La casa, un reboot da urlo – Recensione

La casa (blogosfere.it)

La locandina dle film "La casa" (blogosfere.it)

L’ora tanto attesa dai fan del cinema horror è finalmente giunta. Il reboot de La casa è arrivato anche sul suolo italico. Un rifacimento del classico di Sam Raimi (Spiderman, Drag Me to Hell, Il grande e potente Oz) non poteva certo mancare vista la miriade di clonazioni e remake che hanno infestato il cinema del terrore contemporaneo, da Venerdì 13 a Nightmare, passando per Non aprite quella porta e Halloween. Come nel 1981 accadde per Raimi, il nuovo La casa segna il debutto cinematografico per il regista Fede Alvarez e lo sceneggiatore Rodo Sayagues, entrambi uruguaiani di Montevideo, divenuti noti per l’interessantissimo corto Panic Attack che nel 2009 guadagnò ben sette milioni di visualizzazioni su Youtube.

L’attesa da parte dei fan per un possibile nuovo capitolo della saga cult che vede protagonista Ash, simpatico eroe armato di sega elettrica e fucile, si è fatta a lungo sentire e ha spinto il trio Raimi, Campbell e il produttore Tapert a considerare l’idea per un nuovo progetto. Scartata la possibilità di un quarto episodio a causa delle ovvie perplessità di Bruce Campbell – «[…] per quanti anni devo andare in giro con le sega elettrica a torso nudo? C’è un limite a tutto» – si è optato per l’idea del reboot per dare nuova vita ad un progetto che negli anni in cui viviamo sarebbe sembrato datato e fuori contesto (infatti il nuovo La casa è una rivisitazione di uno dei film horror più originali e più amati dal pubblico della recente storia del cinema). Se il predecessore univa in maniera spassosa paura, risate ed ecclettismi registici, il progetto della coppia Alvarez/Savagues cerca cambiare tono al film in favore di una visione più realistica, in cui la maledizione della possessione e il dramma personale della protagonista femminile si fondono.

Mia, la cui vita è segnata dalla tossicodipendenza, chiede al fratello David e a tre amici di unirsi a lei nel vecchio cottage di famiglia per aiutarla a liberarsi dalla sua dipendenza. I ragazzi scoprono che la cantina è stata trasformata in un terrificante altare circondato da cadaveri di animali appesi. Lì trovano anche un antico libro dal quale leggono, ignari delle conseguenze, alcuni passi. Mentre le sue crisi d’astinenza peggiorano, Mia capisce cosa sta accadendo e cerca di fuggire, ma la foresta glielo impedisce. Nel cottage si scatena una lenta ma inesorabile esclation di violenza a causa del demone scatenato, gli amici iniziano a rivoltarsi l’uno contro l’altro fino ai limiti estremi. David, per salvare la sorella dalla possessione, sarà quindi costretto a compiere un gesto estremo.

La casa (cineblog.it)

Un fotogramma dal film "La casa" (cineblog.it)

La scelta del regista e dello sceneggiatore di aggiornare la situazione da cui scaturisce l’inferno appare necessaria. Nel film del 1981 cinque ragazzi si incontrano in una vecchia casupola nel bosco per festeggiare e fare baldoria, una situazione tipica del filone orrorifico degli anni Ottanta, in cui chi fa sesso, si droga o fa uso di alcol è destinato a perire; oggi questo contesto non sarebbe stato accettabile per le nuove leve di cultori del cinema del terrore. La scelta narrativa di mischiare demoni personali e demoni ben più antichi e feroci, benché, a dire la verità, poco approfondita e scandagliata, appare interessante ma con qualche riserva. Ciò che del film, invece, appaga ed esalta è tutto l’apparato spettacolare che regala allo spettatore un’ora e mezza di grandissimo intrattenimento, dove la cura per la messa in scena, la ricercata dose di violenza e di splatter sono ottimamente miscelate.

Alvarez, con il suo La casa, nonostante le figure ingombranti alla produzione (Raimi, Tapert e Campbell), riesce a dare una prova personale eliminando tutti quei tratti comici ed ironici del film originale in favore di un film più diretto e duro, un horror in grado di competere con i nuovi prodotti cinematografici. Nonostante, quindi, gli intenti narrativi parzialmente traditi, il debutto cinematografico del regista uruguaiano può essere considerato più che soddisfacente, esaltando quegli elementi splatter che già erano presenti nell’opera di Raimi.

(Foto: cineblog.it / blogosfere.it / bestmovie.it)

 

Emanuel Carlo Micali

[youtube]http://youtu.be/bihvglVrwTQ[/youtube]

 

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews