La Kyenge e la foto con Wojtyla: imbarazzo, Photoshop e razzismo

Foto di dubbia origine sull'account dell'ex ministro Kyenge: si scatena la bagarre razzista sul web

 

Roma – I papi fanno tendenza: deve averlo pensato anche Cecile Kyenge, ex ministro della Repubblica italiana, che ha postato sui social network una sua foto di quando, bambina, avrebbe incontrato Giovanni Paolo II. L’immagine ha però sollevato immediatamente contestazioni e proteste, oltre che sospetti di falsità.

L’IMMAGINE – La foto, in bassa qualità, riprende effettivamente una giovane bambina di colore che viene salutata da papa Giovanni Paolo II; Wojtyla sorride e stringe la mano della bambina, ma qualcosa non torna.
Il Papa, per cominciare, ha tre mani: con due si avvicina alla ragazzina, un’altra è appena accennata all’altezza della spalla, dove finisce la mozzetta. Dubbi anche sulle donne che si trovano con la giovane Kyenge, che sembrano troppo definite per un’immagine d’epoca, peraltro scannerizzata.
L’immagine è stata quasi sicuramente ritoccata, bisognerebbe solo sapere quanto.

L’ACCUSA – L’uso di Photoshop – grossolano – è stato quindi contestato all’ex ministro, ora impegnata nella corsa per le elezioni europee. Proprio sulla campagna elettorale si concentrano i detrattori della Kyenge, accusandola di utilizzare l’occasione della doppia canonizzazione per farsi pubblicità. E i commenti – che per la Kyenge non sono mai venuti meno – si sono sprecati.

kyenge

L’accusa alla Kyenge: cercare di avvicinare l’elettorato cattolico (unionesarda.it)

FACEBOOK – L’account di Cecile Kyenge diventa così teatro di una spietata guerra all’ex ministro; mai gradita dalla destra xenofoba e razzista – Lega Nord, Forza Italia e Fratelli d’Italia in testa – attaccata spesso per partito preso, con questa foto ha sollevato un vespaio di polemiche.

INSULTI, ASSALTI E GUERRA MEDIATICA – Le frasi più gentili rivolte alla Kyenge sono sicuramente gli inviti a “tornare in Congo”: da lì in poi è una fiera di razzismo, insulti e ignoranza. C’è chi la accusa di non essere cattolica, nonostante il Congo sia a maggioranza cristiano, chi la attacca per la ricerca di voti cattolici in piena campagna elettorale e chi sfoggia un razzismo pressapochista nel descrivere la sua utilità come ministro e politico.

FOTOMONTAGGI – L’uso di modifiche alle foto da rendere pubbliche è un dato di fatto con cui ci si scontra ormai da tempo; certe volte, come ammise la Nasa, si è trattato soprattutto di ripulire la scena e di renderla più appetibile, raramente ci si spinge alla falsificazione. Proprio le grossolane imprecisioni di questa immagine farebbero pensare più a modifiche “migliorative” che a un vero e proprio falso: un ex ministro sa certo a chi rivolgersi per un lavoro professionale.
C’è quindi da chiedersi cosa abbia spinto Cecile Kynge a pubblicare una foto che, già per l’apparenza, avrebbe indubbiamente sollevato polemiche e discussioni.

Andrea Bosio
@AndreaNickBosio

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