La Corea del Nord minaccia anche la Formula 1

corea del nord

Il GP di Formula 1 dovrebbe prendere il via il prossimo 6 ottobre (foto: sportevai.it)

Pyongyang (Corea del Nord) – L’attuale status di instabilità che avvolge Corea del Nord e Corea del Sud, potrebbe obbligare Bernie Ecclestone, patron della Formula 1, ad annullare il Gran Premio che si terrà nel mese di ottobre, sul tracciato dello Yeongam.
Dopo la cancellazione dell’armistizio che nel 1953, mise la parola fine alla guerra di Corea, i vertici militari hanno deciso di armare lo stato dell’Asia orientale in assetto di attacco, preparandosi così all’eventualità di una guerra che potrebbe avere risvolti drammatici per la popolazione mondiale, una situazione che si fa sempre più reale dopo le minacce agli Stati Uniti d’America e alla metà meridionale della penisola coreana. A questo punto, la Formula 1, anche se c’è ancora molto tempo prima dell’eventuale Gran Premio di ottobre, deve iniziare a guardarsi in giro, sondare i terreni e prendere una decisione.

La verità è che già in occasione della scorsa stagione, si è vissuto qualcosa di analogo ad Abu Dhabi, con la differenza che nell’Emirato non c’era alcuna minaccia missilistica, o una dittatura comunista a capo della nazione. Bernie Ecclestone, in quel caso, decise che si poteva correre a Yas Marina, in quanto non era presente alcun pericolo ne per i piloti, ne per gli addetti ai lavori o per i tifosi che sarebbero giunti in autodromo. E cosa dire del Bahrain, passato in secondo piano, dove gli scontri nel paese non si sono mai placati, dove gli attivisti sono convinti che il governo e la monarchia maltrattino i manifestanti pro-democrazia e queste continue proteste hanno fatto emergere, per il secondo anno di fila, profondi dubbi sulla sicurezza interna del paese per l’incolumità di piloti e addetti ai lavori. Ma le rivolte che si sono rese protagoniste dei paesi degli Emirati Arabi hanno poco a che vedere con la situazione politica che si sta scatenando in Corea.

Le circostanze si fanno sempre più tese, giorno dopo giorno, e nelle prossime settimane si potrebbe assistere a colpi di scena che potrebbero creare situazioni di pericolo, che obbligheranno lo staff di Ecclestone di iniziare a sedersi attorno a un tavolo per valutare se esiste una minaccia reale per piloti, team e appassionati che si riverseranno sul tracciato dello Yeongam il prossimo 6 ottobre.

Se effettivamente i nord coreani trasformeranno le loro intimidazioni in un qualcosa di più concreto, sarà molto semplice immaginare come nel 2013 la Formula 1 non farà tappa allo Yeongam ma, allo stesso modo, è anche possibile che l’instabilità politica che vige attualmente tra i due paesi non fermi il Circus iridato: difficile che Bernie Ecclestone e l’organizzazione locale rinunciano a questo appuntamento sportivo, anche se troppo caro per i numerosi problemi finanziari dell’impianto, legati principalmente alla tassazione.

Foto homepage: f1grandprix.com

Eleonora Ottonello

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