Laceno d’Oro 2014, rinasce il Festival di Marino e D’Onofrio

Avellino riabbraccia il Laceno d'Oro, Festival Internazionale del cinema neorealistico

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La locandina del Laceno d’Oro 2014

Un pezzo di storia di Avellino che si riprende la città. Sepolto tra cantieri infiniti e opere incompiute o vandalizzate del capoluogo irpino, prima delle quali quell’ex Eliseo che del Festival Internazionale del Cinema neorealistico è la casa naturale, il Laceno d’Oro ritorna alla sua dimensione, abbracciando dal 18 agosto al 5 settembre Avellino, Mercogliano e Atripalda. Il programma è stato presentato alla stampa stamattina: 40 proiezioni cinematografiche (di cui 5 in anteprima), 9 performance musicali, 30 incontri con gli autori, workshop e laboratori. Il tutto in 10 differenti location nei tre comuni interessati.

LACENO D’ORO, FIGLIOCCIO DI PASOLINI - Il Laceno d’Oro rinasce da ceneri mai del tutto raffreddate. Figlio dell’ostinazione e della passione di Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio, sotto l’ala protettrice di Pier Paolo Pasolini, il Festival (rassegna fino al 1975) viene promosso sin dal 1959 dalla rivista CinemaSud, legando nome e sorti all’altopiano del Laceno, suggestivo scorcio turistico e panoramico della provincia di Avellino. Trasferitosi dopo pochi anni ad Avellino città, nella giuria della manifestazione si alternarono nomi quali il nume tutelare Pasolini, ma anche Domenico Rea, Cesare Zavattini, Lina Wertmuller, Tinto Brass. E tra i premiati delle edizioni a cavallo tra gli anni ’60 e ’70, i più fecondi del Laceno d’Oro, figurano i nomi di Antonioni, Pontecorvo, Scola e dei fratelli Taviani. Premiati con l’occhio di chi ci sapeva vedere lungo, ben prima delle rispettive affermazioni in campo internazionale.

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La presentazione alla stampa del Laceno d’Oro 2014 (Foto Francesco Guarino)

LA RINASCITA - Lo stop nel 1988, poi la rinascita dal 2001, grazie all’impegno e alla testardaggine del circolo di cultura cinematografica ImmaginAzione, che resuscita un nuovo Laceno d’Oro, condendolo con i Premi Camillo Marino alla carriera e Giacomo D’Onofrio al miglior regista emergente. Fino ad arrivare all’edizione 2014, la numero XXXIX, summa degli sforzi degli anni precedenti per una ripartenza in grande stile. A cominciare dalla punta di diamante del Festival, Jia Zhang-ke, Leone d’oro a Venezia nel 2006 con Still life e Premio per la miglior sceneggiatura a Cannes nel 2013 con Il tocco del peccato, film che inaugurerà il Festival il 18 agosto alle 20.30 nel piazzale dell’ex Eliseo, dove il regista cinese ritirerà il premio Camillo Marino.

PROIEZIONI ALL’ELISEO, UN ANNO E MEZZO DOPO LE FIAMME - Il Festival prenderà il via proprio in quel piazzale circondato dalle mura dell’ex cinema Eliseo, teatro nel gennaio 2013 di un incendio doloso che sembrò stroncare le ultime speranze di riapertura di quella che doveva essere la Casa della cultura cinematografica Camillo Marino e Giacomo d’Onofrio. Una struttura praticamente completata, poi vandalizzata, abbandonata al suo destino e ad un infinito contenzioso legale tra Comune di Avellino e ditta appaltatrice dei lavori. Una struttura che, grazie all’impegno di un gruppo di cittadini riunitisi nel Comitato per l’Eliseo, la città di Avellino ha letteralmente riscoperto, fino a diventare fulcro dei primi 5 giorni di proiezioni serali del Laceno d’Oro e a far annunciare al sindaco Foti che “l’anno prossimo l’ex Eliseo sarà la casa del Laceno d’Oro”.

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IL FESTIVAL - In attesa che le promesse vengano mantenute, ci si potrà consolare con un’abbuffata di cinema totalmente ad ingresso libero, e non solo. Il cuore del Laceno d’Oro sarà il Carcere Borbonico di Avellino, con appuntamenti saranno divisi in 3 fasce orarie (19/20.30/22). Oltre al Premio Camillo Marino e Giacomo D’Onofrio (miglior regista emergente assegnato al calabrese Fabio Mollo), ci si barcamenerà infatti tra produzione cinematografica indipendente (35 proiezioni), incontri con autori, registi, produttori e autori di colonne sonore, contaminazioni tra cinema e nuovi linguaggi (il Laceno d’Oro si sovrapporrà per circa una settimana a Flussi, importante festival di arti multimediali), due mostre (una documentaristica sulla storia del festival ed una retrospettiva su Elvira Notari, prima donna regista), workshop e laboratori e il concorso per cortometraggi Gli occhi sulla città.

ASSOCIAZIONI E DIREZIONE ARTISTICA FIANCO A FIANCO - Il tutto, come sottolineato dal direttore artistico Antonio Spagnuolo, con quella che di fatto si può definire una “direzione artistica diffusa“. Ossia con la collaborazione fianco a fianco di decine di associazioni culturali del luogo (EleMenti, Zia Lidia Social Club, Centrodonna, Sentieri Selvaggi, Labus solo per citarne alcune), che hanno prestato e presteranno cervelli e braccia per il buon andamento della manifestazione. “Il Laceno d’Oro siamo noi” ha ripetuto Spagnuolo, riprendendo la frase di un rappresentante di un’associazione del territorio. Il Laceno d’Oro è l’Irpinia che rialza la testa e guarda avanti, senza dimenticare il lavoro che è stato fatto alle spalle e coloro che lo hanno fatto. Perché Avellino possa tornare a gridare non solo il mantra stantìo dell’”Io c’ero”, ma anche, finalmente, “Noi ci siamo”.

Laceno d’Oro 2014 – Sito Ufficiale
Laceno d’Oro 2014 – Pagina Facebook

Francesco Guarino
@fraguarino

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