La Cina cresce, anche nell’architettura

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architetti.com

Roma – Oggi non si può parlare di economia a livello internazionale senza tenere conto dell’enorme importanza che riveste la realtà cinese e che andrà, come è noto, a rafforzarsi con vertiginosa rapidità nei prossimi anni.

Se però l’ambito economico è chiaramente parte del panorama globale che si va delineando e non manca di essere sottolineato in ogni giusta occasione, non altrettanto si può dire di altre variabili ugualmente legate alla Cina ma che ancora non vengono riconosciute preponderanti.

Cultura – Alla stessa velocità del mercato infatti, cresce anche l’impronta culturale del Paese, sebbene questo aspetto non abbia finora acquisito la stessa rilevanza in termini di visibilità e attenzione mediatica.

In questa direzione, la mostra Verso Est. Chinese Architectural Landscape – ospitata al museo d’arte contemporanea MAXXI di Roma (via Guido Reni 4) fino al 23 ottobre – propone uno sguardo sulla fisionomia dei paesaggi architettonici cinesi degli ultimi dieci anni, presentando progetti di architetti e artisti della nuova generazione, quella cresciuta nel pieno dell’ascesa economica, ma anche la prima con lo sguardo rivolto oltre i confini nazionali.

Leader in ambito architettonico, con un investimento di oltre un trilione di dollari in nuove costruzioni, la Cina può permettersi di dare al settore un impulso impensabile per qualsiasi altro Paese, specie nella fase attuale. L’esposizione quindi, a cura di Fang Zhenning, intende sottolineare il ruolo dell’innovazione cinese, tratteggiando questo vorticoso percorso attraverso dodici tematiche:

Transizione urbana; Rem Koolhaas e la nuova corrente architettonica; L’architettura cinese emergente; Shan Shui City; Ricostruzioni post-disastri; Architettura e memoria; Razionalismo architettonico; Architettura e spazio poetico; Edificio museale; Arte pubblica e paesaggio; Umanità e naturale; Fotografia di architettura.

Trentatré tra architetti e artisti per quaranta progetti raccontati attraverso tutta l’eterogeneità e la versatilità del moderno: modelli, animazioni che stimolano l’interazione con il visitatore, fotografie, macro installazioni, video, grandi stampe digitali e pubblicazioni cartacee.

A essere rappresentati non sono – volutamente – gli scenari già noti come quelli realizzati per i Giochi Olimpici del 2008, ma le nuove soluzioni inventate, pianificate e realizzate in questi anni, spesso con la necessità di integrarsi in contesti a volte difficili da un punto di vista paesaggistico od urbanistico.

Il risultato è il ritratto del nuovo skyline cinese profilato dalla giovane generazione nazionale, ma anche da progettisti internazionali come Massimiliano e Doriana Fuksas (Terminal 3 dell’Aeroporto Internazionale Bao’an di Shenzhen), che vi hanno contribuito con le loro realizzazioni.

Le conferenze Defend the differences, dell’architetto Wang Shu, e The Turning point in China’s architecture, del curatore Fang Zhenning, contribuiranno ad allargare l’orizzonte dell’architettura contemporanea – alla ricerca di questo “punto di svolta” – e ad approfondirne le dinamiche.

Se l’architettura è in definitiva lo spazio in cui vive l’uomo, gli scenari presentati – per quanto avveniristici – diventano soprattutto il luogo del racconto e della rappresentazione della vita e della società cinesi.

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Certo, il rischio dello sperimentalismo a ogni costo, dell’”innovazionismo” spericolato e del compiacimento narcisistico di chi crea è sempre latente, tanto più a questi livelli.

Laddove però l’architettura sa anche e ancora farsi storia, adeguarsi ai mutamenti e alle evoluzioni che è chiamata ad accogliere e rendere tangibili gli strappi della modernità – specie di un Paese che è cambiato così in fretta e così tanto – diventa una chiave interpretativa per interrogarsi sul ruolo di una nazione, sull’eventuale discrepanza tra arte/architettura e società,  su come diventi infine emblematica e sintomatica di un cambiamento ben più profondo.

Questo prova a fare, con la Cina, l’esposizione al MAXXI.

Marina Cabiati

 

Orari di apertura

Mar-merc-ven-dom 11.00-19.00

Gio-sab 11.00-22.00

Chiuso il lunedì

 

Foto || architetti.com; globartmag.com

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