La festa delle donne, Minzolini e le papi-girl

Mizolini e la Ferrario, colleghi per forza

Roma -  Il reintegro per via giudiziaria di Tiziana Ferrario al Tg1 non è andata giù ad Augusto Minzolini. Il direttore della testata giornalistica del primo canale Rai, avrebbe voluto circondarsi di una corte di giovani giornaliste, forse per avere una corte di belle giovani donne come il suo amatissimo premier. Secondo Minzolini, infatti, la Ferrario «ha impedito alle giovani conduttrici di avere una carriera – e si scaglia anche contro quella parte dell’azienda che è d’accordo con il rientro nella conduzione del telegiornale dell’odiata conduttrice, che secondo il direttore sarebbe – faziosa e incapace di rinnovamento». Insomma Minzolini vorrebbe fare il brutto e cattivo tempo in Rai, così come Berlusconi lo fa nell’intero Paese.

La presa di posizione di Minzolini nel caso Ferrario ha una duplice valenza proprio in questa giornata dedicata ormai da decenni alla Donna. In primo luogo il fatto che una donna sia riuscita a dire no a un diktat del suo capo e per questo sia stata allontanata dal suo posto di lavoro. In secondo luogo perché, così come purtroppo accade in altri parti del mondo “evoluto”, la Ferrario, data la sua età e il tipo di lavoro che esplica, dovrebbe essere sostituita da giovani conduttrici con meno esperienza di lei, ma molto più apprezzabili visivamente dal telespettatore maschile. Eppure Minzolini e la Ferrario hanno solo un anno di differenza (53 anni lui e 54 lei), come mai allora anche lui non lascia spazio ai più giovani? E già perché nonostante tutte le lotte fatte negli ultimi quarant’anni, ancora oggi le donne vengono apprezzate solo per il proprio corpo e non per i propri meriti e una volta passati i venticinque anni sono già vecchie, mentre resiste ancora l’idea che gli uomini maturano con l’età.

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano

E questo è il danno maggiore che hanno recato le papi-girls alle donne italiane, anche se forse hanno solo messo in evidenza una mentalità ampiamente diffusa. Per dirla meglio con le parole usate dal Capo dello Stato, Giorgio Napolitano,   durante la celebrazione della Giornata internazionale della donna al Quirinale, «per raggiungere la vera parità tra uomo e donna – ha affermato il presidente della Repubblica – è necessario incidere essenzialmente sulla cultura diffusa, sulla concezione del ruolo della donna, sugli squilibri persistenti e capillari nelle relazioni tra i generi, su un’immagine consumistica che la riduce da soggetto ad oggetto, propiziando comportamenti aggressivi che arrivano fino al delitto».

Sabina Sestu

Foto: www.leggo.it; www.toscana-notizie.it

Preview: www.alexcafe.it

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews