La recessione è già arrivata, nel 2013 pressione fiscale e disoccupazione da record

La recessione in Italia è già arrivata ed i tempi che ci aspettano non saranno dei migliori. Secondo le previsioni del Centro Studi di Confindustria, infatti, nel 2012 il Pil chiuderà, con un -1,6% a cui seguirà un recupero parziale nel 2013 dello 0,6%. Un rallentamento che rischia di far passare l’Italia come una delle nazioni più colpite della crisi economica nell’eurozona.

Il rallentamento, dicono gli economisti, è iniziato nell’estate appena trascorsa e peggiorera’ fino alla prossima primavera, arrivando a cumulare una perdita complessiva di Pil di 2 punti percentuali, mentre a fine 2013 il prodotto nazionale si attesterà ad un livello di -5,7 punti percentuali sotto il picco pre-crisi.

Per l’Italia sarebbe la quinta recessione economica dal 1980. A scatenare il deterioramento del quadro economico globale, “la crisi dei debiti sovrani accompagnata e potenziata dalla frenata dei paesi emergenti, dagli effetti delle politiche di bilancio restrittive e dal peggioramento delle ragioni di scambio causato dai rincari delle materie prime”. E la turbolenza dei mercati finanziari ha accelerato il peggioramento, facendo scendere la fiducia degli operatori economici e, di conseguenza, facendo ridimensionare i piani di spesa di famiglie e imprese.

A partire dalla seconda metà del 2012 le variazioni congiunturali del Pil potrebbero tornare positive, ma ciò accadrà – secondo i dati di Confindustria – : solo se sarà affrontata affrontata in modo risolutivo la crisi dei debiti sovrani dell’Eurozona, con un gioco cooperativo tra stati e istituzioni

Non sono meno drammatiche le prospettive per il mercato del lavoro: il 2012 potrebbe vedere il livello di disoccupazione spingersi fino al 9% e mantenersi su questo livello per tutto il 2013.  La perdita complessiva sarà di circa di 957 mila posti di lavoro e gli occupati a fine 2013 saranno in totale 800 mila occupati in meno rispetto all’inizio del 2008.

I più colpiti, inevitabilmente, i giovani: tra la metà del 2008 e quella del 2011, per lavoratori di 15-24 anni la perdita è stata del 24,4%, mentre del 13,3% quella per la fascia 25-34 anni.

Per quanto riguarda il panorama industriale, nel 2012 è probabile che si attenui il reintegro delle persone in Cig e che aumentino i licenziamenti. Il rischio è che il tasso di reintegro dei cassintegrati scenda sotto il 73,6% registrato nel 2010. Di conseguenza aumenteranno i lavoratori in mobilita.

Inevitabile soffermarsi sulla pressione fiscale da record: le imposte graveranno al 45,1% nel 2012 e al 45,5% del Pil nel 2013, anche se la pressione effettiva sarà stimabile in “oltre il 54%”.

L’Europa “è ad un bivio”, concludono gli economisti di Confindustria: o sceglie il dissolvimento dell’euro o imbocca un rientro in tempi brevi dalle insostenbili tensioni sui titoli sovrani per spingere la ripresa per meta’ 2012. Non è tempo per mezze misure o inconcepibili vie intermedie.

Francesco Guarino

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews