La corsa al Parlamento di Oscar Giannino: solo contro tutti

Oscar Giannino, corre da solo alle elezioni

Oscar Giannino, leader di Fid

Roma – Oscar Giannino ha deciso di intraprendere da solo la strada verso il Parlamento. Oggi l’economista ha ufficializzato la presentazione, alle prossime elezioni politiche, del suo movimento: Fare per fermare il declino (Fid).

Per l’ex voce di Radio24, dove conduceva la trasmissione La versione di Oscar, non è in programma nessuna alleanza con altri partiti o movimenti. C’erano stati dei colloqui con alcuni esponenti dell’associazione Italia Futura (guidata da Luca Cordero di Montezemolo), proseguiti anche durante le feste, ma non è stato raggiunto nessun accordo di coalizione. Il motivo sembra che sia il sostegno del movimento centrista nei confronti di Mario Monti. Quest’ultimo, infatti, non ha mai trovato la piena fiducia di Giannino che spesso ha criticato le strategie in ambito economico adottate dall’ex premier, a suo dire improntate eccessivamente sulle tasse. Giannino in passato aveva provato a cercare un dialogo con Monti, inviando all’ex premier una lettera, ma non ha mai ricevuto risposta. Altri motivi che hanno portato l’allontanamento tra il movimento di Giannino e quello di Montezemolo sembra essere la centralità dell’Udc di Casini nel progetto. «Han rifatto la Dc, Bagnasco l’ha benedetta. Monti la guida. Monopoli e fondazioni bancarie finanzieranno. Accetto wagers» ha commentato uno dei più grandi sostenitori di Giannino, l’economista Michele Brondin.

Bisogna anche aggiungere il timore, da parte dei vari sostenitori del Fid, che tra gli aderenti al movimento di Montezemolo ci siano personaggi portatori di potenziali conflitti d’interessi, completamente antitetici rispetto al progetto politico di rinnovamento, liberale e anti monopolistico sostenuto da Giannino. Durante la conferenza, però, Giannino non si è limitato ad attaccare Monti, reo di «aver messo solo tasse», ma anche Silvio Berlusconi («ormai impresentabile»), Pierluigi Bersani (e la sua patrimoniale) e Matteo Renzi che non ha colto l’occasione «di poter cambiare tutto».

Giannino solo contro tutti, con l’obiettivo di ottenere quel 4% di consensi che permetterebbe al suo movimento di entrare in Parlamento. La sua creatura, nel frattempo, già ha ottenuto dei buoni risultati soprattutto al Nord: 48 mila aderenti, 21 mila volontari, 387 comitati locali e 2 milioni di euro di spese previste per la campagna elettorale. Si vocifera anche di una potenziale alleanza con la Lega Nord, nel caso Maroni decidesse di voltare le spalle definitivamente al Pdl.

Giorgio Vischetti

@GVischetti

foto|| lettera43.it; ansa.it

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