La salute nel piatto? Non sempre è così

Un’indagine ha bocciato l’80% degli slogan salutistici di 400 prodotti analizzati. Quattro volte su cinque si tratta di pubblicità ingannevole

di Claudia Vallini

Red apple in hand Quante volte siamo stati bombardati da slogan pubblicitari che ci invitavano ad acquistare e consumare alcuni prodotti in grado di ridurre il colesterolo o il rischio di carie, combattere l’osteoporosi, far dimagrire con più facilità, migliorare il sistema immunitario o memoria? E chissà quant’altro visto che la fantasia dei pubblicitari non conosce limiti. Ma come ha reso noto l’Efsa (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare), a seguito di un’indagine condotta a livello europeo su mandato della UE,  la maggior parte di questi slogan non ha fondamento scientifico.

Secondo il regolamento comunitario 1924/2006, ogni promessa lanciata attraverso slogan pubblicitari deve essere mantenuta e le aziende hanno tempo fino il 2010/2015 per mettersi a norma. Le associazioni dei consumatori, oltre a ritenere tale termine temporale troppo elastico, temono anche che i pareri dell’Efsa vengano disattesi a causa delle forti pressioni esercitate dalle aziende. Il crescente interesse dei consumatori verso alimenti salutari e gli interessi economici che questo porta con sé stanno sempre più spingendo le aziende a produrre dei “farmalimenti”. Tant’è che il parere dell’Efsa ha già provocato la reazione contraria sia dell’Aiipa, Associazione Italiana Industrie Alimentari, che di Federchimica che fornisce i principi attivi alle aziende che producono integratori o cibi arricchiti.

l'Efsa ha promosso alcuni slogan di yogurt anticolesterolo

Tra i claim pubblicitari bocciati dall’Efsa: quelli che legano il consumo dei latticini al mantenimento del peso forma in bambini e adolescenti, o alla salute dentale riducendo il rischio di carie. Gli integratori con frutta e fermenti lattici che stimolano il sistema immunitario, le pastiglie di semi di lino e di soia che riducono il rischio di osteoporosi, quelle di fichi d’india che migliorano il colesterolo, l’estratto di piante di cacao contro il sovrappeso.

Ebbene, nessuna di queste affermazioni ha un fondamento scientifico e, in alcuni casi, mancano addirittura studi clinici sull’uomo per valutare gli effetti positivi indicati. Invece, nel caso di alcuni alimenti, detti probiotici, non viene chiaramente e correttamente indicata la sostanza oggetto dello slogan, il microrganismo presente nel prodotto. Unici prodotti non bocciati sono stati i gli yogurt anticolesterolo, in quanto l’effetto benefico degli steroli vegetali sulla salute del cuore, contribuendo a ridurre il colesterolo cattivo, ha ricevuto l’avallo di ben 41 studi clinici.

I pareri dell’Efsa verranno inviati alla Commissione Europea a ai vari Stati membri al fine di adottare regolamenti ad hoc per salvaguardare la nostra salute. La verità è che non esistono alimenti buoni o alimenti cattivi, e nemmeno bisogna demonizzare gli integratori alimentari o i cibi arricchiti, che se assunti nell’ambito di una dieta equilibrata, di uno stile di vita salutare, possono contribuire al nostro benessere. Ovvio che cosa diversa è invece quella di tutelare i consumatori da un uso scorretto e fraudolento di termini pubblicitari per indurre all’acquisto.

L’ideale sarebbe assicurarsi prodotti alimentari di ottima qualità, con un occhio di riguardo al Paese di provenienza e alla stagionalità dell’alimento, preferendo prodotti freschi a quelli coltivati in serra e conservati in celle frigo per essere trasportati da un capo all’altro del pianeta (con conseguente deterioramento di importanti principi nutritivi). Un danno all’ambiente per l’inquinamento prodotto dai lunghi e costosi viaggi, ma che finisce inevitabilmente per pesare sulle nostre tasche, oltre che sulla nostra salute.

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