‘La luna sulla Capitale’, quando il teatro esce dalla prigione: intervista a Isabeau

Milano – Per la prima volta nella nostra rubrica settimanale diamo spazio ad un importante evento teatrale benefico che rappresenta la voglia di riscatto e di rivincita dei protagonisti.

La locandina dell’evento (eventidivalore.it)

Lunedì 9 al teatro Arcimboldi verrà rappresentato lo spettacolo La luna sulla capitale. I protagonisti dello show sono i detenuti del circuito di alta sicurezza del carcere di Opera, che per la prima volta portano in scena uno spettacolo fuori dalle mura del carcere. Abbiamo intervistato Isabeau, regista ed autrice dello spettacolo, colei che per prima ha insistito con le istituzioni per portare fuori dal carcere lo spettacolo.

«Il progetto nasce 4 anni fa quando entrai per la prima volta nella struttura per fare un corso di recitazione. Da lì nacque il primo musical 10 mondi realizzato dai detenuti e che ha riscosso grande interesse. Abbiamo iniziato a lavorare alacremente e abbiamo realizzato questo secondo lavoro. La luna sulla Capitale deriva da un insegnamento buddista nel quale, come risaputo, la luna rappresenta la vittoria. Per i protagonisti ha un significato importante perché hanno la possibilità di cogliere una rivincita e fare proprio il concetto che le vittorie nascono proprio dalla sofferenza».

Chi ha deciso di portare lo spettacolo al teatro Arcimboldi?

Ho insistito molto e questa volta le istituzioni, a partire dalla direzione del carcere, dalla procura fino alla magistratura, hanno valutato positivamente la richiesta. Inoltre colgo l’occasione per ringraziare tutti coloro che hanno collaborato ad organizzare l’evento, a partire dagli agenti di sicurezza, con cui si è creato un clima positivo e attivo.

E’ il debutto?

No, La Luna sulla capitale è già stata proposta 4 volte, ma sempre all’interno del carcere. Il pubblico doveva entrare nella struttura mentre questa volta si verifica il processo inverso. In ogni caso il prezzo del biglietto serviva a finanziare associazioni a difesa dei più deboli, come ad esempio i bambini di Haiti.

Ci sono dei talenti?

Sul palco dell’Arcimboldi saliranno 14 detenuti del reparto alta sicurezza e 6 artisti esterni. Lo spettacolo è un musical e devo dire che abbiamo un filippino di grande talento. Per lui si parla di realizzare un disco quando uscirà dal carcere, tra circa un anno.

L’incasso a chi sarà devoluto?

La serata è benefica e come già in altre occasioni aiuteremo i più bisognosi. Questa volta devolveremo parte dell’incasso all’associazione Hope of Children, mentre una parte servirà per rifinanziare il laboratorio di musica dei detenuti.

Marco Papetti

 

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