La casalinga: il mestiere ideale per combattere il cancro al seno

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Il mestiere di casalinga può dare un grosso contributo nella lotta contro il cancro al seno

Roma – Il mestiere di casalinga così spesso criticato e sottovalutato può portare dei vantaggi alle donne, e dare un grosso contributo nella lotta contro il cancro al seno. Questo tipo di patologia tumorale può essere infatti combattuto e sconfitto attraverso l’attività fisica. Non si tratta però di diventare atleti provetti oppure frequentare assiduamente una palestra. L’importante è tenere il corpo in allenamento. E in questo le attività svolte dalle casalinghe sono perfette. Dedicarsi alle pulizie di casa oppure al giardinaggio infatti, si rivelano come ottime soluzioni per la prevenzione del tumore.

A riferirlo, una ricerca dell’Epic (European Prospective Investigation of Cancer and Nutrition) del Regno Unito. I ricercatori dell’istituto hanno realizzato una delle più interessanti e grandi indagini svolte nel Paese sulla relazione che intercorre tra dieta, stile di vita e quanto questi possano incidere sul cancro. Sono stati presi in esame 8 mila casi di cancro al seno  diagnosticati in 11 anni, secondo quanto riportato dal comunicato di Cancer Research UK. I ricercatori hanno dunque scoperto che le donne maggiormente attive avevano meno probabilità di essere colpite dal cancro al seno rispetto a quelle non attive fisicamente.

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Dedicarsi alle pulizie di casa si rivela un' ottima soluzione per la prevenzione del tumore al seno

Chi non si dedica al moto per meno di due ore a settimana è a rischio cancro, non soltanto alle mammelle, ma anche all’utero e colon-retto. La casalinga, dovendo rassettare la casa, si muove tutto il giorno tutti i giorni. Una prevenzione assicurata per chi si prende cura dell’ambiente domestico insomma. Le donne che svolgono questi 150 minuti di movimento vedono ridurre all’8% la probabilità di sviluppare la malattia.

La combinazione di fattori come mangiare in modo equilibrato e seguire un tenore di vita salutare possono fare la differenza. Tutto ciò ovviamente unito a un ridotto uso di alcolici e al mantenimento di un peso corporeo nella norma, senza eccessi di alcun tipo. «Ci sono molte prove che l’esercizio fisico riduce il rischio di cancro intestinale – ha spiegato il professor Tim Key, epidemiologo Cancer Research UK -. Sono tuttavia necessarie ulteriori ricerche su altri tipi di cancro, e indagare sui meccanismi che potrebbero spiegare i collegamenti». Non bisogna fare alcuno sforzo in particolare, soltanto della regolare attività motoria «Questo vasto studio – ha proseguito Key –  evidenzia i benefici di una vita attiva, anche a livelli moderati».

Mettersi in movimento quindi è una grande e potente risorsa. La conferma è stata data anche da Sara Hiom, responsabile delle informazioni presso il Cancer Research UK. «Come conferma questa ricerca, l’esercizio fisico può includere qualsiasi cosa che lascia un po’ il fiato corto – ha dichiarato Sara Hiom – come fare giardinaggio, passeggiare con il cane o i lavori di casa». In realtà i ricercatori non spingono a fare alcun tipo di sacrificio, al fine di prevenire il male. Piuttosto consigliano anche a chi lavora, di modificare in parte le proprie abitudine. E quindi magari preferire le scale all’ascensore, o non usare l’auto per piccoli spostamenti.

Tutte le donne hanno un asso nella manica: con un po’ di sano movimento si avrà la reale possibilità di scongiurare e prevenire questo male.

Fabiana Valentini

Foto: amicipolstrada.blogspot.com; consigli-regali.it; saporiericette.blogosfere.it

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Una risposta a La casalinga: il mestiere ideale per combattere il cancro al seno

  1. avatar
    paolo 12/09/2012 a 16:18

    le più recente letteratura scientifica in argomento evidenzia che le cause che predispongono, soprattutto le donne, a patologie tumorali hanno una forte componente psicologica. Nello specifico emozioni negative (ansia, rabbia, invidia, tanto per fare un esempio), pensieri disfunzionali e stili di vita errati come meglio spiegato anche alle pagine 66, 124, 146, 147, 175, 197 e 430 del recente “Il manuale pratico del benessere” edizioni Ipertesto, scritto da neuropsicoterapeuta italiano, man of the Year 2011

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