La gentilezza sterile al tempo dei social

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Gentilezza (news.leonardo.it)

A leggere le motivazioni della Giornata mondiale della gentilezza scopriamo che essa vorrebbe celebrare le buone maniere, la tolleranza, l’amicizia, la dedizione e il sacrificio per gli altri. «Una giornata che serve innanzitutto a richiamare l’attenzione sull’importanza della gentilezza nella nostra società odierna. Una giornata in cui, in definitiva, bisogna essere più felici», ha detto alle agenzie Cristina Milani, fondatrice della onlus Gentletude e vicepresidente del Movimento mondiale per la gentilezza che raccoglie una trentina di nazioni.  E come accade ormai da molto tempo ecco fiotti di pagine social sul tema, editoriali, corsivi ad alto tasso zuccheroso nei quali è tutto uno sgorgare di decaloghi, consigli utili, appelli e vademecum alla cortesia quotidiana.

Molto tempo fa si poteva leggere, tolemaicamente parlando, di un giro di sole per circoscrivere gli eventi di un giorno, lunghi il tempo di una rotazione solare, così come si riteneva esatto prima che Copernico rompesse le uova nel paniere. Rotazioni a parte, il senso di queste righe è lo stesso, tragico come queste giornate di sensibilizzazione, cerchiate di colore rosso nei nostri calendari ma oltrepassate nella sostanza, molto spesso malinconiche e vuote. E l’aver aggiunto, nell’albo benemerito delle ricorrenze, anche la gentilezza e la cortesia come rarità introvabili nell’etica collettiva la dice lunga su molte cose di questo mondo global.

RABBIA E SCORTESIA - Francamente siamo diventati più scontrosi, permalosi e, per l’appunto, più scortesi: la crisi, da economica a sociale, come affermano molti sociologi, ha prodotto sentimenti di rabbia e di protesta che producono quel riverbero di comportamenti egoistici su larga scala per cui si è meno inclini all’offerta di tempo per gli altri. La velocità dei consumi e il costante stress di non farcela ci rende tutti più incazzati, poco disponibili al bene collettivo. I media poi, nella perfidia del produrre notizie, amplificano le tensioni avendo tolto da molto tempo i panni della mediazione valoriale per cui i disordini nei quartieri delle grandi città sono l’effetto di una sola causa cioè la presenza di immigrati o rom. Nessuno che si chieda quanta assenza di politiche di integrazione, quanta spending rewiew urbana e sociale nelle città. I colpevoli si trovano a portata di mano o di bomba carta.

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(brundisium.net)

Questa insofferenza diffusa sta esplodendo anche nelle famiglie narcotizzate da un televisore in ogni camera, un pc in ogni angolo, uno o più smartphone per ogni componente. Si lascia al web, o al talk show, il potere di parlare per noi senza chiederci il nostro consenso e senza offrirci una possibilità di interlocuzione e di dialettica che naturalmente si esporta nei luoghi di lavoro o a scuola. Che poi se il papà, o la prof, non ti fanno le faccine alla WhatsApp perché probabilmente sono normali esseri umani con le loro emozioni e le loro fatiche è un dramma per molti che scrivono gli aforismi del giorno ma hanno il terrore di metterci la faccia e far qualcosa di concretamente gentile.

UN COR GENTILE – Se tanti sapessero quanto è bello essere cortesi anziché scriverlo solo un giorno nella propria timeline scaraventerebbero  i loro pc dai loro balconi e toglierebbero il  tempo  alla retorica del cor gentile 2.0: già perché la letteratura cortese parlava di gentilezza non disgiunta dalla prodezza del cavaliere per la donna amata, dall’essere leale e magnanimo dentro e fuori le mura della città. In questo senso la gentilezza era espressione di una lotta contro la rozzezza e la barbarie delle parole e dei gesti. Si parla in questi anni di un ritorno – speriamo al più presto – nelle scuole dell’educazione civica distrutta a colpi di riforma ministeriale con il devastante esito di aver reso ancora più utilitaristica la formazione didattica, sottraendole il suo apporto al rispetto delle istituzioni e al loro ruolo. In un bel saggio di George Saunders si scrive che l’egoismo è inutile, ed è molto vero l’assioma nel suo contrario e cioè che la gentilezza ti è persino necessaria, ogni giorno e non solo ventiquattro ore solo per far felice i social network. Dovremmo semmai fare una giornata mondiale contro ”l’informazione deficiente” da cui siamo intontiti nei messaggi mediatici, e da cui ci lasciamo convincere e intorbidire mentalmente rinunciando a qualsiasi spirito critico.

Giuseppe Trapani

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