Le Iene Trip: intervista a Niccolò Torielli

Milano- Grandi novità in casa Mediaset: nuove idee, nuovi canali, nuovi programmi. Il 4 luglio è stata ufficializzata la partenza del nuovo canale televisivo Italia 2, (ricevibile sul digitale terrestre), caratterizzato da un nuovo tipo di programmazione a blocchi (o zone), con il prime time spostato alle 22:00, per assecondare meglio le esigenze del pubblico più giovane.
Tante le novità in programma. Un esempio? La serata Yes Week End che, dal 6 agosto 2011, proporrà per otto puntate Le Iene Trip, un viaggio attraverso 15 anni di Iene, condotto da Niccolò Torielli (Sconvolt Quiz), Angelo Duro e Giorgia Crivello, nuovo volto di Deejay Tv. A bordo di un furgoncino degli anni Settanta, racconteranno la storia del programma cult di Italia 1: dalle prime conduzioni di Simona Ventura a Fabio Volo, Teo Mammucari, Alessia Marcuzzi e ancora Dario Vergassola, Victoria Cabello, il Trio Medusa e Enrico Lucci.

Tanto per non farci i fatti nostri, abbiamo deciso di parlarne direttamente con uno dei conduttori del nuovo programma, la iena Niccolò Torielli, che, con grande simpatia e gentilezza, ha accettato di raccontarsi ai nostri microfoni.

Partiamo dallo Sconvolt Quiz: com’è nata quest’idea?
Tutto è nato per caso: una sera, io e il mio autore Giuseppe Longinotti (che, tra l’altro, è un mio grandissimo amico, oltre che essere il mio socio in tutto e per tutto quello che faccio in tv), siamo andati a sentire un dj molto importante; in quel periodo stavamo cercando qualche idea da proporre alle Iene e lui, ad un tratto, mi dice: “Potremmo fare un documentario su questo mondo, quello dei giovani in discoteca, ma non le solite cose. Magari qualcosa di romantico”. In quel momento mi passa davanti un ragazzo veramente storto, così ho risposto a Giuseppe: “E se facessimo un quiz, con dei premi da dare a chi risponde esatto, ma con domande semplici?”.
Fai conto che, all’inizio, io mi immaginavo di regalare delle biciclette, ora invece regaliamo le magliette e i cappellini delle Iene: fortunatamente Giuseppe ha dato un senso al tutto.
Abbiamo avuto molte soddisfazioni: ti dirò, non mi aspettavo che prendesse così tanto piede e questo mi fa molto piacere. Siamo riusciti ad inserire un qualcosa che mancava.
Sono soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto, anche se lo vedo già come una cosa vecchia: poi, per carità, le facce cambiano ed è sempre un qualcosa di nuovo, ma adesso (in realtà da un anno) stiamo pensando a qualcosa di nuovo. Dopo lo Sconvolt, ci siamo detti: “E se facessimo un talk in cui parlare di argomenti generalisti, di cui ognuno possa dare un parere personale senza bisogno di lauree? Argomenti dal razzismo alla pena di morte, insomma. Abbiamo provato l’idea dello Sconvolt Talk, è andata bene, ma ovviamente non è come lo Sconvolt Quiz: si rimane sempre affezionati al primo lavoro.
Adesso abbiamo in mente altri progetti e ci stiamo lavorando.

Siete già al lavoro per le nuove puntate di settembre?
Sì, anche se con il nostro capo Davide Parenti abbiamo deciso di fare molte meno puntate dello Sconvolt Quiz, perchè vogliamo concentrarci su altri progetti, come inchieste trattate in modo brillante. E poi, lo Sconvolt ha bisogno di un po’ di respiro.
Ti dirò, a 27 anni è giusto provare altre strade, sempre alle Iene comunque: fatichiamo tutti tantissimo, si lavora un sacco, ma siamo una grande famiglia. Ci sono persone che ti guidano e ti danno indicazioni, pur lasciandoti libertà d’azione: dal nostro capo Davide Parenti, agli altri autori storici come Fabrizio Montagner, Max Ferrigno, Andrea Bempensante, Riccardo Festinese, Giuseppe Longinotti, Nicola Remisceg, Roberto Marcanti e Filippo Casaccia.  E’ bello sapere che ci sono persone, anche più grandi di te, che ti possono dare tanto, insegnandoti non solo un lavoro, ma proprio come stare al mondo: per farti capire, è molto facile perdere la bussola appena arriva un po’ di successo; alle Iene non è così, però, perché entri la mattina alle 8 e stai lì fino a sera, esci dalla redazione anche alle 10 o alle 11 e lavori il weekend quando serve. Rimani coi piedi per terra, facendo un lavoro bellissimo. E poi qui alle Iene puntano molto sui giovani: se ci pensi, questo programma è veramente uno dei pochi format che, in prima serata su Italia 1, riesce e vuole dare spazio ai giovani. Tra l’altro, anche alcuni autori sono sotto i trent’anni.
Uno si può chiedere come sia possibile che un programma su una rete nazionale si affidi così tanto ai giovani, ma forse è proprio questa la chiave di lettura del successo delle Iene: giovani con la voglia di fare, che vengono indirizzati dai più esperti.

Ultimamente si vocifera molto sulla nuova coppia Brignano-Argentero, che potrebbe andare a sostituire Luca e Paolo al timone del programma. Cosa ne pensi?
La vita di redazione è divisa dallo studio: questo possibile cambio di conduzione non ci tocca personalmente, quindi. Per me Ilary Blasi è pazzesca e Luca e Paolo sono un qualcosa di assoluto. Per ora si parla e si vocifera Brignano-Argentero, ma fino a quando non c’è una conferma ufficiale, nessuno sa cosa succederà.
Secondo me, comunque, potrebbero essere una gran bella coppia: ovviamente non ci si può aspettare uno stile alla Luca e Paolo, sarà qualcosa di totalmente diverso. Se ci pensi, quando Luca e Paolo sono arrivati dopo Fabio Volo e Andrea Pellizzari, nessuno sapeva cosa avrebbero fatto, poi hanno creato un qualcosa di nuovo ed originale, portando a casa approvazione e successi.
L’errore, allora come adesso, sarebbe stato quello di rimanere attaccati al passato: chiunque arriverà porterà un proprio stile, diverso ma non per questo meno adatto al programma.

A proposito di excursus sul programma, se ti dico “Le Iene Trip” cosa mi rispondi?
Guarda, è stata una cosa del tutto inaspettata: Davide Parenti, Max Ferrigno e Fabrizio Montagner hanno avuto quest’idea, cioè far vedere i servizi più belli di 15 anni di Iene, ma con un taglio un po’ più spiritoso. Faremo rivedere tante cose, da Fabio Volo alla supercazzola di Teo Mammucari, passando per le risate del Trio Medusa e i giochini di prestigio di Marco Berry. Alla conduzione ci saremo io, il mio collega Angelo Duro e Giorgia Crivello, nuovo volto di Deejay Tv; abbiamo girato un po’ qui a Milano e un po’ verso l’Emilia Romagna su un furgoncino del ‘78, tra l’altro senza servosterzo. Ovviamente a chi è toccato giudare? Al sottoscritto.
E’ stata un’esperienza bellissima: abbiamo lavorato con dei mostri sacri della televisione e ho imparato un sacco di cose.

E se ti dicessi campagna “Break Free” della Tom Tom?
La Tom Tom ha lanciato questa campagna per dare un’idea di movimento e libertà mentale, oltre che dal traffico, proponendo alcuni virali in cui personaggi dello spettacolo cantano “I want to Break Free” dei Queen (canzone che si è aggiudicata il primo posto della Top5 anti-traffico): per l’Italia, io e il mio collega Angelo Duro ne abbiamo fatto uno, ma anche la iena Gip, Patrick Ray del GF4, Camila Morais e Baz; in Francia, invece, ha partecipato Bob Sinclar.
L’idea è appunto quella che tutti possano caricare sul sito i loro video, mentre cantano “I want to break free” imbottigliati nel traffico, per poi avere la possibilità di vincere dei premi.
Le code sono sempre un problema: a me, una volta, è capitato di fare un viaggio Senigallia – Milano con partenza alle tre del pomeriggio e arrivo alle tre di notte. Ecco, vedi, lì avremmo potuto fare un sacco di video “I want to break free”, per passare il tempo.
In realtà, però, io in macchina, più che cantare, faccio le mosse: mettiamola così, canto dentro, scimmiottando qualcosa fuori, perché sono stonatissimo. Tra l’altro, in tema di traffico, ho portato la macchina a Milano da quindici giorni, ma mi sa che tra poco me la riporto indietro a Mantova: qui hanno la guida con insulto e non solo.

Oltre a fare simpatiche gag, qualche mese fa hai partecipato al Progetto Evoluzione dell’associazione tortonese La Città dei Giovani: parliamone.
Sì, ho partecipato ad un loro incontro, volto a cercar di indirizzare quei ragazzi, diciottenni e non solo, che si trovano chiamati a scegliere che cosa fare nella propria vita: io ho raccontato loro la mia esperienza e anche le mie debolezze.
Tanti ragazzi vengono convinti al 55-60% dai propri genitori su che facoltà scegliere e già questo, secondo me, è un errore: è il miglior modo per non finire, abbandonare al primo ostacolo o perdere tempo inutilmente. Oltre a questo tema, abbiamo preso in esame anche altri problemi che riguardano i giovani, dalla droga all’alcolismo.
Quando si fanno questi tipi di incontri, si parla anche di questioni che riguardano i massimi sistemi e quel tipo di risposte nessuno ce le ha, ovviamente: per quanto mi riguarda, io ho parlato della mia esperienza di ragazzo che ha iniziato a muovere i primi passi nel mondo del lavoro a 14 anni, cercando di spiegare che cosa mi ha tenuto lontano da certe cose. La passione per un obiettivo mi ha fatto rimanere sulla retta via: volevo intraprendere una carriera artistica e mi sono impegnato a farlo. A 14 anni ho incominciato a lavorare in radio e lì ho capito che quello che volevo fare era comunicare e intrattenere le persone, facendo dimenticar loro i problemi quotidiani, almeno per un po’. La tv, la radio, Internet sono un mezzo: se un giorno ci sarà un altro strumento per comunicare ancora di più, io mi buttero lì.
Ad oggi, secondo me la televisione è il mezzo che riesce a comunicare di più: Internet ha molte più cose, è vero, ma è anche molto più dispersivo.

Sul sito de “Le Iene” però ho letto che, da piccolo, avresti voluto fare l’avvocato, l’astronauta, il pompiere, oppure la ballerina…Ho capito bene: la ballerina?
(Sorride). Ebbene sì, sarò sincero, volevo fare la ballerina per stare in mezzo alle ragazze: fondamentalmente questo è stato il fil rouge di tante mie scelte. Ti dico la verità: io ho studiato come operatore turistico, non solo perché mia mamma mi spingeva a farlo per le nuove possibilità del settore, ma perché lì c’erano un sacco di ragazze. Alzarti alle sette di mattina, tutti i giorni per cinque anni, e andare in una scuola di soli uomini è sicuramente peggiore che alzarti alle sette di mattina, per andare in una scuola con tante più ragazze: ognuno deve trovare una motivazione in più. (Sorride, di nuovo).

Per il pubblico sei una simpatica Iena, sempre carica e dall’animo impegnato nella prevenzione (messaggio implicito nello Sconvolt Quiz). Ma chi è Niccolò per Niccolò?
E’ uno che ci prova e ci ha sempre provato: ce la metto tutta, sperando di raccoglierne i frutti. Che cosa spero di trovare nel mio futuro? Tutto quello che viene: vorrei lasciare un segno alle Iene, perché lo devo a tutte le persone che hanno creduto in me, e intraprendere sempre nuove sfide. Poi sai, chi lo sa cosa ti riserva la vita: ho venduto Redbull, raccolto l’erba palustre alzandomi alle quattro e mezza di mattina, fatto radio e ora tv, ma se dovessi smettere di lavorare nello spettacolo, comunque, mi inventerei qualcos’altro, penso sempre attinente all’intrattenimento.
Quello che spero è continuare ad alzarmi con il sorriso ed andare a letto felice la sera.

Ultimissima domanda: altre novità in vista?
Tornando al tema della prevenzione, da settembre sarò testimonial per la campagna “Think Safe” della Durex. Cercheremo di portare il messaggio che, cavolo, fare l’amore è una delle cose più belle che ci siano, però facciamolo con testa: usiamo il preservativo, in modo da prevenire le malattie sessualmente trasmissibili.

Nadia Galliano

Foto || via Le Iene, google-immagini

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