La Lega va convinta all’opposizione e rilancia il Parlamento padano

Milano – Alla fine Monti sembra aver messo tutti d’accordo, o quasi. La fiducia al suo governo tecnico arriva da tutti i principali partiti d’Italia, ma non dalla Lega Nord. Tra il premier incaricato e Umberto Bossi c’è stato solo un contatto telefonico «cordiale e collaborativo» e nulla di più. I due si vedranno di persona solamente dopo il voto di fiducia.

Il Carroccio ha disertato le consultazioni e si è radunato in via Bellerio per mettere a punto la strategia dei prossimi mesi. Sarà opposizione dura: il 4 dicembre riaprirà il Parlamento della Padania e per il 15 gennaio è già in programma una grande manifestazione a Milano contro«il governo delle tasse».

La nuova linea imposta dal Senatur ha ricompattato d’un tratto i colonnelli, ma soprattutto ha iniettato valanghe di entusiasmo nella base. Ieri ai “microfoni aperti a Radio Padania“, gli ascoltatori si sono sfogati lanciando accuse pesantissime a Monti, ma anche a Giorgio Napolitano, alle banche, all’Unione europea. Più di un militante ha parlato di “golpe” per la situazione creatasi in questi giorni e in molti tornano ad invocare a gran voce la secessione.

Il sogno secessionista torna quindi a riaffiorare, accompagnato da altre parole d’ordine come la difesa delle pensioni ed il contrasto all’aumento della pressione fiscale. Umberto Bossi ha voluto comunque mantenere un rapporto di cordialità col Presidente Napolitano confermando l’indisponibilità della Lega a votare la fiducia al futuro Governo, con la disponibilità pero’ a valutare con attenzione ed equilibrio di volta in volta i singoli provvedimenti proposti.

Resta da capire come verrà risolto il rapporto col Pdl. Il popolo padano  vorrebbe un taglio netto dell’alleanza con coloro che hanno tradito la fiducia degli elettori permettendo “il ribaltone”, ma è ovvio che la dirigenza del partito dovrà agire con cautela perchè se è vero che la base penderebbe per questa scelta, dall’altra parte ci sono all’orizzonte fondamentali elezioni amministrative in cui Bossi sa di dover scendere a compromessi con il Popolo della Libertà per evitare di concedere facili vittorie alla sinistra.

Davide Lopez

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