La Chiesa pagherà l’Ici

 

Roma – Dal governo con a capo Mario Monti è arrivata finalmente una proposta che sembra faccia piacere a molte parti: secondo il piano saranno esentate dal pagamento della tassa sugli immobili solo i beni utilizzati a scopo no profit.

La nuova normativa sarà del tutto diversa da quella introdotta nel 2005 dal governo Berlusconi che prevedeva l’esenzione per scuole, ospedali, alberghi nel momento in cui fosse presente un luogo di culto, anche una semplice cappella, esenzione che costa ogni anno circa un miliardo di euro al nostro Paese e che andava ad aggiungersi allo sconto del 50 percento sull’Ires. Sembra che la nuova regolamentazione verrà proposta ufficialmente il 26 febbraio, data in cui ricorre la celebrazione dei Patti Lateranensi.

Con la nuova proposta queste esenzioni varranno solo per oratori e mense per i poveri perché si andranno a scorporare tutte le attività commerciali – quindi lucrative – presenti nel medesimo immobile.

Attualmente gli immobili privilegiati sono, ufficialmente, circa 100 mila, ma il numero potrebbe essere di molto superiore, visto che nella sola capitale italiana – il cui territorio ospita la Santa Sede – un quinto degli stabili è gestito dalla Curia o di sua proprietà.

L’immobiliare del Vaticano fa girare ogni anno circa 4 miliardi di euro considerando ospedali, alberghi, scuole private,  palestre gestiti da ordini o fondazioni religiose.

 

Francesca Penza

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