Lega Nord. Matteo Salvini in difesa della “limba” sarda

Bruxelles – Quando si parla di minoranze da parte di alcune persone, di solito ci si aspetta che lo facciano sempre in termini negativi. Se di mezzo c’è la Lega Nord, diventa quasi una certezza. Questa volta, però, il copione è leggermente cambiato.

L'europarlamentare Matteo Salvini (Lega Nord)

Si fa riferimento all’europarlamentare del Carroccio Matteo Salvini che, qualche giorno fa, ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea. Il tutto ruota attorno alla vicenda di Doddore Meloni, un’indipendentista sardo arrestato per frode fiscale, a cui è stata negata la possibilità di avere un interrogatorio di garanzia in lingua sarda.

Secondo Salvini, ciò rappresenta una chiara violazione della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, che prescrive l’uguaglianza di ciascuna persona davanti alla legge e la non discriminazione linguistica.

«Devo dire che questa vicenda sottolinea ancora una volta che lo stato italiano non rispetta le autonomie e i popoli che sono costretti a vivere sotto le sue leggi». Queste le parole pronunciate davanti ai giornalisti da parte dell’eurodeputato. Naturalmente non potevano mancare le solite affermazioni di forgiatura leghista che trasudano xenofobia. Prosegue Salvini: «Così facendo, lo Stato italiano discrimina esplicitamente lingue come il sardo, il friulano e il ladino, favorendo il francese, il tedesco e lo sloveno le cui comunità godono della protezione di Stati esteri o trattati internazionali».

Non è il primo, tra le fila leghiste, ad alzare lo stendardo in difesa della lingua sarda. Già nei primi di agosto un altro eurodeputato, Mario Borghezio, si era pronunciato riguardo al rischio per la “limba” sarda di cadere nell’anonimato, presentando, anche lui, un’interrogazione alla Commissione europea. In questo caso Borghezio denunciava il fatto che l’Unione Europea aveva stanziato circa 128 milioni di euro per finanziare in Sardegna iniziative sull’insegnamento, la promozione e la circolazione della lingua sarda. Questa ingente somma di denaro non si sa che fine abbia fatto.

A prescindere dalle motivazioni che hanno portato la Lega Nord a difendere a spada tratta questa minoranza linguistica (nel caso di Doddore Meloni, ricordiamo che si tratta di un personaggio fautore alla secessione della Sardegna del resto dell’Italia), bisogna far presente che gli attacchi nei confronti della lingua sarda non sono cosa nuova in quest’ultimo periodo.

Indirettamente la prima offensiva fu lanciata dal governo Monti tramite la spending review. Quest’ultima, riportando la base di calcolo per le istituzioni scolastiche autonome al numero di 600 alunni, di fatto determinerebbe la cancellazione di numerosi posti di lavoro nelle scuole sarde e in particolare la cancellazione dei posti degli operatori, che avevano il compito di insegnare e promuovere la cultura e la lingua sarda. Questo perché il decreto non considera la Sardegna un’area geografica caratterizzata da specificità linguistica.

Il secondo attacco, questa volta diretto, giunse da una sentenza della corte di Cassazione depositata a maggio. Il dispositivo, in quel caso, prendeva in esame una serie di ricorsi di un condannato a 10 anni per una vicenda legata a un traffico di droga. Uno dei ricorsi riguardava il mancato utilizzo di alcune trascrizioni dal sardo di intercettazioni ambientali. Secondo i giudici, il sardo non può essere assimilato a una minoranza linguistica riconosciuta, come la francese in val d’Aosta, la tedesca e ladina in Trentino Alto Adige, la slovena in provincia di Trieste. Morale della favola: il sardo, secondo la Cassazione, è un dialetto.

L'indipendentista sardo Doddore Meloni

Si ricordi, però, che a livello istituzionale il sardo, con la Legge regionale 26/1997, ha ottenuto il riconoscimento come seconda lingua ufficiale della Sardegna dopo l’italiano; la Legge 482/1999 che consente l’uso della lingua minoritaria nelle scuole materne, primarie e secondarie accanto alla lingua italiana, pubblicazione di atti nella lingua minoritaria fermo restando l’esclusivo valore legale della versione italiana, uso orale e scritto nelle pubbliche amministrazioni e convenzioni per il servizio pubblico radiotelevisivo. Infine, troviamo la Carta europea delle lingue regionali o minoritarie del Consiglio d’Europa del 5 novembre 1992 (anche se l’Italia deve ancora ratificarla) che contiene misure aggiuntive per la tutela della lingua sarda e per il catalano (tra cui quella di diritto di esprimersi in lingua nelle procedure penali e civili).

A questo punto la domanda è: il sardo è da considerarsi una lingua o un dialetto?

Senza improvvisarsi esperti in materia, si può citare Alexandra Porcu, presidente del ”Sardisches Kulturzentrum” e figlia di emigrati sardi in Germania, che ha studiato romanistica e linguistica. Alcuni dei motivi secondo cui il sardo si può reputare una vera e propria lingua sono i seguenti: il riconoscimento di una lingua avviene di solito, non solo se i parlanti stessi la riconoscono come tale, ma anche se lo fanno i parlanti di altre comunità (in italiano si dice la lingua sarda, in inglese Sardinian language, e in tedesco Sardische Sprache); la tradizione letteraria: la maggior parte dei dialetti sono diventate lingue sulla base di uno standard letterario, e non si può negare l’esistenza di una storia letteraria sarda; e, infine, il riconoscimento politico giuridico nella legge dello Stato.

È vero che esistono molte varianti della lingua sarda (viene comunemente distinto in due gruppi, l’uno riferente ai dialetti centro-settentrionali, l’altro a quelli centro-meridionali: il logudorese, che include anche la variante nuorese e barbaricina; e il campidanese. Per non parlare di altri dialetti diffusi nella regione), una ragione in più per conservare un qualcosa che non soltanto è uno strumento di comunicazione, ma rappresenta, soprattutto, il tratto identitario di una cultura.

Come scrisse Pier Paolo Pasolini: «Il contadino che parla il suo dialetto è padrone di tutta la sua realtà».

Giorgio Vischetti

foto|| wikipedia.org; unionesarda.it; guidasicilia.it

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