Le Isole Marshall contro le potenze nucleari: un processo storico

Avviato un procedimento giudiziario all'Aia contro le potenze nucleari: le Isole Marshall cercano di dare visibilità all'urgenza del disarmo globale

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Il devastante effetto di un test sulle Isole Marshall (giornalettismo.com)

Le Isole Marshall contro il resto del Mondo: non una sfida sportiva ma un dibattito legale quello che vede le isole del Pacifico trascinare davanti a una giuria le nove potenze nucleari che hanno utilizzato quell’area per test nucleari, violando il programma internazionale di disarmi varato e sottoscritto negli anni ’70.

ERA ATOMICA – A riferire per primo la notizia è stato il Guardian, che ha raccontato come le Isole Marshall abbiano aperto un’azione legale presso la Corte internazionale di giustizia dell’Aia. L’operazione vedrà sul banco degli imputati alcuni degli stati più potenti del pianeta, ovvero tutte le potenze nucleari contemporanee: oltre agli Stati uniti, la causa è stata intentata contro Cina, Francia, Regno Unito, Russia – individuata come erede dell’Unione sovietica – India, Pakistan, Corea del nord e Israele. Proprio Israele non ha mai confermato ufficialmente il possesso di un arsenale atomico ma da decenni le agenzie di intelligence non hanno più dubbi.

TEST NUCLEARI – Gli atolli delle Isole Marshall, territorio amministrato dagli Stati uniti fino al 1979, furono il teatro di ben 67 test nucleari, tutti statunitensi. Altre nazioni, tuttavia, condussero test in regioni remote del pianeta. Se anche la Francia scelse la Polinesia, l’Unione sovietica preferì le aree disabitate dell’Asia, oppure le isole del mar Glaciale artico.

BIKINI – Gli atolli delle Isole Marshall sono famosi in tutto il globo; se un costume da bagno prende il nome proprio dall’atollo di Bikini, quello fu in realtà il teatro del maggior esperimento nucleare statunitense. Castle bravo fu messo in opera il 1 marzo 1954 dagli Stati uniti e divenne, fin dal 1975, un caso giuridico, a causa delle ricedute radioattive su atolli abitati e non evacuati dalle forze militari americane impegnate nell’esperimento.

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Un test sull’atollo di Bikini, meta turistica (wikimedia.org)

LO SCOPO – Il governo delle Isole Marshall non si prefigge tanto un risarcimento record da queste nazioni per i test sul loro territorio – solo statunitensi – quanto una spinta per il disarmo. Attualmente sono presenti sulla Terra ancora 17.000 armi a testata nucleare, di cui 16.000 in possesso di Stati uniti e Russia: se fin dagli anni ’70 esistono trattati per la non proliferazione e l’uso pacifico dell’energia nucleare, di fatto l’impegno dei governi è andato altrove: «questo ritardo nel portare a termine quanto stabilito dal Trattato di non proliferazione nucleare rappresenta una flagrante negazione della giustizia», scrive il governo delle Isole Marshall nel documento.

ARSENALI NUCLEARI – Nonostante gli arsenali nucleari siano stati fortemente ridotti proprio in virtù dei Trattati di non-proliferazione, la potenza oggi disponibile è ampiamente sufficiente a distruggere la vita come la conosciamo sull’intero pianeta. Il procedimento delle Isole Marshall contro le nove potenze intende sottolineare quindi come buona parte delle spese degli stati sia ancora indirizzata al potenziamento bellico e all’ammodernamento degli arsenali nucleari.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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