L’uomo che fissa le capre, come vincere le guerre con sguardi e fiori

Ispirata a una storia vera, una nuova, bizzarra commedia,  firmata  da Grant Heslov, sulle vicende di una “unità psichica” dell’esercito USA, addestrata a (non) combattere le guerre col solo potere della mente, in base ai più puri e spassosi dettami della cultura hippie

di Daniela Dioguardi

Locandina

Locandina

Arrivereste mai a credere che, negli anni Settanta, il Pentagono sia arrivato a prevedere un’unità militare speciale destinata a ricercare metodi alternativi di (non) combattimento? E se questi metodi fossero talmente alternativi da possedere delle velleità New Age dai risvolti addirittura etici e pacifici?

Considerando le dinamiche e gli accadimenti bellici odierni e passati, l’idea di un manipolo di soldati educati agli ideali del flower-power e del peace and love e addestrati a combattere soltanto mediante lo sviluppo di poteri paranormali di veggenza e manipolazione psichica, potrebbe suscitare solo divertita incredulità e grasse, grassissime risate.

Eppure, “questa storia è più vera di quanto possiate credere” come ribadisce la didascalia, a monte dei titoli di testa, del nuovo film di Grant Heslov, L’uomo che fissa le capre.

Ispirata alle ricerche e al libro dello scrittore  Jon Ronson, la pellicola racconta di un timido e impacciato giornalista di provincia Bob Wilton (Ewan Mc Gregor) che, dopo essere stato lasciato dalla moglie per il suo editore, decide, distrutto nell’anima e nell’orgoglio, di partire per l’Iraq dove è da poco scoppiato il conflitto. Un viaggio alla ricerca di un’esperienza in prima linea che gli restituisca senso ma anche di uno scoop che possa riabilitarlo agli occhi della sua donna.

Finito  relegato in un albergo 4 stelle in Kwait, in attesa di trovare un modo per penetrare nel territorio iracheno, Bob si imbatte nel bizzarro Lyn Cassady (George Clooney) il quale si dice essere ex-membro di uno smantellato reparto segreto dell’esercito USA chiamato New Earth Army, in cui i soldati–Jedi, tirati su a suon di musiche ambient, fiori, rituali hippie e frequenti sballi di Lsd, venivano iniziati a combattere le guerre con il potere della mente.

Attirato dal fascino stravagante del personaggio e, allo stesso tempo, sospinto dalla curiosità, Bob decide di seguire Lyn che gli comunica di essere stato richiamato in missione dal guru e fondatore della New Earth Army, Bill Django (Jeff Bridges) apparsogli in una visione. Inizia, a questo punto, il viaggio on the road della coppia, attraverso le dune del deserto iracheno, in cui le loro disavventure, affrontate per raggiungere una base militare la cui localizzazione (si scoprirà dopo) è affidata totalmente al potere-intuizione di Lyn, si intrecceranno abilmente con dei flashback esplicatori del training marziale dei guerrieri Jedi a Fort Bragg, tenuto sapientemente Django, durante i quali farà la sua comparsa il cattivo della storia, Larry Hooper (Kevin Spacey), pronto a far emergere il “lato oscuro” del New Earth Army.

Grant Heslov (alla sua prima regia, già sceneggiatore di Good Night, and Good Luck), supportato da una magistrale interpretazione del cast, regala al grande pubblico una commedia esilarante dal tema inconsueto, sorprendente e in grado soprattutto di mescolare diversi registri riferibili al genere: parodia, grottesco, weird, demenziale che non scadono mai nella vera e propria farsa. A sostegno della credibilità dell’intera trama intervengono non poche irriverenti sferzate al mondo militare e alla politica bellica statunitense, più in particolare all’atteggiamento assunto nell’ambito del conflitto in Iraq con tutto il suo bagaglio di deplorevoli contraddizioni: l’ambiguità delle promesse di disimpegno e del ruolo dei media, i lati oscuri del processo di ricostruzione, spesso e volentieri affidato a corporations o a veri e propri corpi mercenari.

Scena del film
Scena del film

Non mancano, tra l’altro, scene toccanti e significative come quella che ritrae i soldati americani in Vietnam inibiti e shockati dalla visione di un mucchio di cadaveri ammassati (questa immagine cruda e violenta della guerra spingerà il guru Django a intraprendere la via del flower power) o come quella girata nella casa, appena saccheggiata, dell’iracheno dallo sguardo devastato, che ospita i due protagonisti, dopo essere scampato, insieme a loro, a un’ignobile sparatoria in strada.

Ancora più essenziale e pregna di significato risulta essere la scena finale in cui, in un’atmosfera di gaiezza collettiva dovuta a una massiccia e clandestina somministrazione di Lsd, assieme alle capre (vittime innocenti delle sperimentazioni umane) vengono liberati dalla prigionia alcuni “torturati psichici”, imbruttiti e spaventati come bestie, i quali, esortati dai liberatori, che continuano a chiedere loro scusa a nome dell’esercito americano, si avviano al di là del recinto, smarriti e increduli, forse consapevoli di ricadere presto in mani nemiche. Perché dove c’è guerra, in fondo, non c’è rimedio: non ci sono vinti né vincitori ma solo morte e distruzione.

Nell’affrontare una storia che innesta la cultura hippie in un contesto così inusuale come quello militare, Heslov ha voluto decisamente offrire un tributo affettuoso a una generazione che ha cercato e proposto un modo pacifico e ingenuo di risolvere i conflitti.

Sicuramente il New Earth Army incarna tutte le esagerazioni, se non proprio le esasperazioni del New Age way of life ma, in definitiva, finisce per suscitare nello spettatore una tale tenerezza da spingerlo a riconsiderare positivamente certe posizioni tipiche dei movimenti di contestazione degli anni Settanta, tanto ingenue e cariche di idealismo ma così pregne di vita, energia e positività da lasciar sperare, almeno per un attimo, che il futuro possa essere progettato in modo diverso, migliore.

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2 Risponde a L’uomo che fissa le capre, come vincere le guerre con sguardi e fiori

  1. avatar
    Robbie 07/11/2009 a 18:12

    Credo proprio che andrò a vederlo!!!

    Rispondi
  2. avatar
    marina 07/11/2009 a 20:12

    Ci andrò anche io….ki si perde Clooney Mcgregor… :)

    Rispondi

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