La Settimana della Moda parigina e i nuovi particolari del caso Galliano

John Galliano per Dior P/E 2008

Parigi – Si è letto e scritto molto in questi giorni sull’episodio che giovedì scorso ha visto lo stilista britannico della maison Dior, John Galliano, protagonista di un alterco sulla terrazza del caffè “La Perle” – situato nel Marais, un quartiere storicamente abitato o frequentato dalla comunità ebraica di Parigi – con una coppia che l’accusa di aver pronunciato insulti antisemiti. Una versione smentita dall’avvocato dello stilista e priva di riscontri nelle testimonianze dei tre impiegati del bar e nelle deposizioni di due altri avventori presenti al momento dei fatti. Il celebre couturier, la cui alcolemia si è rivelata positiva, è stato quindi liberato su istruzione della Procura.

Interpellata sull’accaduto dall’agenzia di stampa francese AFP, la maison Dior in un primo momento non ha voluto rilasciare alcun commento a proposito di questa vicenda, capitata poco prima della Fashion Week in corso in questi giorni a Parigi, annunciando comunque di aver sospeso il designer dalle sue funzioni in attesa della fine dell’inchiesta: «La Maison Dior ribadisce con la maggiore fermezza possibile la sua politica di tolleranza zero rispetto a qualsiasi intenzione o comportamento fattivo antisemita o razzista. Nell’attesa di conoscere i risultati dell’inchiesta, Christian Dior ha sospeso John Galliano dalle sue funzioni», ha dichiarato il PDG Sidney Toledano.

Ma il 1 marzo, dopo aver visto un video amatoriale diffuso sul sito web del “Sun” in cui Galliano afferma di “adorare Hitler”, ha annunciato il suo licenziamento definitivo.

Il fatto è accaduto il 12 dicembre 2010, secondo il sito internet di condivisione di filmati Citizenside, che si è procurato la registrazione e l’ha venduta al “Sun”. Stando a ciò che afferma il tabloid, il video è stato girato nello stesso caffè “La Perle” e le persone insultate non erano ebree ma francesi e italiane.

Insomma, a quanto pare, dopo la lite di giovedì scorso in molti si sono scatenati a offrire testimonianze contro lo stilista peggiorando la sua posizione in maniera imbarazzante.

Certo è che tutta questa prontezza di mezzi non sarebbe stata così immediata se si fosse trattato di uno sconosciuto. Parole deplorevoli a parte, sicuramente sono state dette in un momento particolare e per niente lucido.

Il mondo della moda continua a interrogarsi scioccato sull’accaduto: «Sono contraria e condanno qualsiasi forma di atteggiamento razzista o che possa mancare di rispetto a qualsiasi religione. Ma vorrei dire che sono altrettanto indignata che delle persone, resesi conto dello stato alterato in cui si trovava John, si siano prese vantaggio speculando sul suo nome e sulla sua notorietà. È chiaro che questa cosa è stata studiata, perché se stai veramente litigando non hai il tempo materiale di prendere il telefonino, sintonizzarlo sul video ridacchiando, e con chiaro atteggiamento derisorio riprendere quello che John dice», afferma Franca Sozzani. E Suzy Menkes, sull’International Herald Tribune, sottolinea acutamente come «la pressione del fast fashion e dell’era digitale a creare in continuazione delle novità ha messo al tappeto altri nomi famosi», da Yves Saint Laurent ad Alexander McQueen.

John Galliano per Dior, P/E 2011

Intanto che l’associazione “SOS Racisme” ha fatto notare “l’ignominia” dell’episodio e ha manifestato l’intenzione di denunciare a sua volta lo stilista qualora i fatti vengano confermati, una delle grandi case protagoniste da decenni della moda francese sfilerà oggi nella prestigiosa venue del Musée Rodin momentaneamente priva del suo pirotecnico direttore artistico. E per gli appassionati del marchio, fino al 26 marzo Le Bon Marché ospiterà una mostra dedicata al genio del fondatore della maison: costruita come un viale punteggiato dai simboli iconici del marchio, la mostra include la bottiglietta d’oro di J’Adore, immagini dei modelli storici e un suggestivo impianto video incorporato in una pila di scatole marchiate che mostrano le immagini dei testimonial e delle campagne pubblicitarie più famose.

La sfilata della griffe John Galliano, in calendario domenica prossima per la Settimana della Moda parigina è stata annullata. Probabilmente sarà presentata in una forma più riservata, con appuntamenti per venditori e stampa.

Dal 1999, lo stilista britannico che si è imposto come uno dei creatori di moda più inventivi e visionari,  curava tutte le linee femminili di Dior come pure la pelletteria e l’immagine del marchio. Parallelamente, disegnava le proprie collezioni. Un augurio che possa continuare almeno in questo, tenendo alto il livello della fashion creativity e abbassando il gomito!

Natalia Radicchio

Foto | via www.myexl.ithttp://1.bp.blogspot.comhttp://images.smh.com.au

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews