La tragedia del Boeing 777 segna la sconfitta di Putin in Ucraina

L’abbattimento del Boeing 777 della Malaysia Airlines diventa uno spartiacque nel conflitto in corso in Ucraina: Putin ora è con le spalle al muro

putinMentre si era in attesa dell’autunno con le problematiche legate all’approvvigionamento di gas che avrebbero rappresentato un punto di svolta nel conflitto in Ucraina, la tragedia del Boeing 777 della Malaysia Airlines ha anticipato i tempi. L’abbattimento di un aereo di linea e la morte di quasi trecento civili sono uno spartiacque senza precedenti e inimmaginabile che è piombato sul conflitto. In attesa di scoprire l’autore della strage, la sensazione è che Vladimir Putin abbia perso la guerra in Ucraina, senza esagerazioni di sorta.

TREGUA DI QUATTRO GIORNI – I separatisti hanno intanto annunciato una tregua di quattro giorni per permettere lo sviluppo delle indagini sul disastro del Boeing e la visita, senza pericolose conseguenze, degli inviati dell’Ocse sul luogo della tragedia. Tra i duecentonovantotto passeggeri dell’aereo, di diverse nazionalità – ben centocinquantaquattro olandesi – c’erano anche circa ottanta bambini, dati che non fanno che aumentare la rabbia e la frustrazione e domandarsi chi abbia attaccato l’aereo.

LE RESPONSABILITA’ – Le responsabilità, subito dopo il dilagare della notizia, sono state lanciate da una parte all’altra delle due fazioni con decisione: «Le forze armate dell’Ucraina non hanno intrapreso azioni contro nessun obbiettivo aereo», sono state le parole di Petro Poroshenko, presidente dell’Ucraina, alle quali ha risposto Vladimir Putin: «L’Ucraina è la responsabile del disastro avvenuto sui cieli di Donetsk», aggiungendo che «si deve fare tutto quello che dipende da noi per scoprire il colpevole, che il quadro oggettivo dell’accaduto diventi di dominio pubblico, sia in Russia che in Ucraina che in tutto il mondo».

COSA STA ACCADENDO IN UCRAINA? – Mentre si promettono indagini dettagliate da più fronti – il presidente della Malesia ha assicurato che si arriverà alla verità, l’Ue ha già chiesto un’indagine internazionale – ritorna forte come uno schiaffo improvviso il conflitto ucraino su tutti i media italiani ed europei, presi dalle vicende di Gaza. Una tragedia spazza l’altra e viceversa nel cinico e superficiale, a volte, mondo dell’informazione ma certo è che la guerra in Ucraina, anche quando fissa in prima pagina, è sempre stata una guerra di disinformazione. Quali reali avvenimenti siamo riusciti a comprendere sul conflitto nell’est Europa? Quanto abbiamo capito informandoci sul web e leggendo gli ottimi servizi di coraggiosi e professionali inviati di guerra, anche italiani? Non molto. Nei meandri della guerra in Ucraina resistono misteri irrisolti e responsabilità ancora sconosciute.

UNO SPARTIACQUE NEL CONFLITTO – L’Ucraina afferma che mai avrebbe potuto abbattere un aereo all’altezza di diecimila metri, una tesi che pare reggere se non si considerano i traffici d’armi in corso e sui quali ben poco si sa. Quello che trapela da Mosca è che il governo russo avrebbe sempre di più  perso il controllo dei ribelli in queste ultime settimane, non riuscendo a gestire le rapide evoluzioni nelle diverse aree del conflitto e non potendo intervenire con decisioni nette nelle varie regioni. L’abbattimento del Boeing 777 della Malaysia Airlines ne sarebbe un esempio oltre a rappresentare la fine della guerra in Ucraina come la si conosceva fino ad oggi

LE MOSSE DI PUTIN – Il pensiero di Putin adesso è però uno solo: togliere qualsiasi responsabilità alla Russia per l’accaduto. Lo “zar” che è riuscito nel corso degli ultimi anni a prendere il mondo in pugno, si trova di fronte alla peggiore situazione potesse capitargli. La nazionalizzazione di Gazprom, l’epurazione sistematica in stile sovietico dell’opposizione interna, non solo politica – si pensi alla morte di   Anna Politkovskaja  - la strage del popolo ceceno a vantaggio degli interessi del Paese – con tanto di resistenza alle critiche della comunità internazionale giustificata dalla volontà di eliminare i terroristi di al-Qaida e non i combattenti ceceni – con conseguente presa sulla parte nazionalista del popolo russo: lo spietato stratega Putin ha programmato con precisione certosina tutte le mosse che avrebbero portato e stavano portando la Russia ad essere la potenza pronta a “conquistare” il mondo in contrapposizione al nemico Obama. Senza contare il riarmo fatto partire anni fa e incrementato nel 2007 con la costruzione di missili con testate nucleari e aerei di ultima generazione. Le stesse vicende ucraine, nonostante le sempre più  dure sanzioni da parte degli Stati Uniti  e dell’Unione Europea, hanno contribuito a creare una sorta di gioco pericoloso nel quale molti Paesi del Medio Oriente hanno deciso di partecipare spalleggiando l’offensiva russa.

putinL’IMPREVEDIBILE – Nulla pareva stravolgere l’impero di Putin, nulla fino a ieri, 17 luglio 2014: un aereo di linea pieno di duecentonovantotto civili è stato abbattuto nei cieli dell’Ucraina. Una tragedia alla quale anche la parte nazionalista del popolo russo guarda con dubbi e timori. Alla scarsa presa di Putin sulla middle class progressista del Paese, uno dei pochi nei della sua egemonia, unita alla graduale perdita del controllo sui ribelli impegnati negli scontri, si aggiunge ora l’imprevedibile dell’abbattimento del Boeing.

CON LE SPALLE AL MURO – Le indagini andranno avanti per settimane e non ci potrà essere alcun tipo di diniego di fronte alla richiesta dell’intera comunità internazionale di svolgere le indagini sul luogo della tragedia. Sono stati concessi quattro giorni, ne saranno molto probabilmente concessi altri e poi altri ancora. L’uccisione di duecentonovantotto persone normali, dirette in vacanza o di ritorno a casa per riabbracciare i propri cari, è un elemento unico in quei territori che crea un precedente anche per Vladimir Putin: l’essere messo con le spalle al muro. I ribelli saranno costretti via via ad allontanarsi o persino abbandonare le aree intorno a Donetsk mentre la verità su chi abbia ordinato l’attacco al Boeing necessiterà del tempo per essere verificata – se verrà verificata. La notizia che tutta la popolazione mondiale vuole conoscere ma che assume importanza minore se paragonata al futuro della guerra in Ucraina, cambiata dall’oggi al domani per l’improvvisa  formazione di una grossa crepa in quello che sembrava essere il muro invalicabile dell’egemonia di Vladimir Putin.

Gian Piero Bruno

@GianFou

foto: macleans.ca, mashable.com

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