La Lazio non soffre di vertigini. Juve e Palermo, che show

Nel posticipo la Lazio vince a Bari per 2-0 ed è sola al comando. Nel pomeriggio grande prova della Juventus, 4-0 al Lecce, e del Palermo, 4-1 al Bologna. Del Piero raggiunge Boniperti. La Samp batte e inguaia la Fiorentina. Nel lunch match l’Inter espugna Cagliari. Cavani non basta, pari tra Catania e Napoli e tra Cesena e Parma

di Marco Frattino

Hernanes

Il posticipo della settima giornata, vede la Lazio riportarsi al primo posto solitario in classifica, respingendo gli assalti di Milan e Inter. La squadra di Reja espugna il San Nicola di Bari per 2 reti a 0, grazie alle reti, arrivate entrambe nella ripresa, di Hernanes e Floccari.

La partita nel primo tempo è abbastanza soporifera, con pochi sussulti. Il primo arriva al 24° con Dias che schiaccia di testa, ma manca la porta di Gillet. Un lampo nel buio, perché il secondo tiro pericoloso arriva alla fine del primo tempo, quando Salvatore Masiello scocca un rasoterra insidioso, che Muslera respinge bene. Il match si accende dopo pochi minuti della ripresa. Quanto basta a Hernanes per ritrovarsi solo davanti al portiere avversario e superarlo sotto le gambe. Prima rete italiana su azione per il ‘Profeta’ brasiliano. Il Bari non ha tempo di reagire che subisce il raddoppio: tiro di Mauri, sul quale si avventa Floccari, che beffa Gillet con una parabola imprendibile. A questo punto Ventura cerca di rivoluzionare la squadra, ma il massimo risultato ottenuto è il palo di Castillo nel finale. Ma è troppo tardi, per la Lazio continua il periodo d’oro, dimostra di non aver paura di volare ad alta quota, centrando la quinta vittoria in campionato e proponendosi come la più seria antagonista delle grandi.

Da Torino, invece, arrivano soltanto buone notizie per i tifosi bianconeri: la Juventus travolge 4-0 il Lecce, Krasic si conferma inarrestabile, l’attacco funziona alla grande, la difesa anche e Del Piero, autore del definitivo 4-0, che agguanta Boniperti al primo posto della classifica dei bomber bianconeri di tutti i tempi.  Il Lecce di De Canio non rinuncia alla propria identità di gioco, esponendosi però alle sfuriate sulle corsie da parte degli esterni juventini. Dall’out di destra nasce la prima rete bianconera: cross di Quagliarella, Grossmuller cicca il tentativo di rinvio, Marchisio si allunga e fa da sponda per Aquilani, il regista non esita e di prima intenzione fa partire dai 20 metri un destro potente e preciso, imparabile per Rosati. I salentini vanno vicino alla rete del pari con Corvia, che conclude a botta sicura un cross di Mesbah, ma l’attaccante trova la risposta istintiva di Storari.

L’episodio che decide definitivamente il match arriva verso la mezz’ora. L’arbitro Gava assegna generosamente un penalty per presunto fallo di Rispoli su Krasic: l’esterno dell’Under 21 tocca nettamente il pallone. Dagli 11 metri va Felipe Melo: ‘cucchiaino’ a spiazzare Rosati per il 2-0. Prima della fine del tempo la Juventus chiude i giochi portandosi sul 3-0 . L’azione è bellissima e vede Krasic cercare Amauri spalle alla porta. Il brasiliano legge l’azione e chiude il dai e vai in profondità col serbo, bravissimo nel superare l’estremo leccese con un tocco sotto che diventa un assist per Quagliarella, lestissimo nel tuffarsi praticamente a terra per mettere in rete di testa a porta sguarnita. Nella ripresa ci sono poche emozioni. L’occasione più importante arriva con Krasic che colpisce il palo al 34°. Tre minuti dopo bisogna aggiornare ancora una volta il libro dei record della Juventus: Krasic  fornisce una palla in area a Del Piero, controllo e botta mancina per l’attaccante che libera tutta la sua gioia per aver raggiunto il primato come goleador della gloriosa storia bianconera.

Rafa Benitez

Nel lunch match di questa giornata, l’Inter di Rafa Benitez riesce a vincere a Cagliari agganciando il Milan a quota 14 punti. I nerazzurri si presentano al Sant’Elia con una squadra rivoluzionata a causa degli infortuni ma recuperano all’ultimo minuto Samuel e capitan Zanetti e portano in panchina Thiago Motta, rientrato dopo l’operazione al ginocchio.

Il Cagliari imbriglia bene i gli avversari,  con pressing e raddoppi continui in ogni zona del campo, tenendo in scacco gli uomini di Benitez, poi però è venuto meno nella seconda frazione, dove non ha trovato le energie per tenere alti i ritmi, costruendo una sola vera palla gol, sventata da un doppio intervento di Julio Cesar.  L’incontro è stato sospeso dopo pochi minuti di gioco dall’arbitro Tagliavento quando dalla Curva Nord, occupata dagli ultras cagliaritani, sono partiti gli insulti razzisti indirizzati ad Etò’o. Il direttore di gara ha subito fermato il gioco per circa tre minuti, quando dopo l’intervento dei calciatori presenti in campo è stato possibile riprendere. L’attaccante camerunense si prende la rivincita al minuto 38, quando si libera in modo elegante al limite e lascia partire un sinistro potente e preciso, che finisce la sua corsa nell’angolino. Ad inizio ripresa il Cagliari va vicino al pareggio ma Julio Cesar si supera per negare il pari prima a Nenè e poi sul tap-in a Matri.

E’ l’unica vera parata dell’estremo difensore nerazzurro, poi salvato dalla traversa alla mezz’ora su un cross di Lazzari deviato da Chivu. Il Cagliari non riesce più ad essere aggressivo, patendo lo sforzo della prima frazione, così la squadra di Benitez può gestire il possesso palla e portare a casa un successo che, in queste condizioni, vale oro.

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