La poesia di Eugenio Montale incanta New York

Eugenio Montale

New York – Importante serata letteraria martedì 3 maggio all’Istituto italiano di cultura di New York (686 Park Avenue). Protagonista del convegno sarà la poesia di Eugenio Montale, premio Nobel nel 1975, e una delle voci più autorevoli e rappresentative del ‘900 letterario italiano.

In particolare, l’incontro (intitolato Montale Early and Late) celebra la fresca pubblicazione americana di The Collected Poems of Eugenio Montale 1925-1977, tradotta da William Arrowsmith e la nuova edizione di Eugenio Montale:Collected Poems 1920-1954, curata e tradotta da Jonathan Galassi. Due importanti retrospettive sul grande poeta genovese, la cui poesia aveva moltissimi punti di contatto con le maggiori opere inglesi ed americane a lui contemporanee.

All’incontro parteciperanno alcuni importanti studiosi di letteratura. Su tutti Jonathan Galassi, curatore di uno dei volumi presentati, poeta, editore, grande studioso e traduttore di letteratura italiana: particolarmente importante il suo lavoro di critica e traduzione di autori quali Leopardi e lo stesso Montale.

Presenzieranno inoltre all’evento anche Fausto Lombardi, noto attore teatrale e cinematografico apparso in numerose pellicole italiane e statunitensi (Palermo-Milano solo andata, Il sole anche di notte); Rosanna Warren, poetessa e insegnante di letteratura comparata all’Università di Boston; ed infine Rebecca West, professoressa del dipartimento di lingue e letterature romanze dell’Università di Chicago, specializzata in letteratura italiana moderna e contemporanea.

Eugenio Montale è una delle figure più importanti del ‘900 letterario italiano. Nato a Genova nel 1896, la sua poesia (pubblicata in numerose raccolte, tra cui la famosa e rivoluzionaria Ossi di Seppia del 1925) ha costituito un’importante analisi del mondo moderno e contemporaneo, e una riflessione fondamentale sulla condizione esistenziale dell’uomo moderno.

Il fatto che Montale sia con molta probabilità il poeta italiano maggiormente studiato negli Stati Uniti e nel mondo anglosassone in generale, riflette il carattere universale della sua poesia, intrisa di un fondamentale simbolismo di fondo che lo accomunava alle grandi penne del mondo letterario anglosassone. Montale fu lo scrittore italiano che introdusse nella letteratura nostrana il cosiddetto correlativo oggettivo, concetto poetico il cui scopo è quello di esprimere sentimenti astratti tramite l’utilizzo di oggetti definiti e concreti. Il correlativo oggettivo fu teorizzato e ampiamente utilizzato da T.S. Eliot, la cui poetica può essere accomunabile a quella del primo Montale, soprattutto per la carica espressiva delle immagini evocate nelle liriche e per il significato morale delle stesse.

Non è un caso quindi che Montale sia uno dei poeti italiani più studiati nel mondo anglosassone, proprio per la comunanza di alcune tematiche e per gli espedienti stilistici e formali. L’influenza reciproca tra Montale e la poesia di lingua inglese è testimoniata anche dalle numerose traduzioni che il poeta genovese ha fatto di autori quali Shakespeare, Yeats, T.S. Eliot, Dylan Thomas, James Joyce e Gerard Manley Hopkins.

Concludiamo ricordando che l’incontro, organizzato dall’Istituto italiano di cultura di New York in collaborazione con l’Association of Literary Scholars, Critics, and Writers and The Poetry Society of America, inizierà alle ore 18.

Alberto Staiz

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