Lavoro. Contratto “prevalente”: ecco l’idea al vaglio per sostituire i Co.Co.Pro.

sindacati

Angeletti, Camusso, Bonanni

Roma – Un contratto “prevalente” con un lungo periodo di prova che sostituisca le ben 40 forme contrattuali esistenti. Ecco la proposta a cui il Governo sta lavorando e che ha intenzione di proporre durante gli incontri sindacali, previsti per la prossima settimana. Obiettivo: riformare il mercato del Lavoro.

Il contratto prevalente potrebbe dunque essere correlato da un praticandato, anche di 3 anni e accanto a questa forma, potrebbero sopravvivere solo altre 2 soluzioni lavorative: l’apprendistato e il contratto stagionale.

Sarebbero eliminati, invece, i contratti a progetto e tutti gli altri rapporti di collaborazione precaria laddove vi siano irregolari situazioni di lavoro continuato mascherato da attività subordinata.

Il contratto prevalente pare la soluzione più quotata in area Governo e sostitutiva alla proposta del giuslavorista, Pietro Ichino (Pd), il quale preferirebbe, per i nuovi assunti, la possibilità di licenziamento individuale per motivi economici tagliando, così, il diritto al reintegro. Pratica attualmente in uso in ragione dell’articolo 18, ovvero nei casi di licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo.

E’ anche possibile che il Governo prenda in considerazione la possibilità proposta dai sindacati di unificare i contributi previdenziali per tutte le categorie. Al momento i lavoratori dipendenti pagano il 33%, i collaboratori il 27,72% mentre commercianti e artigiani si fermeranno al 24% solo nel 2018. Ma la questione principale sul tavolo rimane quella degli ammortizzatori sociali che i sindacati vorrebbero estendere a tutti i lavoratori e dove gli ultimi Governi si sono arenati per assoluta mancanza di risorse.

Qui il punto centrale della riforma è difficile perché è impossibile avviare un confronto sul mercato del Lavoro senza riformare le indennità di disoccupazione, rendendole più sostanziose e accessibili a tutte le categorie. Il ‹‹confronto col governo Monti non va sprecato››, avverte la Cgil. Ma non devono pesare i tempi stretti, ‹‹temi in agenda e tempi dell’agenda sono egualmente importanti›› e ‹‹occorre definire le priorità›› a partire da Fisco, crescita, lavoro, produttività, pensioni e rappresentanza.

In ogni caso i sindacati sono chiari: desiderano che nella riforma Lavoro siano interpellate anche le imprese. ‹‹Bisogna cambiare le regole sul mercato del lavoro – ha detto il segretario della Uil, Luigi Angeletti – e bisogna coinvolgere le imprese. La discussione va fatta con sindacati e imprese. Troverei curioso che la discussione venga fatta senza chi quelle regole deve applicare››.

Idea condivisa anche dal leader Cisl, Raffaele Bonanni, che ripropone il patto tra il Governo e le parti sociali, auspicando ‹‹un salto di qualità›› del governo Monti perché ‹‹senza concertazione il Paese sarebbe allo sbando››.

Il problema resta l’articolo 18. Bonanni ribadisce la posizione: ‹‹Di chi non ha mai posto veti e non accetta veti da parte di nessuno›› ma spera in ‹‹una discussione a tutto tondo senza soluzioni preconfezionate››. E dall’Ugl il segretario generale Giovanni Centrella puntualizza: ‹‹Siamo pronti a dialogare con Monti, non però sull’articolo 18››.

Chantal Cresta

Foto || ansa.it

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews