La Maddalena, un riscatto deluso

Avviate le indagini: 28 indagati per corruzione e 4 arrestati. Anche Bertolaso indagato

di Sabina Sestu

Sardegna, Arcipelago della Maddalena

Si parla di 300 milioni di euro investiti sulla bellissima isoletta della Sardegna. Milioni usati per avviare i lavori di accoglimento del summit dei potenti del pianeta che si doveva svolgere a luglio 2009, ma che successivamente è stato spostato all’Aquila.

Un altro caso di abuso d’ufficio e corruzione, queste le ipotesi di reato della magistratura. Accuse rivolte contro commissari statali ed imprenditori impegnati nell’organizzazione e nell’esecuzione di eventi straordinari, come il G8 per l’appunto. La procura di Roma, infatti, sta controllando le procedure firmate dall’ingegnere Angelo Balducci, ex numero due della protezione civile, sulle carte dai lui firmate come commissario straordinario. Due anni fa lo stato aveva deciso che la dismessa base militare Nato dell’isola di Santo Stefano, isolotto dell’arcipelago della Maddalena, dovesse ospitare il Summit del G8. Decisione presa per aiutare anche l’economia locale. 11.668 abitanti, in crisi dopo la chiusura della base Nato.

L’idea era quella di creare un villaggio a cinque stelle trasformando gli edifici dell’ex  Arsenale militare. Con la promessa che la struttura, dopo il summit, sarebbe stata utilizzata dal comune della Maddalena per rilanciare l’economia del luogo. Per eseguire i lavori sono stati spesi più di 300 milioni di euro in un anno, soldi gestiti dal numero due della protezione civile, Angelo Balducci insieme al gruppo Anemone, per interessi personali piuttosto che pubblici. E, infatti, pare che gli appalti per i lavori nell’ex arsenale maddalenino  siano stati affidati a società in cui figurano anche membri della stessa famiglia Balducci.  Fra i soci delle società che hanno usufruito delle finanziamenti pubblici compare anche Filippo Balducci , figlio dell’ex commissario, e sua moglie Rosanna Thau.

Angelo Balducci

Sono 28 gli indagati per corruzione. Tra cui figura anche Guido Bertolaso, numero uno della protezione civile. Quattro gli arrestati:  Mauro Della Giovanpaola, 44 anni, esponente della missione per il G8 in Sardegna e primo ad essere stato interrogato nel carcere di Regina Coeli;  Angelo Balducci, presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici;  Diego Anemone, 38 anni, imprenditore romano; Fabio De Santis, 61 anni, ingegnere, attuale provveditore alle opere pubbliche della Toscana e successore di Balducci come soggetto attuatore per le opere del G8 alla Maddalena.

L’inchiesta è partita da Firenze e si basa su intercettazioni telefoniche avviate dai carabinieri dei Ros sugli appalti a favore del costruttore Ligresti e quello di Tempio Pausania (sempre in Sardegna) sul recupero, mai eseguito, dei fari sugli isolotti di Razzoli e Santa Maria. Queste opere pubbliche sono vere e proprie cattedrali nel deserto. Infatti le opere di riconversione iniziate alla Maddalena sono state prese d’assalto dai vandali che hanno devastato i locali, distruggendo una parte dei lavori già eseguiti. Il sogno dei maddalenini di poter usufruire della struttura sembra essersi infranta nei bellissimi scogli che la caratterizzano.

Federico Centrone, procuratore facente funzioni, insieme ai sostituti Sergio Sottani e Alessia Tavernese , si occupano del fascicolo a Perugia. La procura perugina è entrata nell’inchiesta quando Achille Toro, procuratore aggiunto di Roma,  è stato indagato per rivelazione di segreto d’ufficio. I pubblici ministeri del capoluogo umbro hanno, infatti,  competenza in tutte le indagini che coinvolgono i magistrati romani.

Sembra che le opere pubbliche siano sempre più oggetto di spartizione di fondi statali, tra i vari soggetti interessati, piuttosto che investimento per lo sviluppo del territorio.

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2 Risponde a La Maddalena, un riscatto deluso

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    Laura Dabbene 12/02/2010 a 20:14

    Gli stralci delle intercettazioni pubblicati sui giornali o sentiti in radio e in televisione rendono l’appellativo “sciacalli”, usato dai terremotati aquilani, un pallido eufemismo per descrivere i protagonisti di questo ennesimo scandalo all’italiana, dove a pagare sono sempre gli stessi: i contribuenti che non evadono il fisco.

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    SabinaS 12/02/2010 a 21:17

    Laura a pagare siamo tutti noi cittadini italiani. I soldi rubati sono si quelli degli onesti contribuenti. Ma se ci pensi bene il fatto che anche quel poco che è stato costruito con quei finanziamenti, venga poi lasciato decadere in questo modo obrobrioso, toglie prospettive per il futuro alle persone e ai luoghi. Immagina quanti posti di lavoro sono andati perduti perchè non si è finita un’opera. Quanti giovani avrebbero potuto finalmente respirare e pensare di farsi una vita e in questo modo non lo hanno potuto fare. Trovo molto triste che l’individualismo e il materialismo abbia raggiunto questi livelli! Gli altri, per personaggi come quelli di cui parliamo, non esistono. E’ egoismo allo stato puro.

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