Jessica Cardamuro potrà studiare al liceo

Jessica Cardamuro con i genitori (www.montediprocida.com)

Jessica Cardamuro con i genitori (www.montediprocida.com)

Napoli – Jessica Cardamuro, la diciottenne disabile a cui era stato rifiutato il diritto allo studio, tornerà sui banchi di scuola. Questa la decisione del Tar della Campania: Jessica ‘deve’ tornare a scuola. Il liceo Seneca di Bacoli aveva rifiutato la richiesta d’iscrizione alla prima superiore della ragazza, pervenuta nella segreteria della scuola lo scorso luglio, adducendo come motivo del diniego una circolare ministeriale, la quale prescrive per gli adulti e i disabili che abbiano raggiunto la maggiore età, dunque i 18 anni, la frequenza di una scuola professionale serale. Ma il Tar della Campania ha fatto notare al dirigente del liceo che la Costituzione, attraverso l’articolo 34, difende il diritto allo studio di Jessica, anche se maggiorenne: «la scuola è aperta a tutti», recita l’articolo.

Intanto, con la riapertura delle scuole a settembre, gli studenti del liceo Seneca si erano mobilitati per sensibilizzare le autorità scolastiche e l’opinione pubblica alla vicenda di Jessica: il loro motto era «Io entro solo dopo Jessica». Oltretutto, la giovane avrebbe dovuto frequentare ogni giorno solo per tre ore l’edificio scolastico: «Che senso ha frequentare un istituto che dista un’ora e mezza o due ore da casa? Ma chi guida le sorti di questo paese, partendo proprio dall’istruzione, si rende conto di cosa significa vivere una situazione del genere?» si chiedevano i genitori di Jessica a luglio, che si sono visti chiudere la porta in faccia anche dal Provveditorato, il quale aveva proposto per Jessica la frequenza di una scuola professionale a Napoli.

Nonostante il ricorso al Tar, che ha dato ragione a Jessica e alla sua famiglia, ci si chiede comunque come sia possibile che uno stato democratico qual è l’Italia non permetta ad una persona disabile una serena integrazione all’interno della società in cui vive. E ci si chiede anche come sia possibile che il rispetto degli articoli costituzionali debba avvenire attraverso l’intervento di un tribunale.

Mariangela Campo

Foto: www.montediprocida.com

 

 

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