La Svizzera taglia gli stipendi dei top manager

svizzera

Thomas Minder (foto via: businesspeople.it)

Ginevra – In Svizzera è stato approvato a larga maggioranza (il 67,9% di voti favorevoli) il referendum che pone un limite a retribuzioni fuori controllo e che vieta i cosiddetti “paracaduti d’oro” per i dirigenti delle aziende quotate in Borsa. La decisione unanime dei 26 cantoni nasce da un’iniziativa popolare lanciata da Thomas Minder (52 anni), imprenditore e parlamentare conservatore indipendente a capo di un’impresa familiare nel cantone di Sciaffusa (nord-est).

La bozza di legge riguarda solo le aziende svizzere quotate alla Borsa nazionale o in quelle straniere e limita ad un anno il mandato dei membri del Consiglio d’amministrazione, vieta alcuni tipi di compensi, compresi i bonus milionari quando gli executive lasciano le società. Inoltre da ora saranno vietati i bonus in caso di acquisizioni e vendita di parte del business. Gli svizzeri hanno deciso che saranno gli azionisti (e non gli stessi manager) a decidere sui compensi.

A nulla è valsa la campagna allarmista della Confindustria locale, la Economiesuisse, e dei partiti di destra, secondo cui, una volta approvata la riforma, centinaia di aziende se ne andranno all’estero e si perderanno migliaia di posti di lavoro. La maggioranza ha votato a favore dell’«iniziativa Minder», che secondo il suo promotore diventerà «il miglior prodotto export» della Svizzera.
A favorire Minder, nelle ultime settimane, anche l’appoggio inatteso creato dalla polemica sul «caso Vasella». L’ex presidente della casa farmaceutica Novartis, Daniel Vasella, ha guadagnato 15 milioni di franchi svizzeri (12 milioni di euro) nel solo 2011. Inoltre, lasciando l’azienda di cui era al timone dal 1996, aveva diritto ad un indennizzo di 72 milioni di franchi svizzeri (59 milioni di euro), dilazionati in sei anni purché non collaborasse con la concorrenza. Vasella alla fine aveva rinunciato ai suoi emolumenti, ma ormai il dibattito era esploso.

A suscitare clamore anche le somme guadagnate da altri top manager: i 12,5 milioni di franchi svizzeri per Severin Schwan, boss della Roche, gli 11,2 milioni di Paul Bulcke della Nestlè o i 10 milioni di Ernst Tanner, capo del gruppo Lindt. Secondo Minder, che gestisce un’azienda di famiglia di prodotti per la cura dei capelli, le enormi somme iscritte a bilancio dimostravano che le società avevano perso il controllo sulle retribuzioni.

Alberto Staiz

Foto homepage: www.direttanews.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews