La Cassazione: ‘Mills reticente per favorire Berlusconi’

Le motivazioni della Suprema Corte: l’avvocato inglese fu colpevole di corruzione in atti giudiziari e di falsa testimonianza al fine di proteggere il presidente del Consiglio nei suoi processi. Reati commessi ma prescritti

 di Pietro Paciello

David Mills

Le motivazioni della sentenza n.15208, emessa il 25 febbraio dalla Corte di Cassazione, stabiliscono in via definitiva che l’avvocato David Mills mentì per proteggere Berlusconi in due processi che lo riguardavano (“All Iberian” e tangenti alla Guardia di Finanza). In cambio, secondo l’accusa, ottenne 600.000 dollari messigli a disposizione in un hedge fund da parte del gruppo Fininvest, come risulta nella lettera, intitolata “Dividendo e regali ricevuti da Berlusconi e dal gruppo Fininvest”, che l’ex marito dell’ex ministro della Cultura del governo Blair, Tessa Jowell, aveva inviato al suo commercialista, Bob Brennan, per chiedergli consigli su come non pagare le tasse per quella somma, in quanto era da considerarsi “regalo” (sic!) e non “parcella”, e che aveva dato origine all’inchiesta.

La Suprema Corte convalida quindi le motivazioni delle sentenze emesse nei primi due gradi di giudizio, con una piccola differenza: i reati ascritti a Mills sono coperti da prescrizione poiché, secondo la requisitoria del pg Giancarlo Ciani, “il momento consumativo della corruzione di Mills da parte del dirigente Fininvest Bernasconie del gruppo erogatore dei 600 mila dollari si verifica l’11 novembre del 1999 quando Mills, in proprio, e non come gestore del patrimonio altrui, fornisce istruzioni per il trasferimento dei circa 600 mila dollari dal fondo di investimento Giano Capital al fondo Torrey”. La data del 29 febbraio 2000, nella quale l’avvocato inglese incassa i 600.000 dollari e i giudici della Corte d’appello collocano il momento in cui avviene la corruzione, non deve essere presa in considerazione perché “il ritardo del passaggio finale nella intestazione delle quote non incide sul momento consumativo della prescrizione ma trae origine dalla volontà di Mills di rendere difficoltosa la ricostruzione di questo illecito passaggio di soldi e la sua origine”. Inoltre, secondo Ciani, “il decorrere della prescrizione va fissato nel momento più favorevole all’imputato” secondo la regola del favor rei.

I legali di Mills, Alessio Lanzi e Federico Cecconi, pur avendo sempre sostenuto l’estraneità del loro assistito alle accuse, accolgono questa prescrizione al pari di un’assoluzione (i due termini, si sa, sono sinonimi): “Siamo soddisfatti: è comunque, e in ogni caso, una decisione che riforma il verdetto emesso dalla Corte di appello di Milano. Mills aveva una condanna per una pena non trascurabile e dunque non possiamo che essere soddisfatti”.

Silvio Berlusconi

La prescrizione sarà altresì il destino del processo “stralcio” (per effetto del “lodo Alfano” dichiarato incostituzionale dalla Consulta) che vede imputato il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, com’è tradizione in quasi tutti i processi che lo hanno riguardato.

Ora diventa meno urgente approvare le varie leggi ad personam (processo breve, legittimo impedimento, scudo-tris per le alte cariche, ripristino dell’immunità parlamentare) messe in cantiere con l’obiettivo unificato di bloccare i processi al premier: alla fine, dopo tanto affannarsi, di leggi ad personam ne è bastata solo una, ovvero la famosa “ex Cirielli” (o “salva-Previti) del 2005 che ha permesso di abbreviare i tempi di prescrizione, da 15 a 10 anni, per i reati di corruzione in atti giudiziari.

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