La Mercedes delle consulenze

La Bresso ha speso milioni, Cota conta gli spiccioli , la magistratura elenca gli sprechi e il Piemonte?…Tira la cinghia!

di Chantal Cresta

stemma regione piemonteTORINO – L’ex presidente della Regione Piemonte, Mercedes Bresso (Pd) ama le consulenze. La cosa è evidente da un rapido esame dei bilanci approvati dalla Giunta. In 5 anni di governatorato (2005 – 2010) sono stati spesi più di 200 milioni di euro in assistenze esterne al punto che l’organo collegiale si è guadagnato  un ammonimento da parte della Corte dei Conti (sentenza 2009).

Prima di scendere nel merito delle vicende piemontesi, è doverosa una premessa: non sempre la voce “consulenza” è sinonimo di sperpero. Secondo l’art. 90 – n.163, 2006 del codice dei contratti pubblici, l’assistenza esterna può dimostrarsi un efficace strumento a sostegno di un’amministrazione qualora essa manchi dei requisiti o delle figure professionali più adeguate per condurre in porto progetti di pubblico servizio e utilità. Solo quando queste prerogative di essenzialità vengono a mancare, la consulenza si riduce a un giochino clientelare tra dirigenti amministrativi, amici e “parentume” di vario grado a caccia di voti, ingaggi o posti di lavoro ben pagati a spese del contribuente.

Questa rete di interessi incrociati sembra sia stata fittamente intessuta dalla Giunta Bresso tanto che si potrebbe parlare di un sistema di consulenza collaudato. Quando nei palazzi della Regione si prospettava l’occasione di trovare una figura specializzata per portare avanti un progetto, lettere di richiesta venivano inviate ai dirigenti degli organi locali competenti. A questo punto, pare che i suddetti direttori non rispondessero alle missive lasciando di fatto vacanti i posti i quali erano assegnati d’ufficio a persone esterne. E i nomi si rincorrono essendo sempre gli stessi e tutti abbondantemente retribuiti, come si legge dai rendiconti sul sito del ministero della pubblica amministrazione. Qualche esempio che si è guadagnato il titolo della stampa locale e nazionale. L’architetto Eraldo Como nel 2008 intasca 146mila € per risolvere i problemi sulle tariffe professionali inerenti all’ambito istituzionale e l’anno seguente altri 146mila € per alcuni incarichi di progettazione. Insomma, diversi ruoli, stesso compenso. O meglio, super compenso come quello di  Renato Balma, esperto chiamato nel 2005 a sanare il disavanzo della sanità piemontese per un periodo complessivo di 17 mesi. Balma rimase in carica 5 anni, in barba a tutte le regole di “provvisorietà dell’assistenza” previste dalla legge, per la modica cifra di 363mila €. Una vicenda esemplare è anche la strana storia del sig. Martin Brackenbury, presidente della federazione Tour Operator. Le competenze del professionista vennero richieste nel 2005 per realizzare un “Piano di Sviluppo Turistico” in occasione delle Olimpiadi invernali del 2006. Brackenbury rimase in carica 5 mesi, con un cachet totale di 30mila € per 3 giorni di lavoro al mese, ovvero 2000 euro al giorno. Al termine del periodo previsto per l’incarico, egli non solo non aveva terminato il costoso progetto ma riuscì a risvegliare l’interesse della Corte dei Conti che, di fronte alla insolita collaborazione, richiamò la Giunta imponendole di avviare “provvedimenti autocorrettivi”. La Regione non potè che deliberare: “ il lavoro svolto al di là dell’esiguità dei documenti prodotti è stato di parziale utilità”. Risultato: compenso ridotto del 50%, quindi 1000 euro al giorno. La lieson tra Giunta piemontese e Brackenbury continuò fino al 2008 grazie a differenti ingaggi e costò alla Regione qualcosa come 200mila € in 3 anni.

Altra pagina interessante è quella del rapporto di consulenza tra la Regione e le sue controllate, ovvero società di pubblica utilità coordinate dagli Enti Locali. La Regione Piemonte sembra aver cullato con dovizia le proprie società trasferendo in esse risorse economiche e umane che, a loro volta, sono state spese dalle stesse controllate in collaborazioni con aziende terze composte da “fidattissimi”. Un caso significativo è quello del Consorzio per il Sistema Informativo (CSI) che promuove l’innovazione tecnologica nella Pubblica Amministrazione sul territorio nazionale, sviluppando progetti ICT. La CSI è di proprietà della Regione Piemonte per il 50%, ingloba 1200 dipendenti e fattura circa 176 milioni di euro l’anno. Si tratta, dunque, di una società che detiene quasi il monopolio della fornitura di servizi informatici e che, malgrado la sua leadership nel settore, in 5 anni, ha speso 282 milioni e 27mila € in incarichi esterni. Eppure, la giunta Bresso non le ha mai lesinato ingaggi e compensi onerosi: nel 2006, sono stati versati al Consorzio 164mila € per la realizzazione del portale La Mandria, dedicato all’omonimo Parco, punta del green tourism piemontese e per il sito dell’Artigianato. Nel 2008, il restilying dello stesso sito ha richiestoregione piemonte 140mila € e nel 2007, altri 100mila € sono pagati per un portale interregionale di promozione turistica. E così via.

Si potrebbe continuare a lungo con la lista di nomi, collaborazioni spudorate e sperperi di vario importo. Dal milione e 200mila € sborsati per attività di comunicazione ai 78 milioni pagati nel 2007 per scopi culturali, fino ai 33mila € al mese versati per l’affitto della sede regionale di Roma. Senza contare i 22,5 milioni che la Giunta ha retribuito in parcelle allo studio di architettura Fucksas dal 2006 al 2010. Tutto rigorosamente con soldi pubblici e gli effetti sono rovinosi: il settore infrastrutturale è congelato e la sanità piemontese conta un buco di 530 milioni di euro. Un pozzo di debito senza fondo che nega ai cittadini l’accesso ai servizi e li obbliga alla migrazione verso le strutture ospedaliere delle regioni limitrofe. Si prospettano tiri di cinghia per il Piemonte e il suo neo eletto presidente, Roberto Cota (Lega Nord), che ha già ridotto gli emolumenti della Giunta del 5%. Il governatore avrà poco da sorridere. A crepare dalle risate ci ha pensato la Bresso.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

5 Risponde a La Mercedes delle consulenze

  1. Pingback: La Mercedes delle consulenze – Wakeupnews :: Sci Fondo

  2. avatar
    joe river 13/09/2010 a 17:51

    Vero Cota assegna posti in regione a tutti i suoi amici famiglie intere e sospende l’integrazione hai redditi a cassa integrati e mobilita (2009bis sostegno al reddito) , e da 4 milioni di euro a una pseudo associazione terra e acqua del sign. Stefano Rosso deputato della lega nord etc etc….

    Rispondi
  3. avatar
    Chantal Cresta 13/09/2010 a 18:54

    E quindi? Non afferro esattamente cosa vuoi dire? Che Cota è come la Bresso? Che è peggio? Che non è molto meglio?…Vedremo quello che il leghista combinerà nei prossimi 5 anni, dopo di che analizzeremo anche i suoi “peccati” (sempre che il Tar non invalidi definitivamente il voto regionale per irregolarità). Per il momento, i bilanci piemontesi sono chiari: la Bresso detiene un indiscusso record di sperperi.

    Rispondi
  4. avatar
    eraldo como 27/10/2010 a 15:38

    Gentilissima Signora Cresta, sono il professionista che Lei nell’articolo cita quale percipiente di somme che non corrispondono al vero, di gran lunga! Era già successo in passato con un articolo di “Repubblica”. Per il 2008 e per il 2009 ho sottoscritto contratti di consulenza per meno della metà/anno di quanto Lei ha indicato svolgendo peraltro lo stesso ruolo consulenziale. Ho inoltre un ulteriore incarico professionale dal Consiglio Regionale del Piemonte per conto del quale, a seguito di regolare gara di progettazione, ho progettato il nido aziendale e per il quale non sono ancora stato pagato. E null’altro.
    Non riesco quindi a capire da dove possano provenire le cifre fantasiose che Lei ha indicato. Come si chiama tale comportamento? Diffamazione? Esposizione a pubblico ludibrio?
    Gradirei una cortese risposta.
    Con i migliori saluti.
    Arch. Eraldo Como

    Rispondi
  5. avatar
    Chantal Cresta 27/10/2010 a 19:07

    Gentile arch. Como,

    spiacente che Lei si senta diffamato. Tuttavia è bene che sappia che il suo nome appare non solo nella stampa locale e nazionale come uno degli strapagati della precedente Giunta Bresso ma anche e soprattutto nei bilanci della regione.
    Ad ogni modo, per tagliare la testa al toro, se lo desidera sono prontissima a darLe voce. Quando vuole. Può contattare la mia redazione o, se preferisce, lasciare i suoi recapiti. La raggiungerò certamente. Così, forse metteremo in luce alcune dinamiche dell’amministrazione Bresso e dell’attuale Cota che – sia pur da esterno – penso Lei conosca sicuramente meglio di me.

    Attendo un Suo contatto. Cordialmente,

    Dott.ssa Chantal Cresta

    Rispondi

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews