L’Oriana di Turco: uno sceneggiato che non convince

Debutto dello sceneggiato di Marco Turco 'L'Oriana', dedicato alla vita della giornalista Oriana Fallaci: opera poco audace e troppo romanzata

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La locandina de “L’Oriana” (paroledafilm.it)

La televisione, spesso e volentieri, propone programmi che servono a distrarsi, a non pensare. Reality, intrattenimenti, giochi, telenovele e quant’altro sono tutti ingredienti che aiutano il pubblico a distogliere la mente dai pensieri quotidiani. Ogni tanto, però, vengono trasmessi film, sceneggiati e programmi che, invece, ci indirizzano all’approfondimento e alla conoscenza di periodi, fatti e personaggi. Alcuni sceneggiati, ultimamente, descrivono la vita di personalità italiane che hanno dato lustro al nostro paese: Olivetti, Modugno sono solo un esempio. Ieri Rai 1 ha trasmesso uno sceneggiato diretto da Marco Turco intitolato L’Oriana, che narra la storia e le vicende della giornalista Oriana Fallaci, interpretata da Vittoria Puccini.

CHI ERA ORIANA FALLACI - Il nome di Oriana Fallaci è un nome sacro nel mondo del giornalismo e dell’informazione, italiana ed internazionale. Il tocco della sua macchina da scrivere, il suo coraggio e la sua caparbietà hanno spiegato all’Italia argomenti ignari, giuste polemiche e opinioni all’avanguardia che pochi, in quei giorni, hanno avuto la forza di affrontate. Un personaggio che ha partecipato, con sguardo attento e descrittivo, a gran parte degli eventi contemporanei dalla seconda guerra mondiale, passando per la Guerra del Vietnam, lo sbarco sulla luna, i movimenti studenteschi, i conflitti in Medio Oriente, il regime dei colonnelli in Grecia e la nascita della cultura islamica fondamentalista, fino all’attentato dell’11 settembre. Oltre ad eventi e fatti, ha anche intervistato molti personaggi dello spettacolo (Federico Fellini, Sean Connery) e politici (Giulio Andreotti, Pietro Nenni, Yasser Arafat, Mu’ammar Gheddafi). Da ricordare anche la sua intervista all’ayatollah Khomeini, quando la Fallaci si rifiutò d’indossare lo chador: intervista ed avvenimento che portarono a non poche polemiche.

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Una scena del film (amando.it)

L’ORIANA DI TURCO – Diviso in due puntate, lo sceneggiato prende un’Oriana già avanti con l’età che, con la scusa di dover tornare in America, deve sistemare i suoi archivi italiani per poterli portare via con sé: azione che necessita di un’assistente. Una giovane universitaria, infatti, si presta a tale attività malgrado non sappia nulla di catalogazione, pur di parlare e confrontarsi con una donna dal peso culturale come la Fallaci. Anche se reticente e schiva, Oriana si lascia prendere dai ricordi. Ripensa alla sua giovinezza ai tempi della resistenza durante il conflitto mondiale, gli esordi nel giornalismo,  interviste impossibili, l’essere inviata in zone di conflitto. Oriana ricorda anche gioie, rimpianti, parenti ed amici: tutto ciò che rende la sua vita molto ricca e particolare.

POCO CARATTERE E TROPPO ROMANZO - Quello che appare al pubblico, più che uno sceneggiato, è un’idea di romanzo. C’è un’alternanza un po’ troppo soggettiva sui momenti importanti, corti ma fondamentali, e quelli lunghi romanzati, per cui poco utili. L’idea di Marco Turco di omaggiare la Fallaci è lodevole, così come è lodevole quello della Puccini di misurarsi con un personaggio di tale portata. Però si ha l’idea che si è volontariamente cercato di addolcire il personaggio di Oriana, senza capirne il perché: quasi si avesse paura di farla apparire cattiva. Oriana Fallaci era una donna schietta, diretta: tutta un’altra cosa. L’Oriana è coraggiosa, curiosa, un po’ ribelle (anche se troppo poco a mio parere), ma appare come un personaggio stanco, quasi amareggiato, sconfitto, specie nella sua versione più vecchia. Al prodotto infatti mancano sprint ed espressività. Niente da dire sugli scenari: per essere uno sceneggiato italiano per la tv, la guerra del Vietnam e la partenza per la luna sono stati realizzati davvero bene. Idem per la ricerca delle dichiarazioni e delle interviste: le parole che la Puccini afferma dopo la sparatoria a Città del Messico sono tratte dalla stessa dichiarazione che lasciò la Fallaci nel numero 42 del 1968 dell’Europeo, intitolato appunto La notte di sangue in cui sono stata ferita.

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Oriana Fallaci (ilpost.it)

L’idea c’era o, meglio dire, c’è, perché oggi lo sceneggiato prosegue con la seconda ed ultima parte. Tuttavia non ha convinto del tutto. Il pubblico ieri, purtroppo, ha stroncato L’Oriana sia sul web che sulla pratica: l’Isola dei famosi, per dire, ha registrato uno share più alto. Se Turco avesse osato di più e avesse puntato ad un film, alzando i suoi standard, probabilmente, avrebbe ottenuto un successo migliore.

Francesco Fario

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