La Findus sospende le forniture dalla Terra dei Fuochi

Terra dei Fuochi

Terra dei Fuochi

Una scelta forte e radicale quella della società Findus Italia che ha deciso di sospendere l’acquisizione di prodotti provenienti dal territorio campano della Terra dei Fuochi.

UNA NUOVA REGOLAMENTAZIONE - L’area contaminata e invasa da costanti roghi di rifiuti si estende tra le provincie del napoletano e del casertano; l’azienda di prodotti surgelati ha posto fine alle forniture per il rischio di contaminazione dei propri prodotti, non consentendo eccezioni per alcune delle zone interessate. La Findus ha inoltre fatto sapere di aver preso numerose misure cautelari nei confronti di altre aree della Campania, sempre con il fine di salvaguardare la limpidezza e la salubrità dei loro ingredienti. Tra queste si individuano i necessari controlli per l’identificazione di eventuali presenze di metalli pesanti nelle acque utilizzate per la coltivazione per irrigazione dei campi e, inoltre, la valutazione del rischio ambientale; le imprese devono, in aggiunta, far tracciare geograficamente i loro territori di lavoro e far analizzare la qualità del prodotto appena raccolto.

UN COSTO GRAVOSO PER LE AZIENDE - Tutte queste cure e precauzioni sono a carico delle singole aziende che, ovviamente, contestano questa scelta, indubbiamente rigorosa, della Findus Italia, facendo notare come le nuove regolamentazioni pesino eccessivamente sui bilanci economici. Molti agricoltori hanno commentato la notizia definendola una vera e propria tragedia per le loro coltivazioni, valutando che i costi di mercato siano troppo bassi per poter coprire le intere spese che le analisi richiederebbero. Alcuni dicono che la Findus stessa ha consigliato loro di allontanarsi dai territori contaminati e affittare appezzamenti fertili in zone lontane, così da avere una minore pressione di controllo; tuttavia questa scelta, oltre che coraggiosa, rischierebbe di tradursi in una sicura perdita economica oltre che affettiva.
Il problema è destinato a protrarsi nel tempo perché entrambe le parti in causa hanno valide motivazioni per non cedere a compromessi; fuori discussione è il fatto che la validità dei prodotti che arrivano sulle tavole italiane, sia il bene principale da salvaguardare.

Alessia Telesca

foto: lettera43.it

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