Jeff Bauman e Carlos Arredondo tornano a Boston: l’orrore e la rinascita

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Jeff Baumann spinto da Carlos Arredondo. lanceranno assieme la prima pallina del match al Fenway Park (nydailynews.com)

Forse il nome Jeff Bauman vi dirà poco. Ma basterà riguardare la sua foto per farvi correre un brivido lungo la schiena. Bauman stava assistendo alla maratona di Boston del 15 aprile scorso, quando due esplosioni nella zona del traguardo uccisero 3 persone e ne ferirono oltre 200. Ed era terribilmente vicino alle deflagrazioni.

Quando fumi e polveri dell’attentato iniziarono a diradarsi, tra i corpi sanguinanti sparsi lungo Boylston street, saltò agli occhi di tutti la terribile immagine di questo 27enne sdraiato a terra. Jeff non riusciva più ad alzarsi, perché l’esplosione gli aveva tranciato di netto le gambe. Le telecamere accorse sul luogo del dramma lo inquadrarono mentre veniva portato via su una sedia a rotelle assieme ad un poliziotto, una volontaria ed un uomo col capello da cowboy. Quello scatto, con ciò che rimaneva delle gambe di Jess sospeso a mezz’aria, scioccò tutto il mondo.

Dal letto del reparto di terapia intensiva, lottando tra la vita e la morte a causa della tremenda emorragia, il giovane riuscì a tracciare importanti indicazioni per identificare i due terroristi. La sua storia commosse il web, e per le cure e la realizzazione delle sue protesi sono stati raccolti in queste settimane oltre 360mila dollari.

Jeff Bauman non ha mollato. Ha vinto la sua battaglia contro la morte ed ora, in attesa di ricominciare a camminare, ricomincia a vivere. Ieri è entrato tra gli applausi al Fenway Park, la casa del baseball a Boston. Ha avuto l’onore, riservato a pochi ed in rare occasioni, di lanciare la prima pallina dell’incontro tra i padroni di casa dei Boston Red Sox ed i Philadelphia Phillies.

Bauman era accompagnato da Carlos Arredondo, l’uomo col cappello da cowboy nella foto dell’orrore. Arredondo ha perso due figli: il primo per la guerra in Iraq, il secondo suicidatosi dopo la morte del fratello. Ha cercato di suicidarsi anche lui per il dolore: è sopravvissuto ed ha iniziato a girare l’America in camper, lottando contro tutte le guerre. Era alla maratona come volontario della Croce Rossa. E la sua storia si è legata in maniera indissolubile a quella di Jeff, nel momento in cui i due ordigni hanno gettato una città nel panico.

Entrambi sono scesi in campo con la divisa dei Red Sox. Jeff ha sorriso ringraziando il pubblico ed indicando Carlos. Arredondo ha applaudito in silenzio, sfoggiando sulla giubba biancorossa le foto dei suoi figli. Hanno lanciato contemporaneamente due palline verso casa base. Un doppio strikeout alla morte. La forza dell’America sta anche qui: ricominciare a vivere prendendo a schiaffi la paura.

Francesco Guarino
@fraguarino 

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