A Latina la marcia di Libera per la memoria delle vittime di Mafia

Libera a Latina per l'annuale Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie; con don Ciotti anche Ingroia e Caselli

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La marcia di Libera a Latina (corriere.it)

Latina – Libera chiama in piazza contro la malavita organizzata: lo fa ogni anno nel primo sabato di primavera e quest’anno la grande manifestazione della Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie sta sfilando per le vie di Latina. Dopo le parole del Papa di ieri, un successo annunciato per Libera e don Ciotti.

A LATINA – Diciannovesima edizione per la manifestazione antimafia, organizzata puntualmente da Libera con la guida di don Ciotti per ricordare le vittime innocenti delle organizzazioni mafiose.
Stamattina per le vie di Latina hanno sfilato in centomila, tra bandiere di Libera, fazzolettoni scout e canzoni gioiose, mentre ci si preparava al momento di commemorazione, quando i nomi delle vittime – un numero purtroppo crescente – sono stati recitati ad alta voce sul palco, un palco alimentato da biciclette, per un messaggio di legalità e rispetto dell’ambiente.
Il pomeriggio, invece, sarà dedicato a spettacoli e seminari, dove i centomila avranno modo di confrontarsi e accordarsi, tenendo a mente il lavoro contro le mafie che li ha condotto a Latina. Molti i nomi di richiamo, da Gian Carlo Caselli ad Antonio Ingroia, passando per Nando dalla Chiesa, testimoni di una lotta che non deve avere fine.

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Giovani con la bandiera della pace (ilmessaggero.it)

IL MESSAGGIO DEL PAPA – Ieri don Ciotti e molti giovani di Libera avevano incontrato il Papa in una delle parrocchie romane: quella di Francesco è stata una presenza straordinaria, perché per la prima volta un pontefice ha preso parte a questa iniziativa che si celebra ogni 21 marzo. Non a caso, oggi il vescovo di Latina Mariano Crociata è in piazza, nel corteo insieme alla folla.
Ieri il Papa si era rivolto direttamente ai mafiosi, come fece già Giovanni Paolo II: ha chiesto loro un atto di conversione, prima che sia troppo tardi, per sfuggire alla scelta dell’Inferno.

LE MAFIE IN ITALIA: UNA VICENDA SENZA CONFINI – L’infiltrazione mafiosa non è una questione delle regioni del Sud: non lo è più da decenni, ma mai come in questi anni il fenomeno è stato evidente a ogni livello anche in quelle regioni dove, tradizionalmente, si sosteneva che le mafie non avessero agganci. Liguria, Lombardia, Piemonte sono state travolte a diversi livelli da indagini e processi, con scioglimento di Consigli comunali e avvisi di garanzia ai vertici delle regioni.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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