, seleziona tra i volti protagonisti della serie, sostenitori della causa vegetariana, anche quello del nostro Leonardo da Vinci (già soggetto per francobolli in Italia, in occasione delle celebrazioni per il quinto centenario dalla sua nascita). Non stupiamoci infatti: lo scienziato, pittore, ingegnere, musicista, inventore, è stato anche uno degli iniziatori della dieta vegetariana.

Da una nota Peta, infatti, sembra proprio che l’artista del L’Ultima Cena abbia parlato, nei suoi scritti, della sua compassione per gli animali e dei suoi “gusti culinari”, specificando come “i carnivori scavano la fossa a tutti gli animali per soddisfare i loro palati”. Leonardo è molto stimato dai vegetariani per certe sue affermazioni, citate in numerosissimi siti e blog, quali:“E’ vero che l’uomo è il re degli animali, perchè la sua brutalità supera la loro. Viviamo grazie alla morte di altri. Già in giovane età ho rinnegato l’ abitudine di cibarmi di carne…”; oppure: Verrà il giorno nel quale gli uomini conosceranno l’ anima degli animali e uccidere un animale sarà considerato un delitto come oggi lo è uccidere un uomo”.

Parole che hanno portato Peta a scegliere per i francobolli anche il noto volto barbuto, oltre ai visi di Pamela Anderson, Natalie Portman, Paul McCartney, Bryan Adams, Pitagora. È quest’ultimo in verità a meritare di essere considerato tra i fondatori del vegetarismo: di origini greche, ma amante della nostra Penisola dove morì (orgoglio italiano), predicava sin dal IV secolo presso la sua scuola di Crotone. I pitagorici aborrivano qualsiasi forma di uccisione e si astenevano dal mangiare “esseri animati”, per raggiungere lo stato di purezza e di ascetismo.

Tornando a Leonardo, però, la riflessione prosegue: è vero che lo studioso cominciò ad attribuire maggiore importanza al regno animale, sostenendo che uomini e animali sono soggetti alle stesse leggi della natura (in contrasto con la visione dei suoi contemporanei, che ponevano solo l’uomo al centro dell’universo); ma è anche vero che il celebre scienziato condusse sugli animali numerosi esperimenti, tenendoli sotto osservazione da vivi, e dissezionandone i corpi da morti. Proprio per comprenderne meglio l’anatomia, la fisiologia, e paragonarle a quelle umane. Operazioni necessarie per l’avanzamento scientifico e tecnologico, ma forse poco rispettose dei cadaveri animali.

Strano che i vegetariani, specie quelli di fervente indole animalista (correlazione quasi scontata), non si indignino davanti a ciò, lodando un siffatto sezionatore.

Forse è per riconoscimento alle intuizioni e alle scoperte di uno dei maggiori geni innovatori della Storia, che in effetti, a dirla tutta, usava la stessa misura con animali e uomini. Dai suoi studi sull’anatomia umana, infatti, si legge come la morte di un uomo molto magro di oltre 100 anni, che fino a poche ore prima gli aveva detto di sentirsi bene, spinse Leonardo a sezionarne il cadavere per scoprire le cause della morte. Par condicio.

 di Benedetta Rutigliano

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