La legge elettorale è anti-M5s. Parola di Mario Mauro

legge elettorale

Mario Mauro (termometropolitico.it)

Il problema dell’informazione italiana non consiste soltanto nel fatto che spesso e volentieri si nascondono le notizie. Ma anche, se non soprattutto, nel fatto che alcune notizie importanti non vengono evidenziate abbastanza.

LA CONFESSIONE INASCOLTATA - Per esempio, ieri, venerdì 11 aprile, il senatore, ex ministro della Difesa ed ex parlamentare europeo Mario Mauro, durante la trasmissione Agorà in onda su Rai3, parlando delle elezioni europee ha detto: «Se il secondo partito sarà quello di Grillo, l’Italicum salta. Lo dico da tempi non sospetti: quando hai una realtà tripolare e fai una legge dove alla fine si rimane in due, significa che uno lo si vuol far fuori. Ma mentre tutti pensavano che quella legge potesse servire per far fuori Grillo, adesso farebbe fuori Berlusconi e i conti non tornano». Avete capito bene? Il senatore Mario Mauro ha ammesso tranquillamente che la legge elettorale frutto dell’accordo fra il segretario del Partito Democratico e il condannato per frode fiscale Silvio Berlusconi è stata fatta con l’obiettivo di far fuori il Movimento 5 Stelle. Una forza politica rea di non schierarsi né a destra né a sinistra e di aver preso, alle ultime elezioni politiche, 8.784.401 alla Camera e 7.368.147 al Senato. Rovinando così i piani dei dirigenti del Pd e dell’allora Pdl.

NON È UNA QUESTIONE DI PARTE - Sia chiaro, la questione è grave indipendentemente da quello che si pensa del Movimento 5 Stelle. Può essere il più bel partito del mondo o la peggior catastrofe capitata nella storia d’Italia. Non importa. L’unica cosa che conta è che Matteo Renzi e Silvio Berlusconi si sono messi a tavolino non per ragione su quale fosse la miglior legge elettorale per il particolare contesto italiano. No, hanno pensato solo a come far fuori il loro comune nemico. E a dirlo non è Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio o Paola Taverna. Ma un esponente dell’attuale maggioranza. Non vi è motivo, dunque, per sospettare che non sia vero.

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Beppe Grillo (gqitalia.it)

MEDAGLIA D’ARGENTO A CHI? - Di motivi per gridare allo schifo ce ne sarebbero già abbastanza. Ma, incredibile ma vero, non è finita qui. A differenza di quello che vorrebbero Renzi e Berlusconi, il M5s si mobilita e fa opposizione, e molti elettori sembrano apprezzare. Prova ne sono i sondaggi. Quello di Ixè per Agorà, dà il movimento di Grillo e Casaleggio attorno al 25% da due settimane. Forza Italia negli ultimi giorni ha recuperato qualcosina, ma è comunque lontano rispetto ai pentastellati. Se si considera l’intera coalizione del centrodestra comprendente il Nuovo Centrodestra di Alfano, l’Udc, la Lega e Fratelli d’Italia, allora il M5s viene superato. Ma per quello che riguarda i singoli partiti, dietro al Partito Democratico che gode ancora dell’ “effetto Renzi”, c’è il Movimento 5 Stelle. E questo Mauro non lo può sopportare. Infatti dice che se il secondo partito – badate bene, secondo partito, non seconda coalizione – dovesse essere il M5s, allora la legge elettorale salta perché la vittima non sarebbe più Grillo il leader di Forza Italia. E sia mai che si faccia una legge sconveniente all’ex Cavaliere. Si può quindi tranquillamente dire che il ballottaggio, quindi, è stato pensato non per garantire una governabilità certa, come dice spesso il presidente del Consiglio, ma per assicurare vita eterna al Partito Democratico e a Berlusconi. Perché la stampa non dice niente? È tutto normale?

SERIETÀ QUESTA SCONOSCIUTA - Quando si fa una legge elettorale, soprattutto in un periodo in cui si stanno rivedendo anche gli equilibri costituzionali, non si dovrebbe mai pensare a chi conviene e a chi no. Bisogna pensare a come garantire al meglio rappresentanza e governabilità. E, visto che una legge elettorale è stata bocciata recentemente dalla Corte Costituzionale, bisognerebbe tenere conto delle motivazioni di tale bocciatura. Bisognerebbe, cioè, essere seri. Cosa che, evidentemente, in Italia non si può fare. Si vuole introdurre il doppio turno? Bene, anzi benissimo. Però allora si fissi la soglia da raggiungere per vincere senza passare per il ballottaggio non al 37% – cifra incredibilmente bassa e che con un’ampia astensione è facilmente raggiungibile – ma ben più alta. L’ideale sarebbe il 50%, ma anche fosse leggermente inferiore andrebbe bene. E il ballottaggio dovrebbe essere di collegio, non a livello nazionale. Se poi i collegi fossero uninominali, si risolverebbe alla radice anche il problema delle preferenze. Insomma, per fare una buona legge elettorale basta poco. Ma se si pensa solamente a far fuori Grillo, o Berlusconi o chicchessia, verranno fuori solo schifezze. Come l’Italicum, appunto.

Giacomo Cangi

@GiacomoCangi

foto: polisblog.it; termometropolitico.it; gqitalia.it

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3 Risponde a La legge elettorale è anti-M5s. Parola di Mario Mauro

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    Madicheparliamo!?!? 12/04/2014 a 12:56

    Davvero? Partendo dal presupposto che questo articolo mi sembra decisamente di parte (pro 5stelle), voglio sottolineare l’unica cosa che contava nel momento di fare la Legge Elettorale: garantire la governabilità a chi riceveva più voti!! Si voleva evitare, visto il tripolo PD-PDL-m5s, di ritrovarci senza una maggioranza chiara!
    Ora, è palese che chi da una legge elettorale la crea non per darsi la zappa sui piedi ma cercando di trarne un vantaggio. Voglio inoltre ricordare che Renzi per questa legge aveva in primis interpellato i rappresentanti penta stellati, e solo dopo Berlusconi. Perciò io non griderei allo scandalo…abbiamo avuto leggi elettorali peggiori!

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    Giacomo Cangi 12/04/2014 a 15:44

    Riguardo alla presunta faziosità: ribadisco quanto scritto sull’articolo. Non è importante quello che si pensa del m5s. La cosa grave è che si è fatta una legge elettorale pensando a come affossare una forza politica, come ha ammesso Mauro. Ma quando si fa una legge elettorale NON si deve pensare a chi fa comodo, indipendentemente se si chiama Grillo, Renzi, Berlusconi o Pinco Pallo. Conta fare una buona legge elettorale. Cosa che, come sostengono moltissimi giuristi ed esperti della materia, l’Italicum non è assolutamente.

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