La Sagrada Familia apre i battenti: a novembre la consacrazione, anche se…

L’opera incompiuta di Gaudì verso l’apertura alle funzioni religiose. Le previsioni più ottimistiche ipotizzano la fine dei lavori per metà secolo

di Francesco Guarino

Volete visitare Barcellona in sole tre parole? Nulla di più facile: Rambla, Camp Nou e Sagrada Familia. Sacro e profano si mescolano da sempre all’ombra del Tibidabo, ma se la Rambla e il  Camp Nou sono le cattedrali profane del divertimento made in Catalunya, il simbolo religioso di Barcellona non può che essere la più maestosa delle opere di culto di questo mondo: la Sagrada Familia. E per l’eterna incompiuta, a distanza di quasi 130 anni dall’inizio dei lavori, è giunto il tempo di aprire le porte ai fedeli, con la consacrazione del 7 novembre 2010 ad opera di Benedetto XVI.

La Sagrada Familia

Per l’occasione saranno ultimati la navata centrale, il pavimento, le vetrate, l’altare maggiore e il baldacchino. Ottomila fedeli potranno accedere all’interno della basilica, su una superficie di 4500 metri quadrati, mentre ben 1110 posti saranno destinati ai cantanti del coro. C’è da giurarci che la consacrazione del capolavoro architettonico di Gaudì costituirà una sorta di Giubileo per la comunità cattolica al di là dei Pirenei, da qualche tempo messa spalle al muro dalle posizioni laiciste del governo Zapatero. Uno scatto d’orgoglio fortemente sostenuto dai vescovi spagnoli, che rispondono alla politica del Primo Ministro con un evento pari per importanza solo alla posa della prima pietra della basilica e alla morte di Gaudì.

In verità la notizia farà rumore più per la comunità religiosa che per quella artistica: il capolavoro architettonico di Antoni Gaudì, infatti, è ancora ben lungi dal vedere la luce nella sua forma definitiva. Le stesse fonti spagnole, che hanno annunciato solennemente la consacrazione, sussurrano solo a mezza bocca che la Sagrada Familia sarà pronta al massimo al 60% per l’arrivo di Sua Santità. A difesa della lentezza dell’opera, però, c’è da dire che gli spagnoli sono rimasti fedeli al diktat del creatore, che voleva «un’opera nelle mani di Dio e nella volontà del popolo». I lavori sono infatti finanziati, sin dal primo momento, esclusivamente dalle donazioni fatte all’Associazione spirituale dei devoti di San Giuseppe, che incaricò Gaudì della realizzazione del monumentale lavoro. Lo stesso ticket di ingresso della Sagrada Familia finisce tutt’oggi a finanziarne la realizzazione.

Il 40% da ultimare comprende la terza facciata (ancora del tutto incompleta), la scalinata centrale di accesso e una decina di torri, tra cui la più alta che dovrebbe sfiorare i 170 metri di altezza. Dalle colonne di Wakeupnews lanciamo con orgoglio la sfida dei capolavori incompiuti agli spagnoli: finiranno prima loro la Sagrada Familia o noi la Salerno-Reggio Calabria?

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews