La magistratura per prima non rispetta il mondo femminile

Si fa presto a dire donna e di più a dire dignità. Attualmente i sostantivi sono di moda e ieri sono stati coronati da una mobilitazione di piazze senza precendeti: 300 mila persone in Italia (1 milione in tutto il mondo) munite di slogan, cartelloni, sciarpe bianche e dichiarazioni a sostegno della magistratura che indaga sul caso Ruby. Il tutto per protestare contro Silvio Berlusconi. Già, perché detto in due parole la manifestazione altro non era se non l’ennesimo raduno No-Cav. Solo che questa volta, a colorire moralmente il contesto c’erano le donne (e molti uomini) indignate. Di che è tutto da capire. Irritate dalle papi-girl? Turbate dalle abitudini di un presidente del Consiglio da cabaret? Ferite da un certo modo di reclutare la classe politica femminile? Chissà.

Certo, si può obiettare che il problema non è solo Berlusconi. Che la rispettabilità femminile è un valore da difendere tanto più in un’Italia che ha mancato in pieno la parità uomo-donna. Giusto. Ma diciamolo: se non si fosse trattato dell’odiato Silvio nessuno si sarebbe scomodato a scendere in piazza per donnine da avanspettacolo a caccia della via facile per il successo. Invece, ieri, all’urlo di Se non ora quando?, erano tantissimi e tutti o quasi sostenevano sostanzialmente 2 cose: Il Cavaliere deve dimettersi e le toghe sono garanti della legge e della dignità femminile.

Ora, se la prima cosa è opinabile secondo il punto di vista di ognuno, la seconda è certamente falsa. Mai come in questo paese la magistratura non si schiera dalla parte delle donne, non le tutela e tanto meno le difende. Anzi, al contrario spesso le mortifica e si propone garantista dei diritti di coloro – gli uomini – che le stuprano, le umiliano e le uccidono. La domanda è: in questi casi le indignate dove sono? E ancora: Se non ora quando? esattamente cosa significa?

Allora vediamo quali sono i precedenti giudiziari per i quali le donne tutte, italiane, extra-comunitarie, giovani e anziane, sarebbero potute scendere in piazza e contestare per se stesse.

Febbraio 1999 – La Cassazione si dichiara a favore di Carmine C, 45 anni, istruttore di guida. Stuprò una ragazzina di 18 anni e la fece franca perché lei portava i jeans. Secondo la magistratura “ci stava”: bisogna essere consenzienti per farsi sfilare i pantaloni. Poco ha interessato gli inquirenti che la ragazza si sentisse minacciata di morte dal suo aggressore.

Dicembre 2008 -  Romulus Nicolae Mailat, romeno, 24 anni. Aggredisce, sevizia, deruba e lascia in fin di vita Giovanna Reggiani, 47 anni che morirà dopo 2 giorni di agonia. Il tribunale risparmierà a Mailat l’ergastolo perché, si legge nella sentenza, “la vittima si è difesa fieramente”. Ovvero, se la Reggiani si fosse lasciata stuprare senza battere ciglio, sarebbe viva. Dunque, la responsabilità della morte è in parte sua.

Luglio 2010 – Sempre in ultimo grado di giudizio. Un marito brutale, dedito al sopruso e alla violenza domestica nei confronti della moglie è stato prosciolto da tutte le accuse. Il fatto non sussiste giacchè la donna “non soccombeva alle aggressioni del coniuge”.

E si potrebbe continuare. E la domanda ritorna: difronte a questi episodi di mala-giustizia, la stessa che ora è innalzata a tutela del mondo femminile, le indignate dove erano? E dove saranno quando un tribunale sfornerà l’ennesima sentenza indecente (quella sì) che lascerà impunito il colpevole di turno? Tutte a casa, probabilmente, perché l’accusato non si chiamerà Berlusconi e, dunque, andrà bene così.

Se si vuol protestare contro il Pdl, il presidente del Consiglio e la destra in generale, ci si accomodi. E’ legittimo affermare la propria distanza dalle scelte di un Governo o dagli uomini che lo guidano tanto più se essi non onorano la divisa che portano. Ma non si carichi tutto questo di un valore etico che non ha. La dignità, il rispetto e la difesa delle donne sono ragioni che vanno ben oltre Silvio Berlusconi e le sue girl e che esisteranno ben oltre lui e tutto il suo entourage di nani e ballerine. Sarebbe ora di ricordarsene.

Chantal Cresta

Foto| via http://ladestradonne.splinder.comhttp://www.sxc.hu, http://www.unonotizie.ithttp://www.sxc.hu

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3 Risponde a La magistratura per prima non rispetta il mondo femminile

  1. avatar
    Anonimo 14/02/2011 a 15:51

    bellissimo articolo…anche se evidentemente ho posizioni politiche differenti dalle tue, sul concetto che hai voluto esprimere sono pienamente daccordo con te.

    Rispondi
  2. avatar
    alessio tedde 14/02/2011 a 15:54

    bellissimo articolo. Anche se evidentemente le nostre idee politiche sono divergenti penso che sul tema trattato tu abbia preso in pieno

    Rispondi
  3. avatar
    Chantal Cresta 14/02/2011 a 18:46

    A dimostrazione che anche le distanze più incolmabili possono, a volte, essere colmate. ;)
    Un saluto a tutti.

    Rispondi

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