LA LINGUA ARABA CI INSEGNA L’ISLAM إسلام

di Silvia Nosenzo

L’arabo ci comunica il vero significato dell’Islàm aiutandoci a capire la società in cui è nato

Dossier_Islam«L’Islàm è la religione che crede in Maometto e in Allah, e i suoi seguaci sono i Maomettani, anzi no, gli Islamici… O forse si chiamano Islamisti?!»

Siamo un po’ confusi, troppo presi ad osservare il mondo musulmano attraverso la nostra impalcatura mentale e il retaggio dell’informazione mediatica, per chiederci il vero significato  di questi termini.

Allora, perché non lasciamo che per una volta sia la lingua araba stessa a parlarci di sé, della cultura e della società che la modellano?

La lingua non ci darà certo la visione musulmana dell’universo, ma potrebbe fornirci un nuovo punto d’osservazione.

Pensiamo alla parola Islàm: viene generalmente tradotta con il termine sottomissione, ma se ci pensiamo un attimo, quale uomo potrebbe scegliere per i propri figli una religione il cui significato sia sottomissione?!

La caratteristica della lingua araba è che i vocaboli si formano da una radice costituita in genere da tre consonanti. Combinandole con una serie di vocali, prefissi e suffissi, si formano tutte le parole, che mantengono, in genere, l’ambito semantico fondamentale della radice stessa.

Così, scopriamo che la parola araba Islàm إسلام ha una radice che significa salvezza, sicurezza, pace e tranquillità, e non vuole dire altro che camminare sulla strada di Dio compiendo la sua volontà, un messaggio, per altro,  molto simile a quello cristiano.

Ora, qualcuno potrebbe obiettare: «Bella volontà quella di un Dio che chiede ai suoi figli di farsi saltare in aria con chili di tritolo addosso per entrare in Paradiso!»

Mussulmano in preghiera

Musulmano in preghiera

E avrebbe ragione, se non che l’Islàm condanna il suicidio e dichiara la vita un valore sacro proprio nel Corano. D’altronde, l’Allah di cui tanto si parla, senza nemmeno sapere che Allah è semplicemente la traduzione araba di Dio, così come God in inglese e Dieu in francese… viene apostrofato, sin dalle prime righe del Corano, come Rahman e Rahim: clemente e misericordioso nei confronti delle sue creature.  E si noti che anche per la Bibbia e per il Talmud ebraico la clemenza e la misericordia sono attributi essenziali di Dio.

Sembrerebbe ovvio, allora, che un Dio clemente e misericordioso non possa comandare di uccidere, di suicidarsi, di vivere nella violenza, di usare violenza sulle donne. E infatti, il Corano specifica che la volontà di Dio che il credente deve compiere, è irada al-khair: volontà del bene.

Certo, l’idea di Bene è una delle questioni più discusse dai pensatori di tutti i tempi, così ricca di sfumature e facilmente distorcibile. Ma il suo senso più profondo è uno, unico e universale, e appartiene a tutti gli uomini, in qualunque tempo siano vissuti e a qualunque religione appartengano.

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3 Risponde a LA LINGUA ARABA CI INSEGNA L’ISLAM إسلام

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    Elisa Presta 28/10/2009 a 12:15

    Poichè rientro tra coloro che si “confondono” tra islamismo…maomettismo…e potrei andare avanti ancora ad evidenziare la mia ignoranza in proposito!!! Preferirei invece che ci fossero altri articoli come questo, semplici e chiari, a portare luce nelle mie carenze conoscitive…resto in attesa di ulteriori approfondimenti!
    Elisa

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  2. avatar
    jad 29/10/2009 a 19:26

    vorrei evidenziare un semplice fatto;il Qurano è sceso sul profeta Mohammad in arabo e penso sia un invito a tutta l’umanità a cercare di capire bene il significato e il messaggio vero di questa religione che non è altro che un messaggio di pace e convivenza per tutta l’umanità.la parola Islam ha come radice la parola Salam il che significa a sua volta Pace,e non credo che una religione con questi valori possa mai condurre chi la segue ad uccidere e distruggere!
    Questo non vuole dire che la lingua araba rappresenta un’ostacolo che impedisce di capire bene quel che c’è scritto nel Qurano o la spiritualità dell’Islam.

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  3. avatar
    Serena 29/10/2009 a 22:27

    E’ impressionante il modo in cui la cattiva diffusione di informazioni possa distorcere le nostre conoscenze e creare barriere tanto alte trai popoli. Questo articolo rinnova la necessità e l’importanza di attingere sempre alla sorgente della cultura.

    Rispondi

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