James Gregory, scrittore della libertà sudafricana

Nato nel 1941 e deceduto nel 2003,  è ricordato nella letteratura sudafricana in quanto pur lavorando nel penitenziario di Robben Island si dedicava alla scrittura, coltivando anche una grande amicizia con un prigioniero particolare: il futuro leader che distrusse l’Apartheid

di Adriano Ferrarato

Un giovane Nelson Mandela in carcere

Un giovane Nelson Mandela in carcere

Nel 1962 Nelson Mandela venne arrestato e fatto prigioniero dalla polizia sudafricana con l’accusa di sabotaggio e tradimento. Nei 27 anni che fu costretto a trascorrere in carcere il futuro leader dell’Africa del Sud continuò a meditare e a incitare la lotta contro l’Apartheid, la politica segregazionista in cui uomini bianchi e di colore avevano diritti, luoghi e doveri separati. E tutti a totale sfavore del secondo gruppo. Fu in quel lunghissimo periodo che fece la conoscenza di un secondino, che lui stesso definì «uno dei più gentili. Era bene informato e cordiale con tutti»: James Gregory.

Nato nel novembre del 1941 (e morto nel 2003), Gregory è ricordato nel panorama letterario sudafricano in quanto, pur lavorando nel penitenziario di Robben Island come guardia e responsabile della censura, coltivava la sua grande passione per la scrittura. Proprio all’interno del carcere fu responsabile del controllo dell’ancor giovane Mandela, sviluppando con lui una forte amicizia che decise poi di raccontare in uno dei suoi scritti più famosi: “Goodbye Bafana: Nelson Mandela, My Prisoner, My Friend” in cui vengono narrati importanti episodi e dialoghi del rapporto tra i due durante tutto l’arco di tempo della prigionia.

La copertina del libro di James Gregory

La copertina del libro di James Gregory

Un libro che nel 2007 è stato utilizzato dal regista Bille August per ripercorrere l’ascesa del liberatore del Sudafrica dalla schiavitù della disuguaglianza (all’epoca erano ad esempio proibiti i matrimoni misti, la frequentazione comune di luoghi pubblici nonché  il accesso libero all’istruzione per le persone di colore) nel bellissimo film Il colore della libertà”, con Joseph Fiennes e Dennis Haysbert.

La trama della pellicola parla di un James Gregory estremamente razzista che a diretto contatto con il prigioniero riesce a voltare pagina capendo l’importanza della giustizia e delle pari opportunità dei diritti umani, iniziando di conseguenza a difenderne gli ideali.

A livello scenografico vi erano anche chiari riferimenti alla situazione politico-sociale che il paese stava attraversando nei quasi trent’anni (fine anni ’60 – inizio anni ’90) che portarono alla cancellazione definitiva dell’Apartheid.

Locandina "Il colore della libertà"

Locandina "Il colore della libertà"

Il testo di “Goodbye Bafana” fu comunque molto contestato da alcuni biografi ufficiali di Mandela, tra cui Anthony Sampson, il quale aveva saldamente affermato che la presunta profonda stima che legava i due non fosse del tutto disinteressata da parte dello scrittore, ma utilizzata solamente per farsi pubblicità ed ottenere soldi e vantaggi. Altre voci parlano di episodi non realmente accaduti oppure appartenenti alla memoria di altri secondini.

Lo stesso Premio Nobel per la Pace nel 1993 (insieme a Frederik Willem de Klerk) non ha mai parlato moltissimo della sua guardia carceraria, anche se alcune righe tratte dalla sua biografia, proprio in occasione della scarcerazione nel 1990, fanno comunque pensare ad un rapporto sicuramente poco asettico: «C’era anche il Maresciallo James Gregory là a casa, e io l’ho abbracciato calorosamente». E continuando poco più avanti: «il nostro pensiero era tacito e mi manca la sua presenza rassicurante».

Verità, dubbi o menzogne, tuttavia, non possono comunque gettare discredito su un libro di esperienza davvero unico e che può sicuramente insegnare a tutti quel qualcosa che nella società moderna, pronta all’appuntamento con i mondiali di calcio, si sta nuovamente dimenticando: la tolleranza e l’uguaglianza tra le genti di ogni nazione. E soprattutto ricordare l’importante funzione della democrazia: un diritto di tutti, nessuno escluso.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • Delicious
  • LinkedIn
  • StumbleUpon
  • Add to favorites
  • Email
  • RSS

Ti è piaciuto questo articolo? Fallo sapere ai tuoi amici

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

 
Per inserire codice HTML inserirlo tra i tags [code][/code] .

I coupon di Wakeupnews