Lavoro: cosa offre il mercato

Roma -  Nonostante la crisi occupazionale stia investendo il nostro Paese (e non solo purtroppo), il mercato del lavoro in Italia inizia a mostrare molti piccoli segnali di ripresa per l’anno. Ma quali sono i lavori più ricercati? Per rispondere a questa domanda bisogna fare delle distinzioni, tra i lavori che nessuno vuole svolgere e quelli, invece, più ambiti. Per quanto riguarda i primi, ci sono delle occupazioni che sembrano avere “misteriosi virus”, in quanto nessuno vuole svolgerle. Secondo gli ultimi dati dell’Istat, infatti, nonostante la disoccupazione dilaghi ancora, il tasso dei posti vacanti sul totale dell’industria e dei servizi è ancora molto alto (0,6% nel 2010). E’ una valanga di occasioni perse e, secondo alcune stime, sono circa cinquantamila le posizioni libere.

Nello specifico questi posti si riferiscono soprattutto a posizioni per settori come il food & beverage e l’alberghiero. Secondo uno studio realizzato dall’Osservatorio settoriale di Gi Group, gruppo specializzato nei servizi dedicati al mondo del lavoro, la ricerca in questi due ambiti è già iniziata, in particolare di giovani e di personale per la stagione estiva (si prevede una crescita complessiva delle chance di occupazione rispetto all’autunno pari al +20%). Le attività di alloggio e di ristorazione sono, infatti, i settori che assorbono di più i lavoratori stranieri poiché gli italiani non vogliono svolgere, seguite dai settori delle costruzioni, attività di noleggio, servizi di supporto alle imprese, commercio all’ingrosso e meccanici. Sono richiesti anche gli operai nell’area della produzione, seguiti da quelli della manutenzione e logistica, oltre al personale da impegnare nelle attività di fornitura d’acqua, reti fognarie, gestione rifiuti e risanamento.

Buone notizie anche per i lavori più “ambiti” dai giovani laureati. Si parla di energy manager, ingegneri meccanici, consulenti finanziari, ICT manager, responsabili risorse umane, medici chirurghi, infermieri e fisioterapisti. Questi, secondo un rapporto di Almalaurea, sono gli sbocchi professionali più richiesti dalle aziende. A tre anni dall’uscita dell’università di medicina, infatti, trovano un’occupazione stabile il 97% dei laureati; seguono con percentuali che si aggirano intorno all’85% coloro i quali hanno conseguito un titolo in campo economico finanziario, gli ingegneri e gli architetti. Il mercato del lavoro del dopo crisi sembra premiare in particolare gli studenti che hanno scommesso sulle professioni verdi, cioè quelle legate allo sviluppo tecnologico e sull’internazionalizzazione del made in italy. Cresce così la domanda degli ingegneri, in particolare di coloro che hanno una specializzazione in ingegneria energetica, come l’energy manager nelle aziende che producono energia o che devono rivedere il proprio piano di consumi energetici.

La bilancia pende anche a favore di chi ha conseguito la laurea in lingue straniere ed economia per assumere responsabili dell’area commerciale estera da impiegare nei programmi di internazionalizzazione delle aziende italiane. Roma sta puntando molto sul settore ICT, nella ricerca di ingegneri dell’informazione, dell’informatica e della statistica. In particolare, nel corso del 2011, si darà spazio alle professionalità relative a competenze in campi come il web 2.0, il cloud computing e la telefonia mobile. Buone chance anche nelle assicurazioni dove potranno trovare lavoro anche donne, giovani e professionisti specializzati in aree come la consulenza e la cessione del quinto. Cresce l’occupazione anche nei percorsi legati alla salute e alla cura della persona: in particolare, l’infermieristica, la fisioterapia, la logopedia. Nell’area legale le maggiori opportunità riguardano, invece, il diritto amministrativo e il campo delle human resources, dove è in crescita la domanda di laureati in giurisprudenza.

Dirigenti, quadri e impiegati sono richiesti anche e soprattutto nelle funzioni commerciali. Secondo un’indagine Mcs, società di selezione di middle manager con sedi a Milano, Bologna e Roma, la figura professionale più ricercata è quella di manager commerciale, che può contare su stipendi annui lordi, dai 55 ai 70 mila euro.. Come si può notare, con l’arrivo della primavera sono previste varie chance di occupazioni lavorative; quindi occhio a non perdere le occasioni!

di Chiara Campanella

Foto via www.lostato.it;

 

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3 Risponde a Lavoro: cosa offre il mercato

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    Gabriele Levy 06/09/2011 a 10:54

    Dopo aver insegnato per 20 anni Logistica e Informatica all’università, la signora Gelmini mi ha licenziato, insieme ad altri 80 mila docenti.
    Ho trovato la cosa perlomeno strana, visto che molti dei miei studenti trovavano lavoro in seguito agli strumenti che avevo loro insegnato.
    Allora ho deciso di fondare una scuola.
    L’ho chiamata “The Software University”.
    La nostra scuola è specializzata in mestieri richiesti dal mercato del lavoro IT.
    Il principio è il seguente: prima andiamo sui motori di ricerca lavoro e analizziamo la statistica dei linguaggi e dei sistemi IT ricercati dalle aziende, quindi facciamo corsi dedicati a questi sistemi e linguaggi, e come ultimo passo aiutiamo chi ha studiato da noi a proporsi come specialisti nei sistemi e nei linguaggi di cui sopra.
    Abbiamo mediamente dai 5 ai 10 studenti per corso, ed il 25% dei nostri studenti trova lavoro dopo il corso presso società di consulenza o software houses con cui siamo in contatto.
    In questo momento le aziende stanno cercando soprattutto specialisti su SAP e Java, ma anche i sistemi CRM stanno prendendo piede.
    Consiglio di visitare il nostro sito web per avere maggiori informazioni: The Software University

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      Chantal Cresta 06/09/2011 a 11:31

      Caspita! Si può dire che la Gelmini le abbia fatto un favore licenziandola.
      In effetti, il suo è un ottimo esempio che dimostra sostanzialmente 2 cose:
      1) Come dovrebbe funzionare un’economia sana ovvero, perso un impiego (pubblico) si avvia un’impresa (privata, mi pare di aver capito, giusto?) che a sua volta crea posti di lavoro o possibilità di introduzione al lavoro;
      2) Malgrado tutto il peso della crisi, in questo paese è ancora possibile fare impresa.
      Ora, so che mi beccherò gli strali di tutti gli antiberlusconiani-sinistrossi-antigovernativi che risiedono in patria e che passano per questo sito, ma ricordo che una delle ragioni avanzate dalla Gelmini per il taglio (gravoso, è vero) dei professori, fu l’impossibilità della scuola di continuare a pagare stipendi a truppe di cervelli che avrebbero potuto inquadrarsi all’interno della struttura privata e fare miracoli. Detto fatto. Bravo.

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    Gabriele Levy 11/06/2012 a 14:29

    È passato un anno, e nella nostra scuola sono passati 124 studenti, molti dei quali hanno trovato lavoro.
    Grazie Gelmini!

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