Just kids, i ricordi di Patti Smith

Sono nata di lunedì nel North Side di Chicago, all’epoca della grande bufera di neve del 1946″

di Manuela Fraioli

Copertina del libro

Poetessa e icona del rock, Patti Smith ha narrato nel suo romanzo autobiografico la storia di lei e Robert Mapplethorpe, fotografo estremo morto di Aids nel 1989, mettendo a nudo se stessa nel ripercorrere questa storia d’amore e di un’ amicizia unica, necessaria, eterna, fatta di sogni comuni, di passioni, idee e ideali.

Il libro racconta la prima parte della vita della cantante, del suo arrivo a ventanni a New York, a fine anni Sessanta, e dell’incontro, casuale con Robert. La loro conoscenza, l’evolversi del loro rapporto, i primi passi verso la loro carriera artistica tutto raccontato attraverso la lucidità e la forza della scrittura di Patti Smith: pulita, visionaria, fotografica, a tratti cinematografica.

A presentare Patti Smith alla Feltrinelli di Milano, il giornalista Luca Sofri che, incapace di cogliere la rara personalità che si trova di fronte, conduce una presentazione noiosa a cui la stessa Patti Smith pone delle distanze. Alla domanda su come ormai il Chelsea Hotel non sia più quello di una volta Patti esce dal copione intervistatore-intervistato (se mai lo avesse preso sul serio!) e si ribella, feroce, a una domanda che non ha senso: “ era casa mia, è dove ho dormito a fianco di Robert!”. Che importanza hanno la fama di un luogo, le aspettative che genera, il senso che gli altri possono dargli? Ognuno ha la sua storia da raccontare. Patti Smith racconta la sua personale, quella che l’ha cresciuta, che l’ha condotta verso quel cammino di fama e dolore che l’ha portata ad essere un’icona.

Patti Smith

Quando le chiedono se scriverà un seguito del romanzo, in cui narri il resto della sua vita e della sua carriera artistica, Patti Smith conferma che ne sta ultimando la stesura e, dopo questa anticipazione, Patti lascia la sedia e va ad abbracciare la chitarra. Canta stralci di alcune sue canzoni, fa una dedica a Robert e improvvisa un testo per ringraziare Milano.

È l’artista che celebra se stessa, capace di creare appartenenze e di essere totalmente a suo agio in vesti comode e pratiche, che nulla hanno a che fare con forme di celebrità.

Patti Smith regala una serata perfetta riuscendo a capovolgere una presentazione zoppicante, ma forse è proprio la grandezza di un artista simile a banalizzare qualsiasi tentativo di contestualizzarla.

Just Kids, Patti Smith, Feltrinelli 201

www.pattismith.net

www.mapplethorpe.org

Foto via:

http://blog.panorama.it/culturaesocieta/files/2010/02/justkidspattismith.jpg

http://rota.files.wordpress.com/2010/02/patti_smith.jpg

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