Le rose non profumano più, ecco il perché

Istituto di Biologia Molécolare e Cellulare, Strasburgo (G. Volohonsky)

Istituto di Biologia Molécolare e Cellulare, Strasburgo (G. Volohonsky)

Strasburgo – Rose rosse per te cantava Massimo Ranieri alla sua bella, in una canzone simbolo di un’Italia passata. Ecco oggi se si riceve una rosa si può rimanere stupiti dai colori rampanti: rosso, giallo, verde, blu, nero, insomma ci sono rose per tutti i gusti. D’altro canto però nessuno oggi può stupirsi per l’odore delle rose, almeno non di quelle comprate dal fioraio. Il perché ce lo spiega un gruppo di ricercatori francesi in biotecnologia dell’Università di Strasburgo.

COLPA DELL’UOMO – La rivista Science ha infatti pubblicato la ricerca che afferma che, come prevedibile, la causa della perdita delle qualità olfattive della rosa è dell’uomo; la selezione artificiale fatta per creare diversi colori ha inibito il gene responsabile della sintesi delle molecole che creano il tipico odore delle rose. La novità è che questo gene è stato scoperto. Fino ad oggi infatti non si conosceva l’esatta origine biochimica dell’odore delle rose.

Roseto di Carlsbad Ranch, 50 acri di rose coltivate tra Orange County e San Diego (www.turistipercrisi.it)

Roseto di Carlsbad Ranch, 50 acri di rose coltivate tra Orange County e San Diego (www.turistipercrisi.it)

SCELTE DI MERCATO – Chi coltiva e vende rose ha sempre pensato a migliorarne la resistenza alle malattie e la vita delle stesse dopo che vengono tagliate per farne i famosi mazzi colorati. Così l’aroma era passato in secondo piano. Philippe Hugueney, membro dell’equipe dell’università francese, spiega che le rose di campo sono dotate di monoterpeni, molecole volatili che attraggono le api per l’impollinazione. Le specie domestiche di rose non hanno bisogno di questa molecola e sono sterili; sopravvivono grazie alla loro coltivazione e cura umana.

L’ENZIMA DEL MISTERO – Fino ad oggi non si conosceva l’enzima che permette di sintetizzare i monoterpeni, una molecola essenziale anche per l’industria cosmetica. Quello che è successo alle rose, o meglio, che abbiamo provocato è simile a ciò che è accaduto al pomodoro o alle fragole prodotte in quantità industriali. Ecco, una volta scoperto questo enzima, la sua applicazione potrebbe restituire l’odore originale a pomodori, fragole o rose, anche nel caso in cui queste siano contaminate o trattate con pesticidi e medicinali. Un consiglio, non ne vogliano i produttori: piantate le vostre rose e comprate prodotti biologici e di prossimità, così forse un giorno torneremo a mangiare tutti cibo vero e a sentire di nuovo il profumo delle rose.

Domenico Pellitteri

Foto || turistipercrisi.it

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