John Lennon: trentatré anni dalla morte di un cantore della pace

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John Wiston Ono Lennon, la perla rara che ha scolpito indelebilmente il suo nome nella storia della musica internazionale, dopo trentatré anni dalla sua scomparsa continua a rappresentare le vesti di vate carismatico per le vecchie e nuove generazioni.

L’ASSASSINIO DI LENNON – Sciamano dell’arte dei suoni, celebre icona che ha vestito il rock con candidi abiti che profumano di amore e pacifismo,  fu assassinato a New York la sera dell’8 dicembre 1980, colpito mortalmente dalla folle pistola di Mark Chapman proprio dinanzi all’ingresso del Dakota Building, palazzo in cui abitava assieme alla moglie Yoko Ono. Ottavo nella lista dei personaggi più influenti del Regno Unito e quinto nella classifica, stilata da Rolling Stone, dei cento migliori cantanti di tutti i tempi, John Lennon ha condizionato il destino di un genere che ha spostato per sempre gli orizzonti del pensiero comune,  rivoluzionando l’essenza della musica prima in quanto membro dei Beatles e poi come visionario cantautore-artista.

UN’INFANZIA PROBLEMATICA – Nato a Liverpool il 9 ottobre del 1940, i primi anni del giovane Lennon vengono disturbati da alcune problematiche familiari, causate dall’assenza ripetuta del padre dalla quale sono scaturiti il divorzio con la madre Julia e il trasferimento continuo del piccolo John da un quartiere all’altro della celebre città mercantile marittima. Proprio per via dei rapporti burrascosi fra i genitori, John Lennon trascorre la sua adolescenza sotto la protezione della zia Mimi la quale, notando nel nipote uno spiccato talento nel disegno, gli ha concesso di frequentare la celebre Liverpool College of Art.

LIVERPOOL, CENTRO DI SCAMBI COMMERCIALI E ARTISTICI - Vivendo in una città portuale in fermento, John Lennon si avvicina facilmente all’ondata rock blues americana, dilettandosi con l’armonica e il banjo prima di costituire la sua band giovanile: The Quarrymen. Lo spirito che infuoca il neonato gruppo è fortemente condizionato dall’indole country e melanconica che spirava imponente dagli Stati Uniti, mista alle nuove scariche d’adrenalina che Chuck Berry ed Elvis Presley lanciavano a suon di riff. Liverpool è stata per secoli un importante nodo di scambi commerciali che, tramite l’imponente porto, ha permesso la commistione fra gli usi e costumi americani con il folklore inglese. In particolare, la nuova scuola del rock’n’roll proveniente dagli States ha giocato un ruolo preponderante per la nascita del rock britannico, iniettandosi con rapidità nelle vene delle future stelle nascenti della Gran Bretagna come un virus incurabile e dal forte ascendente sui teenagers.

DAI QUARRYMEN AI BEATLES – Grazie alla fortunata nascita dei Quarrymen, John Lennon conosce il quasi coetaneo Paul McCartney che entra a far parte della band per poi aggiungere alla line-up l’amico George Harrison. Da questo rinnovato nucleo si formeranno i quattro caschetti più amati al mondo i quali, con l’entrata ufficiale di Ringo Starr alla batteria nel 1962, sconvolgeranno i giovani degli anni sessanta con la loro iniziale aura beat che dal Cavern Club di London sconfinerà in breve tempo in una buona fetta del pianeta. L’album d’esordio Please Please Me del 1963, contornato da un look fresco e caratteristico del gruppo nel quale si identificheranno i seguaci della mod generation, ragazzi medio borghesi dal volto pulito e l’abbigliamento finemente curato che portavano nel cuore i grandi sogni che illuminavano i figli del boom economico.

John Lennon

John Lennon e Yoko Ono seduti sul celbre “bed peace”

RUBBER SOUL E LO SPERIMENTALISMO – Fin dai primi dischi dei Beatles, John Lennon mostra un talento istrionico volto a sperimentare sonorità poco convenzionali, capacità che concretizzerà in particolare a partire da Rubber Soul, quinto disco della band prodotto nel 1965, al culmine della loro popolarità. Rubber Soul partorisce l’ascetica Norvegian Wood, canzone che vede George Harrison destreggiarsi nelle mistiche sonorità del sitar, strumento insegnatogli dal mentore Ravi Shankar, maestro indiscusso del cordofono indiano e padre della cantante Norah Jones, recentemente scomparso. Dopo la pietra miliare Revolver, i rapporti fra i membri dei Beatles iniziano a incresparsi, esacerbati dalla crisi creativa di Lennon e dal casuale incontro con l’artista d’avanguardia giapponese Yoko Ono, donna che ruberà il suo cuore costringendolo a divorziare dalla prima moglie Cynthia Powell.

La nascita della Plastic Ono Band del 1968 precede di due anni l’allontanamento definitivo di John Lennon dal percorso dei Beatles collegato alla loro rottura, dando vita a un progetto art pop irriverente che richiama, con il supporto della musica elettronica, l’arte contemporanea. Il duo innamorato partorisce, oltre il figlio Sean Lennon che seguirà le orme del padre come il fratellastro Julian, vari progetti artisti che spaziano dalla produzione di filmati ai dischi, dai quadri alle live performance.

LA FINE DEI BEATLES E LA CARRIERA SOLISTA - Avviandosi alla carriera solista, con Working Class Hero e Power To The People John Lennon espone chiaramente le sue ideologie politiche, volte a denunciare i disagi sociali scaturiti dalla globalizzazione e le efferatezze provocate dalla guerra. Ben presto John e Yoko si trasformano in guru di tali profondi principi, sostenuti dal precedente movimento hippy, reduce da un decennio infuocato da proteste in nome dell’ambientalismo e del pacifismo che nel 1969 ha sfiorato il suo apice, affisso nella memoria comune con lo splendido concerto di Woodstock. Con Imagine John Lennon veste la carica di portavoce dei pensieri nati in seno alla controcultura, donando al mondo una musica intimistica che allieta lo spirito e incita alla riflessione.

Il brano omonimo estrapolato dal disco sarà reinterpretato da svariati artisti, destinato a rappresentare all’infinito quell’illustre desiderio di uguaglianza e amore di cui tanto necessita l’umanità dei giorni nostri. Irriverente e coraggioso, clamoroso è il suo dissenso nei confronti dei meccanismi giostrati dal mercato discografico, invocando la fruizione collettiva della musica, libera dalle regole dettate dalle case discografiche.

John Lennon

L’Imagine Tower che Yoko Ono ha dedicato a John Lennon (reykjavik.it)

IN NOME DELLA PACE - Coerentemente con la sua indole rivoluzionaria, John pubblica Mind Games, primo album autoprodotto la cui titletrack serba nel testo la celebre frase «Make Love Not War», uno degli slogan più proclamati dai pacifisti che ha anticipato la costituzione di Nutopia, la metafisica “Nazione della Pace” ideata da John e Yoko alla quale potevano accedere gli uomini di ogni etnia, luogo e religione. Con Dream Fantasy del 1980 si conclude forzatamente la carriera artistica di John Lennon, precocemente strappata al mondo dai colpi di pallottola di Mark Chapman.

LA MORTE E IL RETAGGIO – L’allora venticinquenne Mark, fervente cristiano compunto dall’ideologia dissacratoria di Lennon, interpretando erroneamente il significato intrinseco di brani come God o Imagine, spara a Lennon credendolo un nemico di Dio piuttosto che un libero pensatore. La morte di John Lennon attraversa velocemente il pianeta e molti musicisti gli dedicano brani tributo o riflessioni. La vedova Yoko Ono, accusata molto spesso di aver speculato sulla figura del marito, approfittando degli ingenti benefici pervenuti dall’eredità di Lennon, non ha mai smesso di promuovere le memorie dell’artista: spettacolare la sua Imagine Pace Tower, una torre di fasci luminosi sulla quale sono impresse le parole Imagine e Peace in ventiquattro lingue. Yoko Ono ha recentemente rievocato il loro intenso legame sentimentale con un tweet risalente a settembre 2013.

Raramente il mondo ha visto il sorgere di un così massiccio movimento generazionale connotato da un potente attaccamento interiore nei confronti di un musicista. Come Freddie Mercury o Jim Morrison, le movimentate avventure di Lennon hanno dato vita a una storia che non accenna a concludersi, entrando egregiamente fra i primi posti dei membri della star mania. Intrigante e misterioso il destino di un uomo che ha mutato le sorti della musica dapprima fondando una pietra miliare del rock e poi evolvendosi, con estro e originalità, in un vate del pacifismo.

Probabilmente esistono ancora giovani del nostro tempo che aspirano alla realizzazione di quel mondo ideale disegnato sapientemente dalla mente di Lennon, lasciando un barlume di speranza per il nascere di un’utopia condivisa da millenni seppur mai realizzata. Il misticismo di John Lennon ha suggellato nelle parole di Give Pace a Change un messaggio sempre attuale che permettono alla sua voce di risuonare in eterno dopo trentatré anni dalla morte, superando i confini dell’universo e forse anche oltre.

Rachele Sorrentino

@rockeleisrock

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