L’arte vista dal regista Pappi Corsicato

La Montagna del Sale di Mimmo Paladino

La Montagna del Sale di Mimmo Paladino

Roma - Arte e cinema. Quale dei due è più rilevante? Dipende. Al “The Office – Contemporary art”, spazio espositivo situato nella sede della società di produzione cinematografica Orisa Produzioni in Via Ostilia 31 a Roma, per esempio, si equivalgono. Tutto questo è possibile grazie al regista appassionato d’arte, Pappi Corsicato, che, il prossimo 16 giugno, inaugurerà questa galleria così insolita nell’architettura, con una mostra esclusiva. L’esposizione è un ulteriore momento di prestigio per l’ufficio di via Ostilia, e chiude così la stagione con una rassegna prendendo spunto dai corti d’autore realizzati negli anni dal noto regista cinematografico Pappi Corsicato su sei dei più autorevoli artisti contemporanei italiani (Jannis Kounnelis, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Giulio Paolini, Ettore Spalletti, Gilberto Zorio).

All’interno della mostra saranno, quindi, fruibili su tablet Samsung Galaxy, i filmati che raccontano la storia, la vita e la realizzazione delle opere degli artisti sopra menzionati, in modo da alternare, alla visione dinamica del corto, quella contemplativa dell’oggetto plastico. L’iniziativa è un evento parallelo dell’edizione di quest’anno di Arcipelago, il principale festival italiano di cortometraggi e nuove visioni, che per primo rivelò il talento di questo singolare filmaker. Pappi Corsicato, nasce a Napoli e si forma con Pedro Almodovar. E’ uno dei registi italiani più singolari e dalla visione più unica. A partire dal suo esordio “Libera” (1993) fino al suo ultimo “Il seme della discordia” (2008), i suoi film hanno riscosso il plauso della critica partecipando ai più grandi festival internazionali e vincendo tra l’altro il Nastro d’argento, il Globo d’oro e il Ciak d’oro.

Adesso, però concentriamoci su questa esposizione, eclettica e particolare. Nell’ambito della sua poliedrica attività, Corsicato è sempre stato interessato all’arte contemporanea, collaborando spesso con il Museo MADRE di Napoli. Nei suoi corti d’arte si è cimentato in vere e proprie re-interpretazioni creative dello spirito degli artisti rappresentati. Molti di questi documentari sono stati invitati da musei come il Tate Modern di Londra o il Centre Pompidou di Parigi. Nel 2010 una retrospettiva completa ha toccato le principali città della Cina. Questi i titoli dei corti dell’esposizione: “Girotondo di  capriccio” (1999) su Luigi Ontani, “Da un momento all’altro” (1999) su Giulio Paolini,  “La montagna del Sale” (1995) su Mimmo Paladino, “L’Offertorio” (1996) su Kounellis, “Le heaume enchanté” (1998) su Mimmo Paladino, “Le stelle del Canyon” (1998) su Gilberto Zorio, “Capo Dio Monte” (2009) su Luigi Ontani, “Drama  Fairytale” (2005) su Mimmo Paladino.

La Montagna del Sale è un museo all’aperto, unico al mondo, nella piazza simbolo della città di Napoli, pronto ad ospitare le inquietudini e gli interrogativi innescati dai linguaggi multiformi dell’arte contemporanea. L’opera interpreta il terremoto: la sua forma conica, infatti, rimanda, ad un vulcano e il sale di cui è cosparsa al mare. Con questo lavoro Paladino ribadisce che l’arte contemporanea non è materia d’èlite, ma può entrare a far parte dell’immaginario collettivo. La gente si stringe intorno alla montagna, la riconosce ed interagisce con essa. La adotta, servendosene come scivolo, prelevandone il sale…

Le stelle del Canyon, invece, costituiscono insieme alla canoa due riferimenti ricorrenti nelle opere di Gilberto Zorio e rappresentano forme archetipe che l’artista torinese ha scelto di utilizzare anche a piazza del Plebiscito a Napoli, nel’98, allestendo una scultura di energia che interagisce con lo spazio circostante. E’ un’impalcatura sonora di grande dinamismo e suggestione. Poggiando in equilibrio su una base triangolare in acciaio una stella di grandi dimensioni e un asse inclinato verso il cielo, sul quale ogni quarto d’ora scorre una canoa, spinta verso l’alto dall’aria espulsa da un otre in pelle di maiale che emette un fischio acuto.

Questo è solo un piccolo assaggio dei sei corti presenti nell’esposizione. Perciò se vate voglia di allietarvi la giornata e di vedere qualcosa di insolito, non perdete tempo e andate negli spazi di Orisa Produzioni, buon divertimento!

Chiara Campanella

 

 

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